In progress le Commissioni parlamentari. Riconfermata Marialucia Lorefice per la Commissione Affari Sociali

Si è è tenuta ieri la prima riunione dei portavoce della commissione Affari Sociali. La parlamentare Lorefice sarà tra i sedici membri del M5S che la compongono.

Le commissioni parlamentari permanenti non sono state ancora costituite ufficialmente, tuttavia abbiamo ritenuto opportuno cominciare a coordinarci per stabilire la commissione della quale ogni eletto dovrà far parte. Ieri pomeriggio si è tenuta la prima riunione dei portavoce della commissione Affari sociali.

Personalmente, ho pensato che la cosa più opportuna fosse dare continuità al lavoro portato avanti in questi anni col contributo preziosissimo di tutti coloro che ci hanno esposto problematiche, proposte, idee, dal singolo cittadino, alle associazioni, agli esperti. In commissione, mi occuperò di #Sanità e #PoliticheSociali. Accanto a me ci sarà una squadra straordinaria di portavoce, coi quali c’è già una grande collaborazione e sinergia. Se la scorsa legislatura eravamo in 7, saremo 16 in questa. Il nostro ruolo sarà, quindi, ancora più determinante.

Insieme ci impegneremo ad attuare il programma Sanità/Politiche sociali votato dagli iscritti su #Rousseau.

Naturalmente, il mio/nostro impegno non sarà circoscritto al solo ambito parlamentare e ai provvedimenti che affronteremo in commissione. Il lavoro per il territorio è altrettanto importante. Prenderò in carico le problematiche che mi verrano segnalate. Ascolterò e darò il mio contributo nell’individuazione di possibili soluzioni.

Marialucia Lorefice

Marialucia Lorefice ha incontrato il prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza

Stamattina ho avuto il piacere di far visita al prefetto di Ragusa. Un incontro cordiale e che ci ha permesso di confrontarci su importanti tematiche del nostro territorio: la crisi agricola, le aste giudiziarie e i pignoramenti, l’altrettanto delicata situazione dei dipendenti del Consorzio di Bonifica e ancora la sanità iblea e la sicurezza del territorio.

Sono problemi che vanno senz’altro risolti nelle sedi opportune, ma la sinergia con il rappresentante del governo sul territorio è più che mai indispensabile. L’obiettivo è dare risposte e soluzioni, essere un punto di riferimento per i cittadini.

Marialucia Lorefice

Come nacquero i vitalizi (e come scompariranno)

In pochi sanno che i #vitalizi sono stati introdotti in gran segreto, con una riunione riservata tra i deputati dei vari schieramenti. Era il 21 dicembre 1954 quando i politici decisero di farsi un regalo natalizio a spese dei cittadini: con un blitz in Ufficio di Presidenza approvarono una delibera che stanziava 452 milioni di lire a favore delle pensioni privilegiate dei deputati. Alle spalle dei contribuenti.

Il #M5S li abolirà

di Riccardo Fraccaro

In pochi sanno che i vitalizi sono stati introdotti in gran segreto, con una riunione riservata tra i deputati dei vari schieramenti. Era il 21 dicembre 1954 quando i politici decisero di farsi un regalo natalizio a spese dei cittadini: con un blitz in Ufficio di Presidenza approvarono una delibera che stanziava 452 milioni di lire a favore delle pensioni privilegiate dei deputati. Alle spalle dei contribuenti.

Un atto accolto con profondo sdegno da un deputato trentino, Giuseppe Veronesi, che inviò una lettera al Presidente della Camera Gronchi per annunciare le proprie dimissioni. Veronesi, originario di Rovereto, era un ingegnere aeronautico che si impegnò soprattutto per l’opera di moralizzazione del Paese: fu infatti membro della Commissione Antimafia. Era molto legato al Trentino-Alto Adige e si adoperò per lo sviluppo del territorio sul piano industriale ma anche artigianale. Un politico nel senso più nobile del termine.

Nella lettera protestava per la scelta di tenere nascosta ai cittadini la delibera sui vitalizi e invocava la necessità, per i parlamentari, di dare il buon esempio. Nonostante siano passati 64 anni il messaggio di Veronesi è ancora attuale: ora più che mai è necessario recuperare la dimensione etica della politica.

Il MoVimento 5 Stelle abolirà i vitalizi nel giro di due settimane con una delibera, utilizzando proprio lo stesso strumento che li ha introdotti. Sono un istituto anacronistico e inaccettabile, la Terza Repubblica nasce per restituire centralità ai cittadini. Non possono più esserci privilegi per la politica, dobbiamo riaffermare l’equità sociale per ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e società.

I vitalizi, come ci dimostra questa lettera, scatenano indignazione sin dal giorno della loro istituzione. I parlamentari trentini che percepiscono il vitalizio, per rispetto nei confronti del nostro conterraneo Veronesi, dovrebbero essere i primi ad esprimersi a favore. In ogni caso ci penserà il MoVimento 5 Stelle a toglierli dall’imbarazzo cancellando una volta per tutte questo inaccettabile privilegio.

Fonte:https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/04/come_nacquero_i_vitalizi_e_come_scompariranno.html

Rosolini-Modica, un tratto autostradale che non può restare opera morta. La Lorefice incalza: “Vengano appurate le responsabilità e si diano soluzioni”

Rosolini-Modica, un tratto autostradale che non può restare opera morta. La Lorefice incalza: “Vengano appurate le responsabilità e si diano soluzioni”

«Quello di ieri per l’autostrada Siracusa-Gela e per la tratta Rosolini-Modica è stato il secondo incontro a distanza di mesi -evidenzia la parlamentare Marialucia Lorefice-. Continuano gli incontri, certamente necessari ma, purtroppo, in questi mesi poco o nulla è cambiato. Stessi problemi, stesse criticità. A preoccupare sono, in particolare, le conseguenze che ostacoli burocratici ed economici stanno avendo su centinaia di lavoratori, sulle loro famiglie, sulla tenuta delle imprese fornitrici di beni e servizi. Legittima e comprensibile è la preoccupazione di tanti lavoratori.

Bisogna che -aggiunge la deputata- venga stilato e rispettato un cronoprogramma chiaro di come si vorrà procedere per dare respiro alle imprese e completare un’opera che può essere volano per l’economia del territorio e che invece oggi corre il serio rischio di rimanere letteralmente sventrato, con tutte le conseguenze ambientali che possiamo ben immaginare. Questo deve essere evitato, mettendo in atto tutte le azioni possibili per trovare soluzioni immediate. Non si può più aspettare, lo si è fatto per troppo tempo.

Non più tardi di dicembre -continua- abbiamo chiesto impegni precisi all’assessore regionale Falcone dal quale attendiamo ancora risposte chiare che non dovranno essere in alcun modo disattese. Un’autostrada non finita resta un’opera morta e nel 2018 non è più ammissibile. Non lo era oltre un ventennio fa quando iniziarono i lavori, non lo è ancor di più oggi.»

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453

#SICUREZZA E #LEGALITÀ

Vogliamo assumere 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine, tra cui 5.000 nella polizia.

Vogliamo costruire due nuove strutture carcerarie (e dire basta ad amnistie, indulti, depenalizzazioni, leggi ad personam e al depotenziamento delle norme penali). Inoltre, vogliamo incrementare le risorse umane, economiche e strumentali da destinare alle “specialità” di polizia. Investimenti in strutture, attrezzature e equipaggiamento dovranno tornare ad essere la priorità.

Intendiamo procedere alla revisione contrattuale periodica per il comparto sicurezza e attribuire ai Vigili del Fuoco strutture e beni strumentali adeguati.

Ci sarà il miglioramento del trattamento economico dei lavoratori e, in generale, l’incremento delle risorse destinate al Corpo, favorendo nuove assunzioni tramite il prolungamento della validità delle graduatorie esistenti, nonché la riduzione progressiva del blocco del turn-over e la stabilizzazione con esaurimento dell’elenco dei VVF discontinui.

Vogliamo l’equiparazione delle rappresentanze dei Vigili del Fuoco a quelle dei Corpi dello Stato in sede di contrattazione preventiva alla Legge annuale di Bilancio.

È necessario, infine, riorganizzare la Polizia Locale e le sue funzioni sul territorio. La sicurezza passa anche dagli investimenti in ciber security e intelligence.

Non possiamo lasciare 14 milioni di italiani senza medico di base

Per 14 milioni di italiani presto non ci sarà più neanche un medico di base a cui rivolgersi. Questo in un Paese che ha visto tagli o mancati aumenti del fabbisogno sanitario nazionale per oltre 20 miliardi negli ultimi 5 anni, e che nel 2016 ha costretto oltre 11 milioni di cittadini a rinunciare alla cure per ragioni di reddito o per la lunghezza eccessiva delle liste di attesa (dati Censis).

di Luigi Di Maio

45.000 medici in meno nei prossimi 5 anni, oltre 80.000 nei prossimi 10, fra i quali 33.392 di famiglia e 47.284 del servizio sanitario nazionale. È l’allarme della Federazione Medici di Medicina Generale (Fmmig) e di Anaao, il Sindacato dei Medici dirigenti.

Per 14 milioni di italiani presto non ci sarà più neanche un medico di base a cui rivolgersi. Questo in un Paese che ha visto tagli o mancati aumenti del fabbisogno sanitario nazionale per oltre 20 miliardi negli ultimi 5 anni, e che nel 2016 ha costretto oltre 11 milioni di cittadini a rinunciare alla cure per ragioni di reddito o per la lunghezza eccessiva delle liste di attesa (dati Censis).

Non sopporto più la favola di una sanità pubblica inefficiente che andrebbe riformata o addirittura privatizzata. La verità è che la classe politica degli ultimi dieci anni ha ferito a morte un servizio sanitario pubblico e universalistico che era ai primi posti nel mondo per efficacia ed efficienza. E nei prossimi anni si prepara ad infliggere il colpo di grazia a causa del blocco del turnover in vigore ancora in molte Regioni e della struttura delle università nazionali, che sfornano meno specialisti di quanti ne servirebbero.

La Salute è il primo e fondamentale servizio pubblico, un diritto di cittadinanza previsto dall’art. 32 della Costituzione italiana. Il MoVimento 5 Stelle al governo invertirà la rotta rifinanziando il fondo sanitario nazionale, assumendo 10.000 unità di personale tra medici e infermieri e spazzando via il blocco del turnover.

 

 

 Fonte: http://www.ilblogdellestelle.it/2018/02/non_possiamo_lasciare_14_milioni_di_italiani_senza_medico_di_base.html
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