Migranti, il M5S contro gli hotspot siciliani-Intervista di Marialucia Lorefice al Tg74

Gli hot spot siciliani al centro delle polemiche. Il M5S ne chiede la chiusura e chiede che l’Europa rispetti gli impegni presi quanto a ricollocamenti. Di seguito l’intervista rilasciata al Tg 74 dalla dep. Marialucia Lorefice, membro della Commissione d’Inchiesta Cie-Cara

 

 

 

Foto “Donna Eritrea prega presso Centro di prima accoglienza a Pozzallo” da http://www.argocatania.org/2016/02/21/hotspot-pozzallo-fuggono-i-

Hot Spot e ricollocamenti, mozione M5S, dep. Lorefice: «In Sicilia altri due hot spot. Il Governo asservito all’Europa che neppure rispetta gli accordi »

Hot spot e ricollocamenti. Il M5S chiede la chiusura degli hot spot ma il Governo ne prevede altri cinque, due dei quali in Sicilia. L’Europa? Su 160 mila previsti ne ricolloca solo 6 mila

        Hot Spot e ricollocamenti. Bocciata la mozione del M5S relativa agli hot spot. Ci saranno altri due hot spot in Sicilia a Messina e Palermo che si aggiungono a quelli di Pozzallo, Trapani e Lampedusa.

             Una mozione attraverso la quale i parlamentari pentastellati hanno chiesto non soltanto la chiusura degli hotspot esistenti, e la non apertura di altri in differenti porti, ma anche che l’Europa, alla luce degli impegni presi con l’Italia, mantenga le promesse relative ai ricollocamenti. Inoltre, altro punto evidenziato è stato quello di rivedere il Regolamento Dublino III. L’accordo tra il Governo e l’Europa siglato nel maggio 2015 per fronteggiare il fenomeno migratorio, prevedeva, come sottolinea il M5S, che l’Italia istituisse sul proprio territorio gli hotspot, mentre l’Europa s’impegnava a ricollocare 160 mila migranti che arrivavano in Italia e in Grecia verso gli altri Stati europei. Gli hot spot sono nati ma delle 160 mila persone da ricollocare, alla data dell’11 maggio 2017, ne sono state ricollocate solamente 5.711. Firmatari della mozione i membri M5S della Commissione d’inchiesta Cie-Cara, Marialucia Lorefice, Vega Colonnese e Giuseppe Brescia, quest’ultimo primo firmatario.

        La Lorefice fa un bilancio della situazione e tira le somme: «Gli hot spot sono fallimentari e non hanno alcuna legittimazione giuridica, talvolta si sono registrate al loro interno procedure di identificazione in aperta violazione di norme costituzionali di diritto interno e anche di diritto internazionale. E questo non lo dice solo il Movimento Cinque Stelle ma diverse organizzazioni umanitarie e anche il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale nella Relazione al Parlamento 2017. Il Governo di fronte a tutte le denunce, agli atti parlamentari in merito, alle Commissioni d’Inchiesta, si gira dall’altra parte e prevede che in Sicilia anche a Messina e Palermo vengano organizzati degli hot spot. Un asservimento dell’Italia inspiegabile rispetto all’Ue in cui l’Italia rispetta i patti, l’Europa no. Il Governo -conclude la Lorefice- ha proposto delle ‘revisioni’ alla nostra mozione ma chiaramente non abbiamo accettato perché veniva stravolta. In questo momento gli unici da ringraziare sono i cittadini che continuano a dare un grande esempio di accoglienza. Il Governo, invece, sembra vivere in un altro Paese, al di fuori della realtà e di ogni logica».

 

Per visionare il testo completo della mozione clicca su http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/01439&ramo=CAMERA&leg=17

 

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453