Marialucia Lorefice, M5S : «Il Governo continua a tagliare su Sanità e Sociale invece di trovare soluzioni reali. Non è più il tempo delle passerelle. È quello delle risposte»

“Questa politica dei tagli è assolutamente sbagliata -afferma Marialucia Lorefice-, lede i diritti dei cittadini e contraddice la stessa sentenza della Corte Costituzionale 275/2016 che ha sancito un principio fondamentale, cioè che “è la garanzia dei diritti inconprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. Invece, questo Governo fa l’esatto opposto. Il Movimento 5 Stelle -conclude la Lorefice- ha sempre denunciato questa politica dei tagli a danno dei cittadini, ha sempre fatto proposte, sistematicamente bocciate e interrogato i ministri di competenza, continueremo a farlo, di certo non staremo a guardare”

Marialucia Lorefice: “Basta Tagli. Adesso si passi alle soluzioni”

 

«I risparmi imposti alle Regioni per contribuire all’equilibrio di bilancio continuano a penalizzare le fasce più deboli»: Lo dice la parlamentare nazionale Marialucia Lorefice, Capogruppo M5S Commissione Affari Sociali. «Dopo il taglio di 422 milioni al Fondo Sanitario nazionale -continua la Lorefice- derivante dalla riduzione del contributo statale alle Regioni, che metterà a rischio l’erogazione dei Lea, Livelli Essenziali d’Assistenza, adesso tocca al Fondo per le politiche sociali e al Fondo non autosufficienze. Sebbene il primo, necessario a finanziare misure di sostegno al reddito delle famiglie più povere, con la legge di stabilità 2016, avesse registrato un lieve incremento, risulta adesso smantellato, passando dai circa 311 milioni a 99,7 milioni, ben 211 milioni in meno. Per quanto concerne il secondo, ovvero il Fondo nazionale per la non autosufficienza, destinato a fornire sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti, questo aveva una dotazione di 450 milioni, ai quali furono aggiunti 50 milioni ricavati dal Decreto Legge sul Mezzogiorno, per un totale di 500 milioni di euro. Adesso è stato nuovamente ridotto di 50 milioni».
Marialucia Lorefice M5S«È stata l’intesa Stato-Regioni del 23 febbraio scorso -sottolinea la parlamentare Lorefice- a stabilire questi tagli confermando come le politiche sociali e sanitarie siano subordinate esclusivamente all’esigenza di far quadrare i conti, anche a costo di privare i cittadini di servizi essenziali. Una mera manovra economica frutto dell’accordo tra le Regioni e il Ministero dell’Economia Finanza senza tener minimamente in considerazione il ministero competente, quello del lavoro e delle politiche sociali».

«Questa politica dei tagli è assolutamente sbagliata -chiosa la Lorefice-, lede i diritti dei cittadini e contraddice la stessa sentenza della Corte Costituzionale 275/2016 che ha sancito un principio fondamentale, cioè che “è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. Invece, questo Governo fa l’esatto opposto. Il Movimento 5 Stelle -conclude la Lorefice- ha sempre denunciato questa politica dei tagli a danno dei cittadini, ha sempre fatto proposte, sistematicamente bocciate e interrogato i ministri di competenza, continueremo a farlo, di certo non staremo a guardare. Questa politica dei tagli è assolutamente sbagliata -chiosa la Lorefice-, lede i diritti dei cittadini e contraddice la stessa sentenza della Corte Costituzionale 275/2016 che ha sancito un principio fondamentale, cioè che “è la garanzia dei diritti inconprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione”. Invece, questo Governo fa l’esatto opposto. Il Movimento 5 Stelle -conclude la Lorefice- ha sempre denunciato questa politica dei tagli a danno dei cittadini, ha sempre fatto proposte, sistematicamente bocciate e interrogato i ministri di competenza, continueremo a farlo, di certo non staremo a guardare. Piuttosto che far passerella per ospedali vari o mere propagande, sarebbe opportuno che gli esponenti del Governo attuale si rimboccassero le maniche e trovassero soluzioni reali a tanti problemi che affliggono un settore importantissimo e sempre più depauperato, quello sanitario e sociale».

 

       L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453          

“Il piano è distruggere la Sanità iblea. Il M5S non lo permetterà”

Per saperne di più Guarda il video di E20 Sicilia

https://www.youtube.com/watch?v=ej3yTDxBOiE&feature=share Continua a leggere ““Il piano è distruggere la Sanità iblea. Il M5S non lo permetterà””

Legge di bilancio, Lorefice: “Biosimilari meno cari. Le Regioni risparmieranno parecchio”

«Con il subemendamento alla Legge di Bilancio, a prima firma del collega Matteo Mantero -rende noto la Capogruppo XII Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice-, siamo riusciti in una modifica di rilevante importanza per la sanità italiana e i cittadini relativamente ai farmaci biosimilari, con possibili risparmi per le casse regionali oltre a prezzi ridotti. Il rapporto prodotto-prezzo non sarà più paragonato a quello massimo del farmaco biologico di riferimento ma da quello medio di mercato dei farmaci generici biosimilari. C’è ancora tanto da fare attraverso gare invece che accordi-quadro -conclude la parlamentare del M5S- e mettendo in gara farmaci con principi attivi diversi ma con la stessa efficacia terapeutica. Ma è già stato fatto un importante passo avanti per il risparmio delle casse regionali».

 

 

 

Valentina Maci Odg 153453

Marialucia Lorefice: “Il Sistema Sanitario Nazionale naufraga nelle mani del Governo. Bocciata la nostra proposta di miglioramento dell’intero Sistema. La Sanità pubblica sempre più verso la privatizzazione”

 

«Il SSN è alla deriva e il Governo, da ‘buon Caronte’, lo accompagna al naufragio. Una morte lenta e sofferta, dove a soffrire sono in primis i cittadini. È evidente come sia in atto lo smantellamento della sanità pubblica a favore di quella integrativa e privata. Il Parlamento, facendo il gioco del Governo -sottolinea Marialucia Lorefice, parlamentare iblea-, ha bocciato martedì la nostra mozione con la quale chiedevamo un impegno in termini di interventi incisivi, a 360 gradi, relativamente a tutto il sistema sanitario.

L’ultimo DEF 2016 parla chiaro, nel 2019 il rapporto tra spesa sanitaria e PIL decrescerà tanto da arrivare al 6,5%. Significa che si sfioreranno i 10 miliardi in meno a disposizione della sanità pubblica. Tradotto vuol dire -aggiunge la Capogruppo M5S XII Commissione Affari Sociali- che il taglio alla spesa sanitaria nazionale raggiungerà livelli inaccettabili e di gran lunga al di sotto della media dei Paesi OCSE.

Per approvare la nostra mozione il Governo avrebbe voluto ‘manometterla’ nei suoi punti chiave, come quello relativo ai fondi dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza che non hanno ancora una sicurezza economica che possa supportarli e sui quali il Governo certezze non vuole proprio darne. Ovviamente abbiamo rigettato tali richieste, così come tante altre simili.

La Conferenza Stato- Regioni aveva dato, se possibile, una mazzata ancor più pesante alla già drammatica situazione sanitaria con un taglio di 2 miliardi e 352 milioni di euro a decorrere dal 2015. Con la legge di stabilità si è deciso per 111 miliardi di finanziamento per il 2016 comprensivi di 800 milioni per i nuovi LEA, non ancora introdotti. Si sommino a questi le somme che le Regioni devono quale ‘contributo dovuto’ alla finanza pubblica.

Meno fondi per la spesa sanitaria, meno prevenzione, meno possibilità di accesso alle cure, liste d’attesa infinite, ticket maggiorati. Risultato: Meno salute. Alla prevenzione, infatti, è destinato solo il 4,1 % dell’intera spesa sanitaria. Sanità ‘pubblica’ in mano ai privati e alla cosiddetta ‘sanità integrativa’ che, di fatto, ha sostituito, e non integrato, quella nazionale che non ce la fa a garantire prestazioni e servizi in termini compatibili con lo stato di salute dei pazienti, specie se in emergenza.

L’ombra della corruzione in sanità si aggira intorno al 41% al Sud compresa la sperequazione regionale. Il blocco del turnover con potenziamento del lavoro flessibile e precario ha notevolmente alzato l’età media di medici e personale sanitario costretti a turni ed extra massacranti. Tutte scelte che hanno depotenziato la qualità dei servizi della sanità pubblica e limitato le offerte di cura e assistenza, che già risente delle carenze strutturali e tecnologiche che spesso non riescono ad essere nel pubblico allo stesso livello del privato. Proprio sul turnover e sulla mobilità interregionale, con una nostra mozione, il Governo si era impegnato a provvedere a procedure d’urgenza. Impegno disatteso, nonostante le numerose interrogazioni in merito.

Il decreto Balduzzi con il suo efficientamento della rete emergenza-urgenza, e l’opinabile implementazione dell’assistenza territoriale, non sortisce i risultati sperati dato che non ha tenuto e non tiene conto delle necessità territoriali e neppure dell’impatto dei pensionamenti non seguiti da sostituzioni. Meno medici, Meno servizi, meno prestazioni.

Noi non accettiamo ‘compromessi’ alla nostra mozione ancor più se questo significherebbe assecondare la volontà di un Governo che vuole la privatizzazione del SSN, da sempre esempio ed eccellenza della nostra nazione».

Valentina Maci Odg 153453

Sanità iblea, Lorefice: «Non va affatto bene. Invito il Manager a fare una passeggiata nelle corsie ospedaliere»

                             Foto dell’ultimo incontro con i vertici dell’Asp 7 presso nosocomio Modica

 

«La sanità iblea non va affatto bene e questo è un dato di fatto. Purtroppo. A parte il piano di riordino, ancora in panne -afferma la parlamentare Marialucia Lorefice, capogruppo M5S Commissione Affari Sociali-, è proprio in generale che non va. Ed è strano visto che era stata per molti anni un’eccellenza. Per non scendere nei dettagli dell’ospedale nuovo di Ragusa ancora in fasce. Ogni reparto risulta avere problemi non indifferenti negli iblei, di quali reparti parlo? Pressoché di tutti. Poi ci sono i medici che risultano essere sempre più pressati con personale anche infermieristico ridotto all’osso e turni, in alcuni casi, infiniti. E sappiamo bene -evidenzia- questo cosa voglia dire.

Ci sono, poi, le liste d’attesa delle quali ormai non si parla neanche perché i cittadini danno per scontato, o quasi, che in ospedale non si possa andare se si ha un’urgenza. A Ragusa addirittura alcuni reparti ‘aprono’ solo la mattina, come fossero uffici amministrativi, come se la gente il pomeriggio non s’ammalasse. Conosciamo bene la legge Balduzzi -sottolinea la parlamentare- ed i tagli che ha imposto ma non riteniamo che tante delle scelte fatte siano da addebitare solo ed esclusivamente ad essa.

Mentre l’afflusso di migranti continua cosa fa l’Asp 7? Pianifica di spostare a Modica il reparto di malattie infettive di Ragusa, un’eccellenza che si trovava al posto giusto al momento giusto. Insomma, ognuno a casa propria può fare e decidere per sé ma nella Sanità non si può, è pubblica! Proprio il piano di riordino serve a risistemare ciò che non va cercando di far convergere necessità e tagli, non si toglie quello che va per risistemare il tutto a piacimento.

Solo qualche mese fa -dice la Lorefice-, immagino di non ricordarlo solo io, con altri colleghi parlamentari del M5S e non ci siamo riuniti attorno ad un tavolo dell’ospedale di Modica con il dott. Aricò, manager dell’Asp 7. Mi era sembrato un momento di concertazione, uno di quelli in cui la politica mette avanti le istanze e le necessità dei cittadini e l’Asp7 quantomeno ha una visione più ampia. Adesso probabilmente, se il dott. Aricò accetterà l’invito, si ventila un altro tavolo di concertazione. Personalmente non amo le passerelle, e se dovesse trattarsi solo di questo invito il dott. Aricò a non volermene se non andrò. Nel caso in cui, invece, cambiasse idea e fosse davvero disposto a guardare in faccia la realtà ragusana e a non far passare scelte volute da chissà chi per legge Balduzzi gli sarei grata perché finalmente avremmo un manager vicino alla gente, che ne ha abbastanza di politica e istituzioni sorde. I cittadini hanno bisogno di risposte, di fatti.

Porgo un altro invito al dott. Aricò -conclude Marialucia Lorefice-: perché non fa una passeggiata nei reparti di tanto in tanto per toccare con mano quanta passione mettono i nostri medici e tutti quanti vi lavorano anche nel rendere più leggere le difficoltà agli occhi dei pazienti. Veda come cercano di smorzare gli animi nei reparti dove ancora c’è solo l’acqua fredda. È vero può capitare ma, mi consentano i vertici dell’Asp 7, non dovrebbe e non per così lungo tempo».

 

Valentina Maci Odg 153453

Marialucia Lorefice: «I servizi ai disabili nel ragusano? Una fiction drammatica. Disomogenei e a singhiozzo come sempre. Basta prese in giro»

«Nella ‘fiction’ del trasporto e dell’assistenza agli studenti disabili degli istituti superiori del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa manca una puntata molto importante: Quella in cui la politica fa mea culpa per non aver fatto chiarezza sulla situazione gravissima. Certo è compito della politica impegnarsi a portare avanti le istanze dei cittadini così come è compito del Governo e della Regione fare chiarezza e dire alle famiglie, senza mezzi termini, che non è una situazione che si sbloccherà facilmente e che a parte il libro dei sogni, purtroppo, chi di competenza non ha tenuto in debito conto le loro necessità. Inutile creare false illusioni, i nostri giovani studenti non ne hanno bisogno e neppure i loro familiari. Anzi, in situazioni così delicate e complesse da gestire avrebbero bisogno di certezze. Arrivo subito al punto.
Per quanto riguarda la Sicilia già l’anno scorso i problemi erano sotto gli occhi di tutti quando invece di 30 milioni di euro ne sono arrivati solo 5 e qualche spicciolo. Si aggiunga che il contributo statale di 10 milioni di euro si è ridotto a poco meno di 2 milioni di euro. Cifra da dividere a tutte le province siciliane. L’equivalente di quanto il Libero Consorzio di Ragusa spende da solo. Un’elemosina.

Ci sono stati tavoli di concertazione, anche con le associazioni, manifestazioni, polemiche e false promesse. La realtà però è questa. Dopo aver interessato il Sottosegretario alle Politiche sociali, onorevole Franca Biondelli, anche il Miur ha risposto alla nostra mail del 3 agosto scorso. Peccato non si abbiano risposte sul perché la Sicilia e altre poche regioni sono state escluse dal riparto dei fondi della Legge di Stabilità 2016. Dalla risposta del Miur emerge, se possibile più evidente, la disomogeneità dei servizi ai disabili italiani ‘grazie’ anche al ‘libero arbitrio’ delle Regioni.

Scacco matto alle famiglie, purtroppo, ancora una volta truffate e in attesa di qualcosa che probabilmente non arriverà o se lo farà sarà a singhiozzo, come sempre».

Valentina Maci Odg 153453