Continua la farsa affaristica del Cara di Mineo. Al Pd piace e boccia la mozione del M5S dove se ne chiedeva la chiusura

“La nostra mozione sulla chiusura del Cara Mineo è l’unico atto concreto che si sta facendo per chiudere un centro di accoglienza vergognoso e soprattutto una vera e propria fonte di affari illeciti come è evidenziato anche dall’indagine di Mafia Capitale. Non è mera polemica politica, basta ascoltare le sconcertanti parole del deputato Pd Burtone che a giustificazione del Cara Mineo si mette a parlare di disoccupazione, (…) I membri della commissione d’inchiesta sui Migranti Giuseppe Brescia, Vega Colonnese e Marialucia Lorefice sottolineano come: “Noi facciamo proposte concrete a salvaguardia dei cittadini italiani e dei migranti. Renzi e i suoi alleati di governo vengono invece in aula ad aprire bocca senza dire nulla, ma proprio nulla. Da una parte abbiamo una commissione d’inchiesta bloccata, mentre dall’altra abbiamo deputati che affrontano una mozione come quella sulla chiusura del Cara di Mineo con un’impreparazione totale e un’imbarazzante difesa di vecchi sistemi affaristici.”

 

Leggi l’articolo concreto su:

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2016/10/cara-mineo-il-pd-continua-a-favorire-mafia-capitale.html

Marialucia Lorefice: «I servizi ai disabili nel ragusano? Una fiction drammatica. Disomogenei e a singhiozzo come sempre. Basta prese in giro»

«Nella ‘fiction’ del trasporto e dell’assistenza agli studenti disabili degli istituti superiori del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa manca una puntata molto importante: Quella in cui la politica fa mea culpa per non aver fatto chiarezza sulla situazione gravissima. Certo è compito della politica impegnarsi a portare avanti le istanze dei cittadini così come è compito del Governo e della Regione fare chiarezza e dire alle famiglie, senza mezzi termini, che non è una situazione che si sbloccherà facilmente e che a parte il libro dei sogni, purtroppo, chi di competenza non ha tenuto in debito conto le loro necessità. Inutile creare false illusioni, i nostri giovani studenti non ne hanno bisogno e neppure i loro familiari. Anzi, in situazioni così delicate e complesse da gestire avrebbero bisogno di certezze. Arrivo subito al punto.
Per quanto riguarda la Sicilia già l’anno scorso i problemi erano sotto gli occhi di tutti quando invece di 30 milioni di euro ne sono arrivati solo 5 e qualche spicciolo. Si aggiunga che il contributo statale di 10 milioni di euro si è ridotto a poco meno di 2 milioni di euro. Cifra da dividere a tutte le province siciliane. L’equivalente di quanto il Libero Consorzio di Ragusa spende da solo. Un’elemosina.

Ci sono stati tavoli di concertazione, anche con le associazioni, manifestazioni, polemiche e false promesse. La realtà però è questa. Dopo aver interessato il Sottosegretario alle Politiche sociali, onorevole Franca Biondelli, anche il Miur ha risposto alla nostra mail del 3 agosto scorso. Peccato non si abbiano risposte sul perché la Sicilia e altre poche regioni sono state escluse dal riparto dei fondi della Legge di Stabilità 2016. Dalla risposta del Miur emerge, se possibile più evidente, la disomogeneità dei servizi ai disabili italiani ‘grazie’ anche al ‘libero arbitrio’ delle Regioni.

Scacco matto alle famiglie, purtroppo, ancora una volta truffate e in attesa di qualcosa che probabilmente non arriverà o se lo farà sarà a singhiozzo, come sempre».

Valentina Maci Odg 153453

Lorefice: “La legge contro il Cyberbullismo non tutela i minori, ammazza il web e la libertà d’espressione”

« Ci sono sempre diverse sfaccettature per identificare e affrontare i problemi. Il Governo Renzi -afferma la Capogruppo Affari Sociali alla Camera Marialucia Lorefice-, come un abile mago, è imbattibile nel far passare una legge per un’altra. Ecco com’è nata la ‘Buona Scuola’, che è tutto tranne che una buona legge per la scuola. Ecco come si arriva al ‘Jobs Act’, che tutto protegge tranne il lavoro e i lavoratori. La lista è lunga. Mi soffermo sull’ultima di queste trovate: La ‘Legge sul Cyberbullismo’.

La questione è semplice: Il bullismo -dice la parlamentare- è un fenomeno che riguarda i minori, nel caso del Cyberbullismo parliamo di atti di bullismo che si manifestano attraverso web. Due fenomeni simili per certi aspetti, diversi per altri. Cobullismon un colpo di spugna maggioranza e Governo hanno stravolto, alla Camera, una proposta che al Senato aveva avuto l’approvazione unanime perché si concentrava sui minori e si fondava su concetti che crediamo essere gli unici strumenti per contrastare il bullismo e il Cyberbullismo: prevenzione, educazione, recupero della vittima e di colui che commette l’illecito, attraverso un lavoro sinergico tra famiglie, scuole, servizi socio-sanitari territoriali. Quella approvata è legge ‘travestita’ da provvedimento a tutela dei minori, in realtà sarà un provvedimento esteso anche ai maggiorenni in cui prevalente è l’aspetto repressivo e di oscuramento del web.  Ad esempio, chiunque si sentirà offeso o leso da un contenuto sulla rete che lo riguardi può chiederne la rimozione, senza che vi sia un criterio oggettivo nel definire la minaccia o l’offesa. Spetterà al Garante per la Privacy (che si ritroverà a seguire migliaia di richieste senza ulteriori risorse o potenziamento dell’organico) oppure ai gestori delle pagine web (che rischiano sanzioni salate) decidere se togliere o meno un contenuto. Questi ultimi, nel dubbio, magari preferiranno evitare a monte di pubblicare contenuti a rischio rimozione. Il bavaglio è servito.

           Tanto per fare un esempio, sarà così che i “poteri forti” potranno sbarazzarsi in fretta dei commenti che li ‘infastidiscono’, per buona pace dei cittadini che aspettavano una legge a tutela dei figli. Associazioni, genitori delle vittime, addetti ai lavori, hanno riscontrato le stesse criticità che abbiamo sollevato anche noi e che ci hanno indotto a esprimere voto contrario. Diversi nostri emendamenti sono stati approvati, ma non è bastato a scongiurare la stretta alla libertà di espressione sul web che ne deriverà. A questo punto, l’unico nostro auspicio, per non vanificare gli sforzi compiuti, è che al Senato il testo ritorni alla sua ratio originaria».

Valentina Maci Odg 153453

Cyberbullismo e la buona legge rovinata

Il M5S stava lavorando per una legge che difendesse i minori dalla gogna del web. Ci siamo ritrovati davanti un’altra legge, modificata ad arte per mettere un bavaglio alla rete. C’è bisogno di proteggere i nostri figli ed insegnare loro la Rete

#Bullismo e #Cyberbullismo, questo il recap video di alcuni nostri interventi  in merito agli emendamenti presentati al provvedimento. La discussione continuerà nei prossimi giorni.

Stay tuned

 

Cyberbullismo, M5S: “Una buona legge rovinata”

Il M5S ha proposto emendamenti per riportare la norma ai principi originari con i quali era stata concepita la Pdl, recependo appelli e critiche di tecnici, giuristi e dei familiari delle vittime. Emendamenti il cui intento primario è quello di rafforzare un’azione di prevenzione, educazione, sensibilizzazione e informazione, recupero e tutela dei minori sia nella posizione di vittime, sia di responsabili degli illeciti, facendo leva su di un’efficace integrazione scuola, famiglia e territorio.

#Cyberbullismo
Il M5S ha proposto emendamenti per riportare la norma ai principi originari con i quali era stata concepita la Pdl, recependo appelli e critiche di tecnici, giuristi e dei familiari delle vittime. Emendamenti il cui intento primario è quello di rafforzare un’azione di prevenzione, educazione, sensibilizzazione e informazione, recupero e tutela dei minori sia nella posizione di vittime, sia di responsabili degli illeciti, facendo leva su di un’efficace integrazione scuola, famiglia e territorio. Se il testo, ora politicamente e tecnicamente inaccettabile, non vedrà l’approvazione di questi miglioramenti e il ritorno alla ratio originaria della pdl, voteremo negativamente.
Fonte http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2016/09/cyberbullismo-una-buona-legge-rovinata-dal-governo.html

Mineo:”Il Centro va chiuso”

“Dopo la visita di ieri e le audizioni di questa mattina siamo ancora più convinti che il Centro d’accoglienza di Mineo debba essere immediatamente chiuso in quanto fucina di illegalità.

Si spazia dalla tratta allo spaccio, dai danni erariali alla turbativa d’asta, dalle infiltrazioni mafiose alla violazione dei diritti dei migranti. Reati che coinvolgerebbero a vario titolo soggetti di diverso genere, tra i quali vi sarebbero anche alcuni esponenti politici. Un vero e proprio vespaio che c’è stato ed è oggetto di indagini delle procure di Catania, Caltagirone e Palermo, ma che continuerà a proliferare qualora il centro continuasse ad insistere sul territorio.

Alla luce di tutto questo, preoccupa enormemente l’idea di trasformare una parte del centro in hotspot.

La situazione del centro di Mineo è forse la più emblematica rispetto alla incapacità o, in alternativa, alla malelafede da parte di alcuni soggetti governativi che probabilmente, in maniera diretta o indiretta, ne traggono vantaggio.

Proponiamo pertanto la predisposizione delle misure opportune al fine di dismettere il centro quanto prima e ripristinare una situazione di normalità nel territorio calatino”.

Vega Colonnese Giuseppe Brescia