Migranti, il M5S contro gli hotspot siciliani-Intervista di Marialucia Lorefice al Tg74

Gli hot spot siciliani al centro delle polemiche. Il M5S ne chiede la chiusura e chiede che l’Europa rispetti gli impegni presi quanto a ricollocamenti. Di seguito l’intervista rilasciata al Tg 74 dalla dep. Marialucia Lorefice, membro della Commissione d’Inchiesta Cie-Cara

 

 

 

Foto “Donna Eritrea prega presso Centro di prima accoglienza a Pozzallo” da http://www.argocatania.org/2016/02/21/hotspot-pozzallo-fuggono-i-

Migrantopoli: non si vuole fare luce sulle responsabilità politiche – Video intervento Dep. Lorefice trasmesso da Rai Parlamento

Gestione Centro Accoglienza Isola Capo Rizzuto, Interrogazione al Ministro Minniti del M5S, cofirmataria la portavoce Marialucia Lorefice. Rivedi il video di Rai Parlamento

Gestione Centro d’Accoglienza Isola Capo Rizzuto, Marialucia Lorefice su Rai Parlamento interviene per l’interrogazione al Ministro Minniti. Rivedi il video

 

Non possiamo far abbassare l’attenzione su quanto successo appena pochi giorni fa: l’arresto di 68 persone che ha smantellato il clan Arena di Isola Capo Rizzuto in Calabria e ha portato alla luce come la gestione del Cara di Isola di fatto fosse nelle mani dell’ndrangheta che faceva gestire il tutto alle Misericordie con a capo Leonardo Sacco, arrestato con l’accusa di essere parte dello stesso clan Arena. Nel question time odierno abbiamo chiesto le ragioni per le quali non stati resi pubblici i dati relativi all’esposto fatto dall’eurodeputata M5S Laura Ferrara, dati che sono stati negati all’epoca dal Ministero dell’Interno. Inoltre abbiamo chiesto quali iniziative si vogliono intraprendere per garantire approfonditi controlli antimafia, accertare eventuali responsabilità, garantire l’applicazione dello schema di capitolato approvato a marzo 2017, in base alle indicazioni dell’Anac, per la gestione delle strutture di accoglienza, procedendo con urgenza ad un piano chiaro volto alla chiusura dei grandi Cara, coacervo di criticità costanti, come a Crotone e a Mineo.

I deputati M5S delle commissioni Antimafia, Giustizia e Cie-Cara attraverso le deputate Marialucia Lorefice e Giulia Sarti non hanno avuto le risposte necessarie.

Il ministro Minniti non ha detto nulla nel merito. Avevamo chiesto documentazione anni fa, e ci è stata negata. Abbiamo denunciato irregolarità anni fa e come al solito è arrivata prima la magistratura che la politica. Una classe politica che deve assumersi le proprie responsabilità per l’infiltrazione della ‘ndrangheta nella gestione di quello che è ormai un vero e proprio business dell’accoglienza. E’ mancato il controllo della Prefettura, dello stesso Ministero dell’Interno, non possiamo che prendere atto di connivenze che hanno permesso uno scandalo che andava avanti da dieci anni.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/antimafia/2017/05/migrantopoli-non-si-vuole-fare-luce-sulle-responsabilita-politiche.html

 

Migranti, mafie e business. Alle 15 in diretta il question time con Lorefice e Sarti

Dalle ore 15.00 Question Time alla Camera dei Deputati. L’intervento delle portavoce M5S  Marialucia Lorefice e Giulia Sarti sarà alle 15.35 circa.
Segui il question time in diretta TV su Rai3 o in streaming su: 

https://goo.gl/3tfhvs

Hot Spot e ricollocamenti, mozione M5S, dep. Lorefice: «In Sicilia altri due hot spot. Il Governo asservito all’Europa che neppure rispetta gli accordi »

Hot spot e ricollocamenti. Il M5S chiede la chiusura degli hot spot ma il Governo ne prevede altri cinque, due dei quali in Sicilia. L’Europa? Su 160 mila previsti ne ricolloca solo 6 mila

        Hot Spot e ricollocamenti. Bocciata la mozione del M5S relativa agli hot spot. Ci saranno altri due hot spot in Sicilia a Messina e Palermo che si aggiungono a quelli di Pozzallo, Trapani e Lampedusa.

             Una mozione attraverso la quale i parlamentari pentastellati hanno chiesto non soltanto la chiusura degli hotspot esistenti, e la non apertura di altri in differenti porti, ma anche che l’Europa, alla luce degli impegni presi con l’Italia, mantenga le promesse relative ai ricollocamenti. Inoltre, altro punto evidenziato è stato quello di rivedere il Regolamento Dublino III. L’accordo tra il Governo e l’Europa siglato nel maggio 2015 per fronteggiare il fenomeno migratorio, prevedeva, come sottolinea il M5S, che l’Italia istituisse sul proprio territorio gli hotspot, mentre l’Europa s’impegnava a ricollocare 160 mila migranti che arrivavano in Italia e in Grecia verso gli altri Stati europei. Gli hot spot sono nati ma delle 160 mila persone da ricollocare, alla data dell’11 maggio 2017, ne sono state ricollocate solamente 5.711. Firmatari della mozione i membri M5S della Commissione d’inchiesta Cie-Cara, Marialucia Lorefice, Vega Colonnese e Giuseppe Brescia, quest’ultimo primo firmatario.

        La Lorefice fa un bilancio della situazione e tira le somme: «Gli hot spot sono fallimentari e non hanno alcuna legittimazione giuridica, talvolta si sono registrate al loro interno procedure di identificazione in aperta violazione di norme costituzionali di diritto interno e anche di diritto internazionale. E questo non lo dice solo il Movimento Cinque Stelle ma diverse organizzazioni umanitarie e anche il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale nella Relazione al Parlamento 2017. Il Governo di fronte a tutte le denunce, agli atti parlamentari in merito, alle Commissioni d’Inchiesta, si gira dall’altra parte e prevede che in Sicilia anche a Messina e Palermo vengano organizzati degli hot spot. Un asservimento dell’Italia inspiegabile rispetto all’Ue in cui l’Italia rispetta i patti, l’Europa no. Il Governo -conclude la Lorefice- ha proposto delle ‘revisioni’ alla nostra mozione ma chiaramente non abbiamo accettato perché veniva stravolta. In questo momento gli unici da ringraziare sono i cittadini che continuano a dare un grande esempio di accoglienza. Il Governo, invece, sembra vivere in un altro Paese, al di fuori della realtà e di ogni logica».

 

Per visionare il testo completo della mozione clicca su http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/01439&ramo=CAMERA&leg=17

 

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453  

Lorefice: «Il Governo non vuole chiudere il Cara di Mineo e boccia la nostra mozione. Hanno fatto in fretta a dimenticare quello che abbiamo visto lì dentro: giochi di potere che ledono il diritto alla dignità»

«Il Cara di Mineo deve restare. Che ci piaccia o no il Governo lo vuole ed è intoccabile -lo dichiara la parlamentare Marialucia Lorefice-. La nostra mozione sulla chiusura del Cara, discussa in questi giorni, è stata bocciata. Questo significa in concreto ammettere di non voler chiudere un centro di accoglienza vergognoso, fonte di affari illeciti come è stato evidenziato anche dall’indagine di Mafia Capitale, da ben tre indagini delle procure di Roma, Catania, Caltagirone, luogo in cui il rispetto della dignità e dei diritti delle persone vengono sistematicamente calpestati. Vogliamo parlare dei fenomeni di caporalato e prostituzione? Questo e molto altro è il Cara di Mineo. Ma a Renzi non interessa. Deve rimanere aperto, ne va della tenuta del Governo. Basti ricordare le parole di Buzzi ai pm romani per capire la portata della cosa: “Su Mineo casca il Governo”, disse.

Non solo non verrà chiuso -aggiunge la Lorefice capogruppo della Commissione d’inchiesta Cara-Cie per il M5S-, ma il ministero dell’Interno ha, persino, la brillante idea di ampliarlo e farne anche un hotspot. Illegalità su illegalità. Vola bassa la politica del nostro Bel Paese, o di quello che ne resta vista la gestione affaristica che lo gestisce. A parole sono sempre pronti a spendersi per il bene comune, migranti compresi. Tanto che nella conferenza stampa post ispezione, che si è tenuta a luglio, eravamo d’accordo sulla chiusura del Cara, tutti sconvolti da quanto visto. Hanno fatto in fretta a dimenticare. Ieri ci hanno bocciato la mozione in cui ne abbiamo chiesto la chiusura progressiva, lo spostamento dei migranti presso altre strutture a partire dai casi più vulnerabili e lo sviluppo di un’accoglienza diffusa presso piccoli centri che possano garantire la reale presa in carico del migrante, avviare un programma di integrazione e controllare i flussi finanziari.

Restiamo perplessi di fronte a tanta incoscienza -commenta la Lorefice-, perché è da incoscienti lasciare aperto un centro del genere. Ma è un centro di interessi illeciti e funziona così, si sa. Sovraffollato, sporco e in condizioni igieniche pessime. Nondimeno il concentramento di un numero così elevato di persone mette a dura prova il servizio sanitario locale che ha difficoltà a far fronte a cure di medicina base e di secondo livello. L’hanno aperto per far contento qualcuno e lo lasciano per continuare ad assecondarlo. Dire che ci stupisce la bocciatura sarebbe mentire perché, purtroppo, è chiaro che al Governo questa storia dell’emergenza immigrazione continua, dell’accoglienza sconsiderata, non disturba più di tanto, anzi va tanto bene da incrementarla. Noi non ci arrenderemo, è bene che chi è siede al potere non stia troppo comodo. Il Cara così non va e non faremo certo finta di niente per assecondarli».

 

Valentina Maci Odg 153453

 

 

Puoi rivedere il video della discussione della mozione dell’On. Lorefice qui

Mineo:”Il Centro va chiuso”

“Dopo la visita di ieri e le audizioni di questa mattina siamo ancora più convinti che il Centro d’accoglienza di Mineo debba essere immediatamente chiuso in quanto fucina di illegalità.

Si spazia dalla tratta allo spaccio, dai danni erariali alla turbativa d’asta, dalle infiltrazioni mafiose alla violazione dei diritti dei migranti. Reati che coinvolgerebbero a vario titolo soggetti di diverso genere, tra i quali vi sarebbero anche alcuni esponenti politici. Un vero e proprio vespaio che c’è stato ed è oggetto di indagini delle procure di Catania, Caltagirone e Palermo, ma che continuerà a proliferare qualora il centro continuasse ad insistere sul territorio.

Alla luce di tutto questo, preoccupa enormemente l’idea di trasformare una parte del centro in hotspot.

La situazione del centro di Mineo è forse la più emblematica rispetto alla incapacità o, in alternativa, alla malelafede da parte di alcuni soggetti governativi che probabilmente, in maniera diretta o indiretta, ne traggono vantaggio.

Proponiamo pertanto la predisposizione delle misure opportune al fine di dismettere il centro quanto prima e ripristinare una situazione di normalità nel territorio calatino”.

Vega Colonnese Giuseppe Brescia