Comune di Ragusa, oggi la Commissione Sanità Ars 

Si è tenuta oggi pomeriggio la seduta della Commissione Sanità dell’Ars presso la sala consiliare del Comune di Ragusa. A difesa della sanità della provincia di Ragusa. A difesa del diritto alla salute. 

Nel link lo streaming della seduta 

Commissione Parlamentare ARS a Ragusa

“Quando e in che modo torneremo alla normalità? Al centro degli interessi di un manager avrebbero dovuto esserci i pazienti e il personale sanitario.  Anche  se la questione oggi non è politica, la politica ha, tuttavia, delle responsabilità dalle quali non può sottrarsi. Il dott. Aricò doveva andarci prima negli ospedali a vedere cosa stava succedendo. Si sarebbe reso conto della situazione di stress in cui operano i medici e della situazione generale dei reparti. Vogliamo risposte certe sulla tempistica, sui criteri e sulla pianificazione della risoluzione delle gravi problematiche dei nosocomi Iblei”

Dep. Marialucia Lorefice
“La sanità ragusana deve tornare ad essere sicura e sicura per tutti. No al trasferimento al Nor di nuovo di fretta. Abbiamo chiesto la rimozione del manager Aricò e ci auguriamo che non sia messo in condizione di fare danni altrove. Non stiamo trasferendo macchinari, si sta mettendo a rischio la salute della provincia. Servono tempi chiari e sicuri”

Dep. Vanessa Ferreri


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Notizia in aggiornamento

Sanità Iblea, Dep. Lorefice: “Chiederemo intervento della Lorenzin. Abbiamo già rischiato e pagato troppo”

“Precarietà. Questo il termine che esprime la situazione della sanità iblea -afferma la parlamentare Marialucia Lorefice, membro della XII Commissione Affari Sociali-. Dopo un trasloco frettoloso e interrotto in itinere, con il Civile e l’Ompa da ripristinare. I nosocomi delle altre città messi alle strette. I pronto soccorso strapieni e con pochi medici. Tra confusione e mancate verità, indagini in corso. Di fatto gli ospedali ragusani sono nel caos. Nonostante le rassicurazioni del manager dell’Asp 7, la realtà è emersa in tutta la sua drammaticità. Il nuovo ospedale non è utilizzabile e non sono prevedibili i tempi di apertura. Data la gravità della situazione e al fine di garantire il diritto alla salute chiederemo al Ministro Lorenzin un intervento immediato. Non è possibile che chi ha portato al collasso la rete ospedaliera ragusana continui a gestire questi passaggi delicatissimi. Al Ministro Lorenzin chiederemo anche e soprattutto di verificare lo stato della sanità iblea, piano sanitario compreso. Gli ospedali della ex provincia di Ragusa non possono più pagare per colpa di scelte sbagliate”.

Ospedali Ragusa, Dep. Marialucia Lorefice: “Fin quando il Nor non sarà fuori da ogni in-chiesta tutto torni dov’era. C’è in ballo il diritto alla salute. Troppo alto il prezzo dei valzer in Sanità”

L’On. Marialucia Lorefice chiede il ripristino di reparti e servizi del Civile e dell’Oma di Ragusa nell’attesa che si faccia chiarezza sulla situazione dell’ospedale Giovanni Paolo II

“Troppo alto il prezzo dei valzer in sanità. I reparti degli ospedali Civile e Ompa tornino al loro posto nell’attesa che si faccia chiarezza sul Nor”

 

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“Le ultime settimane della Sanità ragusana –afferma la Dep. Marialucia Lorefice, membro della Commissione Affari Sociali in Parlamento- sono state veramente allucinanti. Che il progetto fosse quello di distruggere la rete ospedaliera provinciale si toccava con mano da anni. Nessuno avrebbe, tuttavia, immaginato che da dietro le quinte stava per andare in scena una pagina così drammatica che vede oggi il perno della rete ospedaliera provinciale crollare. Se la colpa sia del dott. Aricò o no (o di chi con lui) saranno le indagini a stabilirlo. Ringraziamo la Guardia di Finanza per aver evitato il peggio che evidentemente si sarebbe compiuto inaugurando adesso l’ospedale Giovanni Paolo II, detto Nor.

L’Asp 7 stessa ritiene necessario fare un passo indietro, finalmente. Ma non è solo il polo materno infantile a dover tornare indietro dal Nor all’Ompa, devono rientrare dov’erano anche la terapia intensiva cardiologica, la rianimazione, l’emodinamica. Devono essere riattivate le sale operatorie. Gli ospedali di Vittoria e Modica non ce la possono fare a sopportare un peso così immane di accessi quotidiani non solo nei reparti ma anche nei pronto soccorsoVittoria è al collasso.

Contiamo anche su primari e medici per far ‘ragionare’ la direzione strategica. Non è più pensabile che si possa perdere un solo giorno, un solo istante. Può valere una vita. Basta con i valzer, il prezzo troppo caro. Non è il momento di esprimere quello che pensiamo relativamente a tutta la gestione di questa storia ma è quello di agire. Subito. Immediatamente. I reparti devono tornare al loro posto. Solo dopo –sottolinea la parlamentare del M5S-, quando il Nor sarà davvero pronto, accessibile, fuori da ogni inchiesta, si potrà iniziare a pensare a come trasferire gli ospedali, programmando il tutto al millesimo.

Non possiamo permettere che scelte personalistiche piuttosto che politiche ledano il diritto alla salute dei cittadini. Ripeteremo fino allo sfinimento che non si parla più di singolo ospedali ma di rete ospedaliera all’interno della quale se qualcosa si inceppa non funziona niente. Ed ecco che, ad esempio, a Vittoria al pronto soccorso manca il personale, i medici sono ovunque stremati, c’è un sovraffolamento di pazienti.

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Con il Nor sotto inchiesta non c’è niente da attendere. Chi dovrà pagherà ma non dovranno essere i cittadini, gli ammalati. Che ovviamente ci sono e devono avere la possibilità di trovare posto in ospedale non certo di non trovare neppure il reparto.

Da quando siamo in Parlamento –conclude la Lorefice- continuiamo a denunciare che le nomine in sanità devono essere slegate dalla politica, le nostre proposte in tale direzione sono state sistematicamente boicottate. Basta con l’ingerenza della politica in un ambito che deve essere assolutamente autonomo e in mano a persone in gamba e serie. Servono criteri di trasparenza, imparzialità e merito. I professionisti a capo delle aziende ospedaliere devono essere liberi dai condizionamenti politici e fare il bene dei cittadini, del personale medico e sanitario. Ognuno si prenda le proprie responsabilità”.

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453   

 

 

Ospedali Ragusa, Lorefice e Ferreri: “Bene che si inauguri il Nor. Prima però serve un progetto serio e concertato su trasferimenti di reparti e pazienti”

Comunicato stampa congiuntoParlamentari M5S Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri

“L’ Ospedale Giovanni Paolo II, detto Nor (Nuovo Ospedale Ragusa), va aperto con tempi e modi studiati, elaborati, definiti e concertati alla perfezione. Nulla va lasciato al caso o al ‘poi lo faremo’”: Così le parlamentari Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri le quali hanno visitato venerdì pomeriggio l’ospedale Civile e l’Ompa di Ragusa: “Abbiamo voluto toccare con mano quanto sta accadendo, già drammatico dalle notizie stampa, ma si sa che vedere per credere. Così abbiamo deciso di comprendere in quale situazione versano i nosocomi iblei dopo i vari traslochi, in mezzo ai traslochi e, soprattutto, in questo momento di empasse. Il nostro obiettivo non è far polemica e non siamo contro l’apertura del nuovo ospedale. Questo per chiarire qualora ve ne fosse bisogno, perché siamo in un momento così delicato per la sanità della nostra provincia che non sarebbe il caso di creare ulteriori problemi. Purtroppo abbiamo constatato che il rischio preventivato quando il manager ha diffuso il suo cronoprogramma non ha avuto risvolti solo in termini di ‘lieve slittamento’ dell’inaugurazione ma ben più gravi e importanti risvolti. Primo fra tutti in termini di persone. I medici sono stremati, lavorano con dedizione come e più di prima ma senza i mezzi di cui necessitano, in mezzo alla polvere di un trasloco in corso, con tutti i rischi annessi e connessi anche in termini di ricaduta sui pazienti. Solo grazie alla bravura del personale medico e paramedico dei nostri ospedali si è riusciti ad evitare che in alcuni casi accadesse il peggio. Ma quanto ancora dovranno lavorare in queste condizioni? In verità lo avevamo già chiesto al Manager con una lettera formale alla quale ha risposto senza rispondere. Ecco, pensiamo di interpretare un pensiero comune dicendo che sarebbe ora che il direttore generale dell’Asp 7 uscisse dal palazzo di piazza Igea e andasse a vedere tutte queste cose. Doveva andarci prima ma sarebbe buono anche se ci andasse ora. Meglio tardi che mai. 


Il dott. Aricò e la direzione aziendale dell’Asp 7 non dovrebbero agire da uomini soli al comando, ma coinvolgere in questa fase di transizione tutti i medici e gli operatori, perché la sensazione che abbiamo avuto durante la nostra visita è che siano stati abbandonati in balia degli eventi e senza sapere né come né quando nonostante le riunioni indette dalla stessa direzione aziendale. Prima di inaugurare il Nor, che non è l’ospedale di Ragusa ma è di tutta la provincia e della Sicilia tutta, si devono prima di ogni cosa salvaguardare i pazienti. Questo non vuol dire dimettere tutti contemporaneamente, o quasi, da tutti, o quasi, i reparti. Piuttosto concertare soluzioni anche e soprattutto con i medici che sono in prima linea in questo momento. Se una particolare strumentazione è necessaria per le emergenze dovrebbe essere l’ultima ad essere smontata per essere immediatamente rimontata, anche perché non sono strumenti che si riaccendono con un solo click. I medici devono essere i primi a sapere cosa sta succedendo, solo loro sono in grado di stabilire realmente i tempi del passaggio da un ospedale all’altro in base alle urgenze. Le direttive calate dall’alto, da un alto che non sa come si sta quaggiù, lasciano il tempo che trovano. Infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lasciare una città con degli ospedali per tre quarti dismessi non è possibile eppure è quello che sta succedendo. Giusto per capirci, abbiamo chiesto in portineria che si avvisasse la direzione di presidio della nostra presenza ma nessuno ha risposto al telefono. Sembra se non altro ‘strano’ in un momento così complesso e delicato. Se ci sono dei passi indietro da fare nell’attesa di inaugurare il Nor si facciano subito. Se dei macchinari possono servire a salvare delle vite non devono stare un giorno in più nelle scatole. Chiediamo per la salute della cittadinanza al manager Aricò di recarsi nelle corsie ospedaliere per capire come stanno andando le cose, concerti le sue idee con i medici, la direzione, le istituzioni. Basta con l’uomo solo al comando. Spieghi com’è in realtà la situazione del Nor, dei collaudi, e di tutto il resto su cui sorvola. Spieghi perché Malattie infettive, ad esempio, che è uno dei pochi reparti che dovrà comunque restare all’Ompa non ha neppure riempito una sola scatola e, invece, altri reparti del Civile sono ‘ospitati’ all’Ompa nell’attesa di andare al Nor. Ancora noi non l’abbiamo capito quale è stato non il cronoprogramma ma il programma di tutti questi traslochi e trasferimenti. Soprattutto non abbiamo capito come si è passati dal lieve slittamento al nulla. Ecco, ce lo spieghi il dott. Aricò. Sa che noi siamo sempre a disposizione per ascoltarlo ma vogliamo la verità perché le lettere vuote e le risposte che non dà alimentano solo dubbi. Probabilmente di buone motivazioni ne ha, le dica. Nero su bianco. Spieghi come farà, ad esempio, la Neonatologia quando per alcuni controlli i bimbi appena nati, con particolari problemi, dovranno essere trasferiti in ambulanza all’Ompa per alcuni indispensabili controlli. Benissimo che si apra il nuovo ospedale Giovanni Paolo II, perché così si chiama e si chiamerà, l’idea non entusiasma solo il dott. Aricò ma tutta la provincia ragusana che lo ringrazierà di certo, come i ragusani sanno fare, se il Nor aprirà i battenti senza intaccare la salute di nessuno. Lo sa il dott. Aricò che ognuno di noi auspica di non sentirsi male in queste settimane e nei prossimi mesi? Ci porterebbero a Catania? A Siracusa? Meglio per tutti che non succeda nulla. Si apra l’ospedale ma prima si evitino le criticità prevedibili e si concertino possibili soluzioni. Il dott. Aricò ha dei medici nei suoi ospedali che dovrebbero essere una guida sicura. Si fidi di loro, dott. Aricò. Non può essere che lei i reparti dei suoi colleghi medici, i suoi reparti, non li ha mai visti, neppure in mezzo al caos dei traslochi. Auspichiamo anche che la portineria dell’Ompa possa sempre funzionare, nei giorni festivi e feriali, perché qualcuno potrebbe aver bisogno di chiamarla e non saprebbe proprio come fare. Se ne ricorderà il direttore generale, perché mesi fa anche questo gli avevamo chiesto con una formale lettera. Sappiamo che è un momento di crisi ma in una casa chi apre la porta è necessario ci sia. Non si può lasciare la porta aperta e basta. Anche e soprattutto a salvaguardia di chi opera o lì dentro è ricoverato.
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Valentina Maci

Addetto stampa On. Marialucia Lorefice, portavoce M5S presso la Camera dei Deputati, parlamentare M5S XII Commissione Affari Sociali; Capogruppo M5S Commissione Monocamerale d’Inchiesta sul Sistema di Accoglienza, di Identificazione ed Espulsione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate.