Marialucia Lorefice: «Ospedali in tilt e il Ministro Lorenzin continua con le favole. Deve ai cittadini risposte concrete»

«Ospedali in tilt ma per il Ministro Lorenzin è sempre tutto sotto controllo. Non capiamo -evidenzia la parlamentare Marialucia Lorefice, membro della Commissione Affari Sociali, tra i firmatari dell’interpellanza urgente al ministro Lorenzin- come questo sia possibile. Alla nostra interpellanza il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo ha risposto come se non parlassimo dello stesso sistema sanitario. L’Italia -commenta la parlamentare- non solo non rispetta le direttive europee in troppi ambiti della sanità pubblica ma non rispetta neppure i dettami di quella che dovrebbe essere la sanità pubblica al servizio dei cittadini. Non soltanto i medici e gli infermieri sono sottoposti ad orari di lavoro massacranti con turni troppo lunghi rispetto al loro contratto di lavoro ma si attendono ancora i nuovi LEA, il nomenclatore protesico, siamo indietro per quanto concerne la sanità digitale, il turn over del personale medico e infermieristico è, nei fatti, bloccato. A questo proposito avevamo chiesto al Ministro di “informare circa lo stato della trasmissione dei piani di definizione del fabbisogno del personale da parte delle Regioni e rendere pubblici i documenti trasmessi dalle Regioni, così da rendersi garante della sicurezza delle cure e della continuità nell’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, della corretta applicazione della normativa europea nonché rispondere adeguatamente ai moniti dell’Europa. La realtà è -commenta la Lorefice- che mancano seimila medici e non è possibile il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori riguardanti gli orari di lavoro. Chiaramente il tutto si riflette nel peggioramento della qualità dei servizi offerti a garanzia dell’utenza, degli ammalati, della continuità dell’erogazione delle prestazioni sanitarie, del riordino e della razionalizzazione di strutture e servizi. Le proposte che come M5S abbiamo fatto, in sede di Legge di Stabilità, per poter arginare il problema, non hanno avuto alcun riscontro. Il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, ha risposto all’interpellanza urgente su orario di lavoro UE e assunzione straordinarie di personale facendo emergere che, a suo parere, la scadenza del 31 dicembre 2017 per procedure concorsuali e assunzioni è ancora in linea con le direttive europee, ha sottolineato come alcune Regioni sarebbero già al completo di personale medico e paramedico. I cittadini però ne hanno abbastanza della favola bella della Sanità italiana, molti ospedali stanno per essere chiusi. Non chiediamo certo “soldi in più” per situazioni di “ridondanza e duplicazione” come lascia intendere il Sottosegretario. Del resto, gli basterebbe farsi una passeggiata nelle corsie ospedaliere, anche di notte, nei Pronto soccorso e, siamo certi, non avrebbe risposto così su quanto richiesto in sede di interpellanza. La sanità italiana -conclude la parlamentare del M5S- è una sanità pubblica che deve garantire servizi essenziali ai cittadini. Non chiediamo il lieto fine per una favola inconsistente ma un’analisi attenta e dettagliata della realtà cui il ministro alla Salute Lorenzin dia delle risposte importanti, determinate e, soprattutto, urgenti e concrete».

Valentina Maci Odg 153453

Medici e sblocco del turnover

Su turnover e assunzioni nel comparto medico-sanitario la situazione continua ad essere di buio pesto. Il ministero della Salute, rispondendo all’interpellanza urgente presentata oggi da Vega Colonnese e Silvia Giordano ha parlato molto, fatto distinguo e scaricato parte delle responsabilità sulle Regioni ma, alla prova dei fatti, ci dice che tutto è ancora fermo al palo.

Una situazione intollerabile: a 13 anni dall’entrata in vigore della disciplina europea sull’orario di lavoro nel comparto sanitario, l’Italia non ha assunto uno straccio di contromisura per compensare la cronica carenza di personale.

Questa totale assenza di politiche di rilancio, oltre a causare disservizi e gravi difficoltà per chi deve lavorare in questo contesto, determina a una deriva che, come abbiamo sempre affermato, questo governo sostiene e promuove: l’indebolimento del Ssn, abbandonato a se stesso, è funzionale alla sempre maggiore “migrazione” della sanità verso il privato.

E’ passato ormai un anno da quando la nostra mozione sullo sblocco del turn over è stata approvata, anche della maggioranza, ma non è stata messa in campo alcuna azione.
Mentre il personale medico supera ormai i 50 anni di età media, continua però il ricorso indiscriminato ai contratti atipici, determinati e alle agenzie interinali. Se il governo non avesse bocciato in Stabilità la nostra proposta di Piano assunzionale di 3 mila medici e infermieri, a quest’ora non pochi problemi sarebbero già stati risolti.

Il comma 543 della Legge di stabilità aveva fissato al 29 febbraio 2016 il termine entro il quale si sarebbe dovuto procedere a determinare le tempistiche per i concorsi per le nuove assunzioni. Sempre entro quella data, le Regioni avrebbero dovuto definire il piano concernente il fabbisogno di personale. Niente di tutto questo è stato fatto o completato.
Tra l’altro, rispetto al fabbisogno, alcune Regioni hanno fatto richiesta di lavoro flessibile, la qual cosa non è certo una risposta adeguata rispetto alle migliaia di nuove assunzioni di cui invece avrebbe bisogno il comparto sanitario.

Infine, il tentativo di smarcamento del governo rispetto alle Regioni commissariate è assolutamente inaccettabile: non è possibile scaricare tutte le responsabilità rispetto al blocco del turnover sugli enti locali quando questi sono stati sottoposti a vincoli e controlli proprio dallo Stato Centrale.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/affarisociali/2016/07/personale-medico-sanitario-su-assunzioni-e-turnover-e-stallo-totale.html