Medici e sblocco del turnover

Su turnover e assunzioni nel comparto medico-sanitario la situazione continua ad essere di buio pesto. Il ministero della Salute, rispondendo all’interpellanza urgente presentata oggi da Vega Colonnese e Silvia Giordano ha parlato molto, fatto distinguo e scaricato parte delle responsabilità sulle Regioni ma, alla prova dei fatti, ci dice che tutto è ancora fermo al palo.

Una situazione intollerabile: a 13 anni dall’entrata in vigore della disciplina europea sull’orario di lavoro nel comparto sanitario, l’Italia non ha assunto uno straccio di contromisura per compensare la cronica carenza di personale.

Questa totale assenza di politiche di rilancio, oltre a causare disservizi e gravi difficoltà per chi deve lavorare in questo contesto, determina a una deriva che, come abbiamo sempre affermato, questo governo sostiene e promuove: l’indebolimento del Ssn, abbandonato a se stesso, è funzionale alla sempre maggiore “migrazione” della sanità verso il privato.

E’ passato ormai un anno da quando la nostra mozione sullo sblocco del turn over è stata approvata, anche della maggioranza, ma non è stata messa in campo alcuna azione.
Mentre il personale medico supera ormai i 50 anni di età media, continua però il ricorso indiscriminato ai contratti atipici, determinati e alle agenzie interinali. Se il governo non avesse bocciato in Stabilità la nostra proposta di Piano assunzionale di 3 mila medici e infermieri, a quest’ora non pochi problemi sarebbero già stati risolti.

Il comma 543 della Legge di stabilità aveva fissato al 29 febbraio 2016 il termine entro il quale si sarebbe dovuto procedere a determinare le tempistiche per i concorsi per le nuove assunzioni. Sempre entro quella data, le Regioni avrebbero dovuto definire il piano concernente il fabbisogno di personale. Niente di tutto questo è stato fatto o completato.
Tra l’altro, rispetto al fabbisogno, alcune Regioni hanno fatto richiesta di lavoro flessibile, la qual cosa non è certo una risposta adeguata rispetto alle migliaia di nuove assunzioni di cui invece avrebbe bisogno il comparto sanitario.

Infine, il tentativo di smarcamento del governo rispetto alle Regioni commissariate è assolutamente inaccettabile: non è possibile scaricare tutte le responsabilità rispetto al blocco del turnover sugli enti locali quando questi sono stati sottoposti a vincoli e controlli proprio dallo Stato Centrale.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/affarisociali/2016/07/personale-medico-sanitario-su-assunzioni-e-turnover-e-stallo-totale.html

Nuovi LEA e Nomenclatore protesico, Lorefice: «Lorenzin e Padoan diano delle risposte concrete. Non bastano più proclami e bozze»

 «È dal 2001 che i cittadini aspettano i nuovi LEA e ancora il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, tenta di sviare la realtà. Il M5S -con un’interrogazione a prima firma della deputata Marialucia Lorefice- ha chiesto ai Ministri Padoan e Lorenzin di rispondere in maniera chiara e specifica su nuovi Lea e nomenclatore protesico -lo evidenzia la parlamentare, membro della Commissione Affari Sociali, alla luce delle ultime dichiarazioni del Ministro della Salute Lorenzin-. Le dichiarazioni per nulla chiare che si sono susseguite, i botta e risposta, non permettono di comprendere quale sia realmente il problema relativo alla messa in atto dei nuovi Lea e del nomenclatore protesico. Le dichiarazioni, in risposta alla Lorenzin, del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, riguardo ai Lea ed al nomenclatore protesico, evidenziano anche -continua la Lorefice- che al vaglio degli assessori delle Regioni ci sia l’ennesima bozza. Continua il gioco di rimbalzi. Governo, dicasteri e Regioni continuano a portare avanti un linguaggio politically correct che non lascia neanche trapelare quali possano essere i tempi necessari per rendere tutto questo concreto. La nostra interrogazione –aggiunge la parlamentare- mira a fare chiarezza tra tutte le notizie emerse. Di certo i ministeri coinvolti dovranno rendere note tempistiche e ragioni del rallentamento dell’iter. Oltre alla bozza, che il Ministro Lorenzin ha reso nota tramite i media, noi aspettiamo ancora la firma del decreto. Sedici anni di bozze non hanno ancora portato a nulla di concreto. Solo la firma del decreto sarà una certezza».

 

Valentina Maci Odg 153453

Salute: 11 milioni di italiani senza cure, avanza la demolizione del governo

 

ROMA, 6 giugno – “La frana del nostro sistema sanitario si è già trasformata in una valanga e ad essere responsabili, intenzionalmente, di questa demolizione sono il ministro della Salute e tutto il governo. Le conseguenze dei continui tagli inflitti alla sanità oggi sono stati evidenziati dalla ricerca Censis-Rbm. Un dato, da solo, spiega tutto: nell’ultimo anno 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche. Il governo sta mettendo il coltello alla gola dei cittadini ai quali dice ‘noi in sanità non investiamo più, se puoi e vuoi curarti , vai dal privato, altrimenti non ne rispondiamo più'”.

Così i deputati M5S in commissione Affari Sociali.

“Tra i dati messi in evidenza dalla ricerca ricerca Censis-Rbm ci sono anche quelli relativi alla spesa sanitaria privata che, ovviamente, è salita del 3,2% – soprattutto a causa delle lunghe liste di attesa – e il lievitamento del prezzo dei ticket, cresciuti al punto che ormai il 45 % degli italiani ha pagato tariffe nel privato uguali o di poco superiori rispetto al pubblico.

Il piano che Renzi e Lorenzin stanno mettendo in atto, mandare i cittadini dritti dritti tra le braccia del privato, non finisce qui: sono in arrivo 3,5 miliardi di tagli nel 2017 e 5 miliardi nel 2018, quando la spesa sanitaria scenderà al 6,6% del Pil: la media più bassa dei Paesi Ocse.

Quello che, invece, va fatto per fermare questa valanga noi lo sappiamo bene ed è del tutto evidente: per prima cosa il finanziamento del SSN deve tornare a salire e nel 2019 deve essere riportato almeno al 7% del PIL. Inoltre, il ministero della Salute deve finalmente pubblicare i nuovi LEA e attuare la revisione della governance farmaceutica, mentre il governo deve da un lato investire realmente in prevenzione, per ridisegnare il Ssn, e dall’altro deve e rispettare le scadenze previste in Legge di stabilità, a partire dal piano di assunzione del personale e dallo sblocco del turn over”.

 

Fonte http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2016/06/salute-11-milioni-di-italiani-senza-cure-avanza-la-demolizione-del-governo.html