Ospedali Asp 7, Lorefice e Ferreri: « Bene l’inizio del Commissario Ficarra. Saremo vigili. La nostra sanità merita il meglio. Abbiamo delle eccellenze e vanno valorizzate»

Le parlamentari Lorefice e Ferreri commentano la situazione ospedaliera ragusana dopo le visite nei vari ospedali con il Commissario Ficarra dell’Asp 7

Si è concluso il giro degli ospedali di neo-Commissario dell’Asp 7 Ficarra. Agli incontri con i medici e gli infermieri di Vittoria, Comiso, Scicli, Ragusa e Modica hanno preso parte le deputate del M5S Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri.

img_2002«Sono stati giorni importanti – dicono Marialucia Lorefice, membro della XII Commissione Affari Sociali in Parlamento e Vanessa Ferreri deputata Ars, M5S -. Si è trattato di momenti di confronto necessari per capire quali sono le principali criticità degli ospedali iblei, ciascuno con le proprie specificità fondamentali per il funzionamento della rete sanitaria provinciale. Lorefice a Modica Ficarra

 

      Adesso, è importante che si portino avanti i progetti già avviati, che si mantengano gli impegni presi, specie con i cittadini. Questo vuol dire garantire al meglio i servizi. È fondamentale che si migliori il coordinamento all’interno dei reparti e tra i reparti, che si potenzi il personale in corsia, perché è apprezzabile ma non più accettabile l’immane sforzo cui sono stati praticamente costretti gli operatori, non solo per i turni massacranti pur di garantire i servizi ma anche durante il trasferimento al Giovanni Paolo II. Un trasferimento organizzato male e finito peggio con un ritorno prevedibile al vecchio ospedale e con macchinari ancora impacchettati al nuovo ospedale. Le procedure per l’apertura proseguono ma questa volta non ci saranno trasferimenti se tutto non sarà in regola e perfettamente funzionante. In particolare abbiamo chiesto, in merito al Giovanni Paolo II che tutte le procedure di trasferimento, una volta espletati i lavori necessari e avute le autorizzazioni (come la Scia), vengano concertate con i medici per tempi e modalità. Il tutto nel rispetto del diritto alla salute di ogni cittadino.

img_2036I cittadini hanno il diritto di ricevere cure adeguate e di vivere serenamente e per far questo, serve adesso che si passi ai fatti. Gli impegni vanno mantenuti, ognuno deve fare la propria parte per trovare soluzioni celeri ed efficaci, soprattutto quando si parla di salute.

In merito ai pronto soccorso la necessità imminente sono i medici che mancano. Bene, adesso è passato un bel po’ di tempo e il problema non si risolve certo, com’è chiaro a tutti, con soluzioni temporanee. Bisogna assumere personale in tempi non brevi ma brevissimi.

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         Bisogna lavorare per ridare la giusta dignità alla nostra sanità che è un’eccellenza del territorio siciliano con medici e infermieri che non si sono mai arresi neppure quando hanno visto tutto quello che li circondava a pezzi. A loro il merito –concludono la Lorefice e la Ferreri – di aver evitato che il peggio potesse accadere. Al Commissario Ficarra l’onore e l’onere di affiancarli.»

 

 

 

 L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453        
Ufficio stampa deputata Marialucia Lorefice, portavoce M5S presso la Camera dei Deputati, membro XII Commissione Affari Sociali; membro Commissione d’Inchiesta Sistema d’Accoglienza e di Identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei Migranti nei Centri di Accoglienza, di Identificazione ed Espulsione.
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Sanità Ragusa, Dep. Lorefice:  «Basta cronoprogrammi bluff, il Ministro Lorenzin deve agire non stare a guardare» -video interpellanza

L’On. Lorefice chiede l’intervento del Governo nella Sanità iblea. Interpellanza oggi al Ministro Lorenzin.

 

          «Per la Sanità iblea il Governo non fa nulla, delega la Regione e sta a guardare. Poi deciderà sulle nomine manageriali. Poi. Intanto è il caos»

Così la parlamentare Marialucia Lorefice, membro XII Commissione Affari Sociali- dopo la discussione, ieri pomeriggio, dell’interpellanza urgente al ministro Lorenzin

«Rispetto alle problematiche della Sanità dell’ex provincia di Ragusa, frutto di scelte molto discutibili e che hanno mandato in tilt il sistema sanitario ibleo, il ministero della Salute non ha sostanzialmente nulla da dichiarare. Adesso -sottolinea la Lorefice- abbiamo la certezza che il ministro Lorenzin è informato dei fatti ed è in contatto con la Regione siciliana ma, in sostanza, resta a guardare lo scempio avvenuto mentre, invece, sarebbe opportuno intervenire. Altro che presa in carico dei problemi della rete ospedaliera provinciale.»

      «Quanto sta avvenendo a Ragusa ha ancora una volta scoperto anche il nervo della nomina politica dei manager sanitari. Anche qui il Governo ha timidamente manifestato la necessità di mettere mano a livello normativo alle nomine. Restano promesse da marinaio dato che, ad oggi, i partiti si sono ben guardati dall’inserire selezioni basate sulla competenza e criteri trasparenti, come noi chiediamo da tempo attraverso un’apposita proposta di legge e altri interventi parlamentari. Abbiamo chiamato in causa la questione della nomina politica dei manager in Sanità perché è evidente come nell’oscena vicenda le responsabilità principali vadano ascritte al direttore generale dell’Asp 7. Il dott. Aricò continua a dire che è tutto apposto, la Lorenzin dice che è a conoscenza ma non entra nel merito del problema. Noi vogliamo fatti. Il Ministro deve garantire l’apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II e seguire l’iter affinché tutto avvenga con regole e tempistiche precise e rispettose del lavoro del personale che sta in corsia e dei cittadini che necessitano di servizi. Altro che cronoprogrammi bluff. Non potremmo permetterci un altro flop nella rete sanitaria iblea. L’hanno già rovinata abbastanza. Dobbiamo ripristinarla e ridare alla provincia di Ragusa le eccellenze in sanità che ha sempre avuto.»

   Valentina Maci Odg 153453   
 Ufficio stampa deputata Marialucia Lorefice, portavoce M5S presso la Camera dei Deputati, membro XII Commissione Affari Sociali; membro Commissione d’Inchiesta Sistema d’Accoglienza e di Identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei Migranti nei Centri di Accoglienza, di Identificazione ed Espulsione.
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Ospedali Ragusa, Dep. Marialucia Lorefice: “Fin quando il Nor non sarà fuori da ogni in-chiesta tutto torni dov’era. C’è in ballo il diritto alla salute. Troppo alto il prezzo dei valzer in Sanità”

L’On. Marialucia Lorefice chiede il ripristino di reparti e servizi del Civile e dell’Oma di Ragusa nell’attesa che si faccia chiarezza sulla situazione dell’ospedale Giovanni Paolo II

“Troppo alto il prezzo dei valzer in sanità. I reparti degli ospedali Civile e Ompa tornino al loro posto nell’attesa che si faccia chiarezza sul Nor”

 

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“Le ultime settimane della Sanità ragusana –afferma la Dep. Marialucia Lorefice, membro della Commissione Affari Sociali in Parlamento- sono state veramente allucinanti. Che il progetto fosse quello di distruggere la rete ospedaliera provinciale si toccava con mano da anni. Nessuno avrebbe, tuttavia, immaginato che da dietro le quinte stava per andare in scena una pagina così drammatica che vede oggi il perno della rete ospedaliera provinciale crollare. Se la colpa sia del dott. Aricò o no (o di chi con lui) saranno le indagini a stabilirlo. Ringraziamo la Guardia di Finanza per aver evitato il peggio che evidentemente si sarebbe compiuto inaugurando adesso l’ospedale Giovanni Paolo II, detto Nor.

L’Asp 7 stessa ritiene necessario fare un passo indietro, finalmente. Ma non è solo il polo materno infantile a dover tornare indietro dal Nor all’Ompa, devono rientrare dov’erano anche la terapia intensiva cardiologica, la rianimazione, l’emodinamica. Devono essere riattivate le sale operatorie. Gli ospedali di Vittoria e Modica non ce la possono fare a sopportare un peso così immane di accessi quotidiani non solo nei reparti ma anche nei pronto soccorsoVittoria è al collasso.

Contiamo anche su primari e medici per far ‘ragionare’ la direzione strategica. Non è più pensabile che si possa perdere un solo giorno, un solo istante. Può valere una vita. Basta con i valzer, il prezzo troppo caro. Non è il momento di esprimere quello che pensiamo relativamente a tutta la gestione di questa storia ma è quello di agire. Subito. Immediatamente. I reparti devono tornare al loro posto. Solo dopo –sottolinea la parlamentare del M5S-, quando il Nor sarà davvero pronto, accessibile, fuori da ogni inchiesta, si potrà iniziare a pensare a come trasferire gli ospedali, programmando il tutto al millesimo.

Non possiamo permettere che scelte personalistiche piuttosto che politiche ledano il diritto alla salute dei cittadini. Ripeteremo fino allo sfinimento che non si parla più di singolo ospedali ma di rete ospedaliera all’interno della quale se qualcosa si inceppa non funziona niente. Ed ecco che, ad esempio, a Vittoria al pronto soccorso manca il personale, i medici sono ovunque stremati, c’è un sovraffolamento di pazienti.

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Con il Nor sotto inchiesta non c’è niente da attendere. Chi dovrà pagherà ma non dovranno essere i cittadini, gli ammalati. Che ovviamente ci sono e devono avere la possibilità di trovare posto in ospedale non certo di non trovare neppure il reparto.

Da quando siamo in Parlamento –conclude la Lorefice- continuiamo a denunciare che le nomine in sanità devono essere slegate dalla politica, le nostre proposte in tale direzione sono state sistematicamente boicottate. Basta con l’ingerenza della politica in un ambito che deve essere assolutamente autonomo e in mano a persone in gamba e serie. Servono criteri di trasparenza, imparzialità e merito. I professionisti a capo delle aziende ospedaliere devono essere liberi dai condizionamenti politici e fare il bene dei cittadini, del personale medico e sanitario. Ognuno si prenda le proprie responsabilità”.

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453   

 

 

Ospedali Ragusa, Lorefice e Ferreri: “Bene che si inauguri il Nor. Prima però serve un progetto serio e concertato su trasferimenti di reparti e pazienti”

Comunicato stampa congiuntoParlamentari M5S Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri

“L’ Ospedale Giovanni Paolo II, detto Nor (Nuovo Ospedale Ragusa), va aperto con tempi e modi studiati, elaborati, definiti e concertati alla perfezione. Nulla va lasciato al caso o al ‘poi lo faremo’”: Così le parlamentari Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri le quali hanno visitato venerdì pomeriggio l’ospedale Civile e l’Ompa di Ragusa: “Abbiamo voluto toccare con mano quanto sta accadendo, già drammatico dalle notizie stampa, ma si sa che vedere per credere. Così abbiamo deciso di comprendere in quale situazione versano i nosocomi iblei dopo i vari traslochi, in mezzo ai traslochi e, soprattutto, in questo momento di empasse. Il nostro obiettivo non è far polemica e non siamo contro l’apertura del nuovo ospedale. Questo per chiarire qualora ve ne fosse bisogno, perché siamo in un momento così delicato per la sanità della nostra provincia che non sarebbe il caso di creare ulteriori problemi. Purtroppo abbiamo constatato che il rischio preventivato quando il manager ha diffuso il suo cronoprogramma non ha avuto risvolti solo in termini di ‘lieve slittamento’ dell’inaugurazione ma ben più gravi e importanti risvolti. Primo fra tutti in termini di persone. I medici sono stremati, lavorano con dedizione come e più di prima ma senza i mezzi di cui necessitano, in mezzo alla polvere di un trasloco in corso, con tutti i rischi annessi e connessi anche in termini di ricaduta sui pazienti. Solo grazie alla bravura del personale medico e paramedico dei nostri ospedali si è riusciti ad evitare che in alcuni casi accadesse il peggio. Ma quanto ancora dovranno lavorare in queste condizioni? In verità lo avevamo già chiesto al Manager con una lettera formale alla quale ha risposto senza rispondere. Ecco, pensiamo di interpretare un pensiero comune dicendo che sarebbe ora che il direttore generale dell’Asp 7 uscisse dal palazzo di piazza Igea e andasse a vedere tutte queste cose. Doveva andarci prima ma sarebbe buono anche se ci andasse ora. Meglio tardi che mai. 


Il dott. Aricò e la direzione aziendale dell’Asp 7 non dovrebbero agire da uomini soli al comando, ma coinvolgere in questa fase di transizione tutti i medici e gli operatori, perché la sensazione che abbiamo avuto durante la nostra visita è che siano stati abbandonati in balia degli eventi e senza sapere né come né quando nonostante le riunioni indette dalla stessa direzione aziendale. Prima di inaugurare il Nor, che non è l’ospedale di Ragusa ma è di tutta la provincia e della Sicilia tutta, si devono prima di ogni cosa salvaguardare i pazienti. Questo non vuol dire dimettere tutti contemporaneamente, o quasi, da tutti, o quasi, i reparti. Piuttosto concertare soluzioni anche e soprattutto con i medici che sono in prima linea in questo momento. Se una particolare strumentazione è necessaria per le emergenze dovrebbe essere l’ultima ad essere smontata per essere immediatamente rimontata, anche perché non sono strumenti che si riaccendono con un solo click. I medici devono essere i primi a sapere cosa sta succedendo, solo loro sono in grado di stabilire realmente i tempi del passaggio da un ospedale all’altro in base alle urgenze. Le direttive calate dall’alto, da un alto che non sa come si sta quaggiù, lasciano il tempo che trovano. Infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lasciare una città con degli ospedali per tre quarti dismessi non è possibile eppure è quello che sta succedendo. Giusto per capirci, abbiamo chiesto in portineria che si avvisasse la direzione di presidio della nostra presenza ma nessuno ha risposto al telefono. Sembra se non altro ‘strano’ in un momento così complesso e delicato. Se ci sono dei passi indietro da fare nell’attesa di inaugurare il Nor si facciano subito. Se dei macchinari possono servire a salvare delle vite non devono stare un giorno in più nelle scatole. Chiediamo per la salute della cittadinanza al manager Aricò di recarsi nelle corsie ospedaliere per capire come stanno andando le cose, concerti le sue idee con i medici, la direzione, le istituzioni. Basta con l’uomo solo al comando. Spieghi com’è in realtà la situazione del Nor, dei collaudi, e di tutto il resto su cui sorvola. Spieghi perché Malattie infettive, ad esempio, che è uno dei pochi reparti che dovrà comunque restare all’Ompa non ha neppure riempito una sola scatola e, invece, altri reparti del Civile sono ‘ospitati’ all’Ompa nell’attesa di andare al Nor. Ancora noi non l’abbiamo capito quale è stato non il cronoprogramma ma il programma di tutti questi traslochi e trasferimenti. Soprattutto non abbiamo capito come si è passati dal lieve slittamento al nulla. Ecco, ce lo spieghi il dott. Aricò. Sa che noi siamo sempre a disposizione per ascoltarlo ma vogliamo la verità perché le lettere vuote e le risposte che non dà alimentano solo dubbi. Probabilmente di buone motivazioni ne ha, le dica. Nero su bianco. Spieghi come farà, ad esempio, la Neonatologia quando per alcuni controlli i bimbi appena nati, con particolari problemi, dovranno essere trasferiti in ambulanza all’Ompa per alcuni indispensabili controlli. Benissimo che si apra il nuovo ospedale Giovanni Paolo II, perché così si chiama e si chiamerà, l’idea non entusiasma solo il dott. Aricò ma tutta la provincia ragusana che lo ringrazierà di certo, come i ragusani sanno fare, se il Nor aprirà i battenti senza intaccare la salute di nessuno. Lo sa il dott. Aricò che ognuno di noi auspica di non sentirsi male in queste settimane e nei prossimi mesi? Ci porterebbero a Catania? A Siracusa? Meglio per tutti che non succeda nulla. Si apra l’ospedale ma prima si evitino le criticità prevedibili e si concertino possibili soluzioni. Il dott. Aricò ha dei medici nei suoi ospedali che dovrebbero essere una guida sicura. Si fidi di loro, dott. Aricò. Non può essere che lei i reparti dei suoi colleghi medici, i suoi reparti, non li ha mai visti, neppure in mezzo al caos dei traslochi. Auspichiamo anche che la portineria dell’Ompa possa sempre funzionare, nei giorni festivi e feriali, perché qualcuno potrebbe aver bisogno di chiamarla e non saprebbe proprio come fare. Se ne ricorderà il direttore generale, perché mesi fa anche questo gli avevamo chiesto con una formale lettera. Sappiamo che è un momento di crisi ma in una casa chi apre la porta è necessario ci sia. Non si può lasciare la porta aperta e basta. Anche e soprattutto a salvaguardia di chi opera o lì dentro è ricoverato.
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Valentina Maci

Addetto stampa On. Marialucia Lorefice, portavoce M5S presso la Camera dei Deputati, parlamentare M5S XII Commissione Affari Sociali; Capogruppo M5S Commissione Monocamerale d’Inchiesta sul Sistema di Accoglienza, di Identificazione ed Espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate.