Lo Stato dalla parte delle imprese: arrivano gli incentivi per le Pmi

Di Luigi Di Maio

Le PMI sono la spina dorsale dell’Italia. Il nostro sistema produttivo è un unicum in tutta Europa, è costituito da una miriade di piccole e medie imprese che negli anni della crisi hanno saputo resistere, usare creatività, innovazione e tecnologia, portando il Paese fuori dalla palude e creando innumerevoli posti di lavoro.

Per me sono gli eroi dei nostri tempi, a cui spesso lo Stato ha voltato le spalle o, peggio, che ha trattato come limoni da spremere in un’era in cui tutto era dovuto, ma nulla doveva essere corrisposto in cambio. Parliamo di persone, cittadini che hanno dato un nuovo significato alle parole sviluppo, crescita, fiducia, legame col territorio.

Grazie al progetto incentivi.gov.it gli imprenditori potranno trovare la misura giusta a seconda di ciò che davvero gli serve, del loro territorio o della dimensione della loro azienda. Gli incentivi riguardano l’avvio di una nuova impresa, gli investimenti in innovazione, la crescita, il rafforzamento patrimoniale, gli investimenti in macchinari, impianti e software, l’internazionalizzazione, gli investimenti in formazione, in ricerca e sviluppo, in efficienza energetica, in nuove assunzioni, fino ad arrivare agli sgravi fiscali. Non ultimo quello rivoluzionario connesso al reddito di cittadinanza.

Spesso l’imprenditore ha dovuto fare i conti con il rischio di perdersi in mezzo ad una giungla di misure poco accessibili che si frammentano tra i vari Ministeri e tra società partecipate o controllate. Abbiamo scelto il dialogo e siamo riusciti a mettere in connessione, grazie alle loro disponibilità, tutte le realtà che offrono un servizio alle imprese. Non solo il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Lavoro, ma anche Agenzia delle Entrate, Cassa Depositi e Prestiti, GSE, ENEA, Finest, Invitalia, INPS, ICE, Unioncamere, Sace, Simest, SofiCOOP.

Questo progetto è solo la prima fotografia; il vademecum verrà aggiornato periodicamente e sarà integrato con le informazioni di tutte le pubbliche amministrazioni che contribuiscono a rendere un servizio all’imprenditoria italiana e a chi vuole investire nel nostro Paese. Nelle prossime settimane implementeremo la parte “web oriented” con un sistema che risponde a domande specifiche dell’imprenditore.

Anche per le imprese è arrivato il momento che lo Stato torni ad essere dalla loro parte. Assieme a loro, grazie a loro, potremo essere ancora più grandi nel mondo.

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2019/03/lo-stato-dalla-parte-delle-imprese-arrivano-gli-incentivi-per-le-pmi.html

PMI: nuova “spinta” con 150 milioni per ricerca e sviluppo

– “Ancora una volta il governo sfata il mito caro a tanti analisti economici, vale a dire quello dell’assenza di investimenti nel tessuto economico del Paese. I 150 milioni di euro in più per progetti di ricerca industriale e sviluppo nei settori applicativi “Fabbrica intelligente”, “Agrifood” e “Scienze della vita” finanziate con il Fondo per la crescita sostenibile, arrivati col decreto firmato dal vicepremier di Maio, rappresentano un’ulteriore vigorosa spinta al nostro mondo produttivo. Potenziare i segmenti virtuosi del nostro tessuto economico è una assoluta priorità: questi fondi, che si aggiungono ai 400 milioni già stanziati, genereranno investimenti pari a tre volte tanto, cioè circa 1,5 miliardi di euro. L’innovazione e la crescita sostenibile sono un obbiettivo storico del M5s. Dopo i tanti aiuti alle imprese inseriti in legge di bilancio e le agevolazioni del decreto Semplificazioni, arriva un’altra risposta al racconto fasullo di un governo distante dal mondo imprenditoriale. Anche a livello parlamentare, in questo 2019 lavoreremo per dare sempre più spinta al mondo produttivo, guardando sempre a quelle PMI che costituiscono il cuore pulsante della nostra economia”.

Così, in una nota congiunta, i senatori della commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato Gianni Girotto, Gianluca Castaldi, Cristiano Anastasi, Marco Croatti, Gabriele Lanzi, Gianluigi Paragone, Sergio Puglia e Sergio Vaccaro.

Fonte: https://www.movimento5stelle.it/parlamento/attivitaproduttive/2019/02/pmi-nuova-spinta-con-150-milioni-per-ricerca-e-sviluppo.html

Mise, oggi avvio tavolo permanente Pmi

Oggi è in agenda al #Mise l’avvio del tavolo permanente per le #Pmi.

Obiettivo del tavolo è risolvere nell’immediato annosi problemi delle imprese per permettervi di respirare e di fare gli imprenditori non i compilatori di scartoffie, inoltre con un #emendamento al #Senato alla legge di #Bilancio verranno pagati, in azione congiunta con Cdp, il 50% dei debiti della Pa con le imprese entro il 2019.

Un’operazione per circa 30 miliardi.

Leggi anche la lettera aperta inviata dal Ministro Di Maio al Sole 24 ore e pubblicata nell’edizione dell’8 dicembre

Di Maio, appello agli imprenditori: ”Lavoriamo insieme”

Egregio direttore,
oggi affido alle pagine del vostro giornale una lettera aperta indirizzata a tutti gli imprenditori italiani, ai quali vorrei raccontare le misure per le imprese che sono contenute nella manovra. Prima di tutto alcune considerazioni di carattere generale. Questo governo, e in particolare io come ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, ha la piena coscienza dell’importanza che hanno le piccole e medie imprese per la tenuta sociale e per lo sviluppo del nostro Paese. Sono anche assolutamente consapevole del fatto che negli ultimi anni avete subito sia la crisi che la poca attenzione da parte dello Stato nel mettere a punto le soluzioni da voi richieste per poter operare nelle migliori condizioni possibili.

Quello che vorrei stabilire è un metodo di confronto continuo con i rappresentanti delle associazioni d’impresa orientato verso due fronti: da un lato il conseguimento di risultati concreti nel minor tempo possibile, dall’altro la definizione di un modello di sviluppo che guardi al futuro. Quindi risolvere nell’immediato annosi problemi delle imprese per permettervi di respirare e di fare gli Imprenditori, non i compilatori di scartoffie. Ma anche capire insieme qual è la direzione che deve prendere lo sviluppo dell’Italia e parlare quindi di investimenti, di export, di infrastrutture. Agire sulle emergenze e pensare al futuro.

Annuncio qui che con un emendamento al Senato in Legge di Bilancio definiamo che pagheremo, in azione congiunta con Cdp, il 50% dei debiti della Pa con le imprese entro il 2019. Si tratta di circa 30 miliardi.Come governo abbiamo già iniziato a muoverci lungo queste due direttrici, attraverso le varie norme che rientrano nella manovra e anche attraverso azioni più complesse come quella annunciata da Cassa depositi e prestiti in occasione della presentazione del nuovo piano industriale.

Iniziamo ad abbassare le tasse. Abbiamo cominciato dai più piccoli mettendo un’aliquota fissa del 15% per le partite Iva e le piccole imprese fino a 65.000 euro. Parliamo di un milione di persone che lavorano ogni giorno e che finalmente avranno più soldi in tasca e meno burocrazia. Dal 2020 introduciamo anche l’aliquota al 20% per piccole imprese e autonomi con redditi compresi tra i 65mila e i 100mila euro. Questa imposta sostituirà Irpef e Irap, abbassando la pressione fiscale ed eliminando sia la ritenuta d’acconto che l’Iva.

Abbassiamo sensibilmente l’Ires. La riduciamo di 9 punti, dal 24% al 15%, ed estendiamo questa aliquota al 15% anche ai soggetti Irpef che investono utili in beni strumentali. I contratti di lavoro che rientrano nell’agevolazione sono quelli a tempo indeterminato e determinato. Raddoppiamo la deducibilità dell’Imu sui capannoni, portandola dal 20% al 40%. Spero di portarla al 50% tra circa dieci giorni, quando la manovra sarà in discussione al Senato. Una misura chiesta da migliaia di imprenditori e che ora trova davvero riscontro.

La pressione fiscale inizia quindi a scendere e inizia a scendere per quelli che hanno sempre pagato di più fino ad ora, i più piccoli. Ci sono anche altre buone notizie per le imprese. Abbiamo garantito continuità agli incentivi per l’innovazione tecnologica (Impresa 4.0) prorogando al 2019 l’iper-ammortamento sugli investimenti. Proroghiamo per il prossimo anno anche il super-ammortamento per software digitali specifici, nella misura del 40%. È confermato anche Formazione 4.0 e abbiamo previsto inoltre un voucher fino a 40mila euro a favore delle Pmi per avvalersi di un digital transformation manager.

Ci saranno anche novità importanti sul costo del lavoro, che è uno dei principali problemi per gli imprenditori. Non rimanderemo più questa urgenza e entreremo a gamba tesa per ridurlo sensibilmente. Intanto abbiamo introdotto per tutto il 2019 un super bonus sotto forma di sgravio contributivo fino a 8mila euro annui per i datori di lavoro che assumeranno con contratti a tempo indeterminato giovani laureati o dottori di ricerca il massimo dei voti. Chi vuole premiare il merito sarà premiato a sua volta.Sono convinto, e lo ribadisco, che il modo migliore di aiutare le imprese, oltre a evitare di strozzarle con la tassazione più alta d’Europa, sia lasciarle in pace. Il decreto semplificazioni, che sarà approvato definitivamente la settimana prossima, elimina alcuni vincoli burocratici assurdi, buoni solo a far ingrossare il fegato a chi doveva rispettarli. Per esempio, tagliamo dei balzelli esistenti dal dopoguerra come il registro del burro e dello zucchero. Via il sistema Sistri che era stato introdotto con un onere anche economico a carico delle imprese, ma non ha mai funzionato.

Quello che vi ho raccontato finora serve per iniziare a sistemare quello che non va. A intervenire sulle emergenze. Ma come vi dicevo all’inizio stiamo pensando anche al futuro per lo sviluppo del Paese. Vogliamo investire su tre filoni in particolare: un piano per l’innovazione, un piano straordinario per le esportazioni e infine un piano per le infrastrutture.Per l’innovazione creiamo il primo fondo italiano per il sostegno al Venture Capital, prevediamo di investire in questo un miliardo all’anno. L’obiettivo immediato è favorire gli investimenti in VC, quello mediato è di favorire la crescita dimensionale delle startup italiane, le più meritevoli, in modo da farle competere nello scenario globale. In particolare vogliamo spronare i nostri giovani talenti a concentrarsi sull’intelligenza artificiale e sulla Blockchain e abbiamo creato un fondo ad hoc per la sperimentazione di queste tecnologie che avrà una dotazione iniziale di 15 milioni all’anno fino al 2021.

Sugli investimenti per il futuro ci darà una grossa mano Cassa depositi e prestiti. Di concerto con il governo, con il suo nuovo piano industriale, ha pronto un vero e proprio bazooka: oltre 200 miliardi di euro di risorse per i prossimi 3 anni per sostenere i piani di rilancio del Paese. Sono soldi che serviranno a rilanciare il tessuto industriale, con una forte attenzione alla crescita e allo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane, cuore pulsante della nostra economia. Una parte di queste risorse serviranno proprio per la loro crescita in chiave innovativa e per lo sviluppo dell’export. La nuova CdP, con la governance voluta dal Governo e guidata da manager di successo come Fabrizio Palermo, vuole anche focalizzare la propria azione su infrastrutture, territori e Pa. Infrastrutture per me è una bellissima parola.

A partire dalle infrastrutture digitali che sono le autostrade del futuro e che sono strategiche per l’Italia così come lo furono le autostrade negli anni 60 per lo sviluppo economico. Sono necessarie centinaia di nuove infrastrutture in tutto il Paese e sulle quali siamo pronti a investire, come vi ho raccontato. Sono opportunità immediate per le aziende e occasioni per il futuro che non si possono perdere. A bloccarle spesso è l’astrusa complessità del Codice per gli appalti. Stiamo per intervenire anche su questo per semplificarlo in maniera importante tramite una legge delega, far partire cantieri e sbloccare miliardi di euro di investimenti. Questo possiamo permetterci di farlo perché entro Natale sarà approvata in Parlamento la legge anticorruzione che contiene anche il Daspo ai corrotti quindi impediamo a monte ai furbetti di partecipare agli appalti. Chi è condannato in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione è fuori da tutto. Lasciamo spazio solo agli imprenditori onesti che non saranno più costretti a rinunciare agli appalti spaventati da codici troppo complicati.

Martedì 11 avvierò al Mise il tavolo permanente per le piccole e medie imprese.Quella sarà la sede per confrontarci su tutte le esigenze e richieste degli imprenditori. Penso che i nostri obiettivi siano comuni e dobbiamo trovare la strategia migliore per ottenerli. L’Italia è come una maestosa aquila che si è spezzata le zampe. Prima che torni a volare è necessario che si rimetta in piedi e ricominci innanzitutto a camminare per potersi dare lo slancio. Dopo di che potrà nuovamente spiccare il volo e raggiungere nuove vette. Se lavoriamo insieme consci delle difficoltà presto potremmo nuovamente spiccare il volo.

Fonte https://mobile.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-12-08/di-maio-appello-agli-imprenditori-8201-lavoriamo-insieme/AEefL8vG

Marialucia Lorefice, 178.030,24 euro alle PMI

Per maggiori info riguardo la mia attività parlamentare:

-pagina personale sul sito Camera dei Deputati: http://www.camera.it/leg17/29…

-Openparlamento: http://parlamento17.openpolis.it/…/lorefice-marialuc…/686664

IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI E GLI EFFETTI SUL SISTEMA DELLE PMI AL CENTRO DI UN CONVEGNO TENUTOSI A RAGUSA PROMOSSO DALLA CNA COSTRUZIONI

Il 19 aprile di quest’anno, con il decreto legislativo numero 50 del 18 aprile, è entrato in vigore il nuovo Codice degli appalti e concessioni che ha collocato in pensione il precedente decreto legislativo 163/2006 e le continue e successive modifiche approvate negli anni. Con l’entrata in vigore del nuovo Codice le novità risultano essere parecchie sia per le stazioni appaltanti che per chi concorre. A partire dai requisiti di partecipazione, dai nuovi sistemi di qualificazione ai criteri di valutazione. Per non parlare del rating di impresa, delle commissioni oltre alla riduzione delle stazioni appaltanti grazie alla centralizzazione dei servizi. La questione è stata al centro, ieri mattina, di un convegno promosso dalla Cna costruzioni, tenutosi nella sede di Ragusa dell’associazione di categoria, a cui sono stati invitati a partecipare i deputati nazionali dell’area iblea e i rappresentanti delle stazioni appaltanti. La Cna era rappresentata dal presidente provinciale di Ragusa, Giuseppe Santocono, dal presidente dell’Unione Costruzioni, Bartolo Alecci, e dal responsabile provinciale della stessa Unione, Vittorio Schininà. Erano presenti la senatrice del Pd Venera Padua e il deputato nazionale M5s, Marialucia Lorefice. E’ intervenuto anche il questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, e il sindaco di Monterosso Almo, Paolo Buscema. Il decreto legislativo numero 50, è stato sottolineato, recepisce e unisce in un unico corpo tre direttive comunitarie. “Ma mentre – ha spiegato Santocono – secondo la volontà del legislatore comunitario le tre direttive avevano l’obiettivo strategico di rilanciare l’economia attraverso la leva macroeconomica degli appalti, il legislatore italiano ha deciso di perseguire un altro obiettivo, la lotta alla corruzione, al malaffare, all’illegalità, risentendo chiaramente delle inchieste della magistratura che periodicamente hanno scoperchiato tangenti, mafia, lievitazione dei costi delle gare, scarsa trasparenza, evasione, opere scadenti e altro ancora. Nella nuova legge ci sono innovazioni positive ma anche ombre e criticità. Sembrano emergere contraddizioni interpretative”. “Come sistema Cna – ha aggiunto Alecci – abbiamo chiesto sin da subito, e ottenuto, un coinvolgimento diretto sin dalla fase di elaborazione delle linee guida e dei decreti attuativi”. “E come Cna provinciale di Ragusa – ha precisato ulteriormente Schininà – abbiamo giocato un ruolo importante: tra i tanti siamo stati quelli che hanno lavorato più intensamente per meglio tutelare gli interessi di tutto quel numeroso e capillare sistema fatto da micro, piccole e medie imprese, interessate dalla riforma”. La senatrice Padua ha messo in luce che “non si può non riconoscere la bontà della norma che mette al centro la trasparenza e combatte la corruzione che sappiamo essere uno dei motori frenanti della nostra economia. Se noi riusciremo a combatterla in maniera forte e continuativa, recupereremo delle risorse che possono servire non solo per l’edilizia ma per tutto il sistema del sociale. E questo è un aspetto che vale la pena di considerare nella maniera dovuta. Ma non solo. E’ stata ridotta la farraginosità burocratica. Il numero degli articoli è stato snellito pur nella difficoltà con cui si è stati costretti a fare i conti nel mettere mano a una riforma così importante. Il percorso è lungo. Ma le norme si fanno e si monitorano. Il confronto serve per questo. Le eventuali criticità potranno essere meglio esaminate dopo un anno di osservazione. Il nuovo codice, inoltre, tutela in maniera attenta i lavoratori. E poi si guarda con attenzione alla tutela del paesaggio e dell’ambiente”. L’on. Marialucia Lorefice ha chiarito che “l’incontro è stato fondamentale per capire quali le esigenze che la Cna, e gli artigiani in generale, stanno mettendo in rilievo. Noi che siamo nelle istituzioni – ha aggiunto – ci dobbiamo fare portavoce delle loro richieste. Il loro è un grido d’aiuto perché stiamo parlando di Pmi che rappresentano il cuore e la ricchezza del nostro Paese e non possiamo non prenderle in considerazione. Accoglierò le loro richieste, farò in modo che possano arrivare nelle commissioni di merito, portando avanti anche il punto di vista del mio movimento dopo un opportuno confronto con gli esperti. A noi non piace questo nuovo Codice, non abbiamo espresso un parere favorevole. Devono ancora arrivare cinquanta decreti attuativi. Auspichiamo che le storture che ci sono possano essere risolti con l’uscita dei decreti. Non appena saranno emanati, avremo le idee più chiare su ciò che è stato fatto”.

 

 

 

Fonte:

Articolo di Giorgio Liuzzo dell’8 ottobre 2016 su http://www.ragusaoggi.it/73186-il-nuovo-codice-degli-appalti-e-gli-effetti-sul-sistema-delle-pmi-al-centro-di-un-convegno-tenutosi-ieri-a-ragusa-promosso-dalla-cna-costruzioni