Minori migranti, Lorefice: “Necessario aiutare anche i Comuni”

«Continua l’emergenza sbarchi sulle nostre coste, uno dei problemi più difficili da gestire, per i nostri Comuni, rimane quello dei minori non accompagnati, per i quali sarebbe necessario intervenire tempestivamente trasferendoli in ambienti protetti subito dopo l’accertamento dell’età. Centri per minori dove possono essere assistiti adeguatamente. Invece, questo non avviene. Il Governo non si muove, sta a guardare. È inammissibile che i bambini, i ragazzi, che arrivano in Italia vengano ospitati a lungo in centri di accoglienza per adulti -evidenzia la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, membro della Commissione Cara-Cie-. Tergiversare con una burocrazia che invece di aiutare crea ulteriori barriere non è degno di una cultura basata sui diritti umani. La colpa non è certamente degli amministratori che sono i primi a dover fare i conti con la difficoltà di capire quali comunità per minori hanno posti disponibili e poter pertanto procedere al trasferimento. Dobbiamo fornire delle soluzioni che possano aiutare i Comuni che continuano, nonostante le evidenti difficoltà, a mostrarsi solidali. Noi del M5S stiamo elaborando una nostra proposta che, molto semplicemente, prevede l’istituzione di una cabina di regia nazionale ad hoc per i minori che individui subito le comunità che possano ospitarli, senza parcheggiarli dove capita. Proposta che è frutto del confronto con chi conosce tali realtà e quindi ha ben chiaro la portata del problema. Ritengo -conclude la parlamentare- che le parole non bastino più, occorre concretezza e un coordinamento nazionale come quello proposto potrebbe rivelarsi efficace, permetterebbe alle prefetture e ai Comuni, diretti responsabili dei minori, di capire subito dove trasferirli».

L’addetto Stampa, Valentina Maci- Odg 153453

Sicurezza territorio ibleo. Interrogazione parlamentare a prima firma Lorefice

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13406

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 634 del 08/06/2016
Firmatari
Primo firmatario: LOREFICE MARIALUCIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 08/06/2016
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
GRILLO GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
GIORDANO SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
DI VITA GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
MANTERO MATTEO MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
COLONNESE VEGA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
BARONI MASSIMO ENRICO MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL’INTERNO
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 08/06/2016
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13406

presentato da

LOREFICE Marialucia

testo di

Mercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

LOREFICE, GRILLO, SILVIA GIORDANO, DI VITA, MANTERO, COLONNESE e BARONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
in provincia di Ragusa si registra da tempo il proliferare della criminalità organizzata, con la consumazione di reati soprattutto contro il patrimonio ma anche contro la persona. I giornali ogni giorno raccontano di rapine a mano armata, di furti, di violenze private, di agromafie che approfittano delle vaste aree agricole e non controllate dalle forze dell’ordine;
difatti, da tempo, le forze dell’ordine registrano un deficit nella dotazione organica tale da non consentire nemmeno l’espletamento dell’attività ordinaria, con la conseguenza che si attinge con una certa regolarità al personale addetto ad altre mansioni pur di assicurare i normali servizi di controllo del territorio e di ordine pubblico;
le assegnazioni di nuove unità sono irrisorie rispetto ai trasferimenti, ai pensionamenti e alle crescenti esigenze derivanti dall’apertura dell’aeroporto «Pio La Torre» di Comiso, dalla continua operatività del centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo, dall’apertura di nuovi centri di accoglienza straordinaria e di centri legati allo S.P.R.A.R.;
tale situazione è già stata sottoposta all’attenzione del Ministro dell’interno attraverso le interrogazioni n. 4-01653 e n. 4-06386, nonché attraverso vari interventi in aula. All’interrogazione n. 4-01653 il vice ministro Bubbico ha risposto dichiarando, tra l’altro, che «Le complessive crescenti esigenze di servizio sono state, comunque, sempre affrontate mediante l’ottimizzazione dell’impiego del personale a disposizione, nonché attraverso la razionalizzazione delle attività di controllo del territorio. Si ricorda inoltre che, il dispositivo delle forze di polizia preposto al controllo del territorio della provincia può contare su 372 unità della Polizia di Stato supportati da 19 appartenenti ai ruoli tecnici, 378 militari dell’Arma dei Carabinieri e 224 della Guardia di Finanza»;
da tali informazioni si evince che circa 1000 unità, da suddividere presumibilmente in base alle funzioni e ai turni di lavoro, devono presidiare e controllare 1614 chilometri quadrati di territorio e garantire la sicurezza di oltre 300.000 persone, distribuite in 12 comuni e relative frazioni, collegati da una rete di circa 1400 chilometri di arterie extraurbane, con la conseguenza riscontrata che i centri minori rimangono spesso sprovvisti di personale che possa intervenire in caso di chiamata;
l’insufficienza del presidio territoriale è confermata dall’incremento esponenziale di furti e rapine che non di rado sfociano in reati contro la persona. Le frazioni e le campagne sono costantemente setacciate da ladri; le effrazioni nei centri abitati sono in continuo aumento, anche in ore diurne e in presenza di inquilini; criminali in trasferta portano a termine su commissione furti sempre più consistenti; le rapine a banche, farmacie, esercizi commerciali, ma anche a semplici cittadini, crescono nel numero e nell’efferatezza. I clan mafiosi sono tornati a permeare l’economia e le istituzioni iblee, come evidenziato nella relazione 2012-2013 della direzione nazionale antimafia, e come dimostrano i continui atti intimidatori ad artigiani ed esercizi commerciali;
la prima firmataria del presente atto ha altresì chiesto l’intervento dello Stato, tramite il Ministro dell’interno, in quanto nonostante l’eccellente lavoro espletato giornalmente dalle forze dell’ordine non è garantita appieno la sicurezza nel territorio, forse anche a causa della naturale vastità del territorio urbano ed extra urbano che non permette serrati controlli ovunque;
il Ministro interrogato ha risposto alla lettera inviata rassicurando che «l’intera provincia è costantemente monitorata dalle competenti articolazioni di questo Dicastero e che in occasione di future assegnazioni di personale saranno tenute in evidenza le esigenze di detto territorio»;
nonostante il Ministro interrogato abbia rassicurato che si è registrata una diminuzione dei reati commessi nella provincia di Ragusa, questi continuano a verificarsi con cadenza quasi giornaliera e la sfiducia della popolazione nelle istituzioni è sfociata a volte in allarmanti iniziative autonome di presidio e controllo territoriale –:
quali iniziative il Governo stia adottando a supporto del lavoro delle forze dell’ordine al fine di una più efficace e permeante azione di contrasto della dilagante criminalità nella provincia di Ragusa;
se il Governo stia valutando la possibilità di intervenire tempestivamente attraverso un rafforzamento del dispiegamento di forze dell’ordine nella provincia di Ragusa, anche in considerazione dell’alto livello di tensione presente nella popolazione locale. (4-13406)

 

 

 

 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/13406&ramo=CAMERA&leg=17

Accoglienza migranti, M5S: “Serve legalità, non gestione affaristica”

“La recente inchiesta di Siracusa, dimostra come i tentacoli di Mafia Capitale siano ancora presenti nel business dell’accoglienza. Milioni di euro evasi da cooperative che guadagnano sulla pelle dei migranti. Manca una reale volontà politica di contrastare questi fenomeni e, allo stesso tempo, incentivare chi opera nella piena e trasparente legalità dell’accoglienza. Sembra quasi intenzionale, ancora una volta, creare caos ed allarmismo. Da una parte flussi non regolati, dall’altra parte accoglienza senza limiti e chi alla fine vince sono sempre gli affaristi, mentre chi perde sono i migranti e i cittadini lasciati in balia della confusione”.
Affermano i deputati M5S della commissione CIE-CARA, di cui fa parte anche la deputata Marialucia Lorefice. “Chiederemo l’audizione del Prefetto di Siracusa e dei vertici della Guardia di Finanza che hanno condotto l’inchiesta, – continuano- non possiamo sempre sorprenderci quando vengono alla luce queste situazioni. Audire chi conduce le indagini, chi cerca di porre un freno al malaffare serve anche a togliere qualsiasi alibi a questa classe politica che predica soltanto buone intenzioni. Mafia Capitale aveva decretato che con i migranti si guadagna più che con la droga. Ad oggi nulla è cambiato, ed è indegno quanto sta accadendo, davanti alla disperazione. Ci sono sciacalli pronti a tutto pur di lucrare e la classe politica italiana non può essere complice con il suo silenzio e la sua astenia”.
“L’evasione di 4 milioni di euro scoperta dalla guardia di finanza – aggiunge la deputata Maria Marzana – dimostra che anche a Siracusa le cooperative hanno fiutato l’affare nella gestione dell’accoglienza dei migranti, mascherandosi da Onlus, ma che in realtà hanno il volto di imprese commerciali. Negli ultimi 3 anni sono sbarcati sulle coste siracusane circa 87 mila migranti e sono stati stanziati quasi 14 milioni per l’assistenza. Il ministro Alfano comprenda, una volta per tutte, che siamo dinnanzi ad un vero fenomeno e non più ad un’emergenza. Occorre garantire procedure regolari per l’affidamento dei servizi d’accoglienza e bilanci trasparenti nella gestione. A trarne benefici saranno i migranti, l’occupazione cittadina e le casse pubbliche”.
“Il sistema non funziona. Quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Siracusa – conclude il deputato Stefano Zito – potrebbe essere solo la punta dell’iceberg perché, in Italia siamo bravi a trasformare le emergenze in “affari”. In alcune zone del Medio Oriente i paesi “civilizzati” hanno portato indirettamente una instabilità con l’idea di esportare la “democrazia” invece, stiamo importando disperati che fuggono dalle guerre generate da lucrosi interessi economici. Serve un’azione concreta per combattere il business degli immigrati altrimenti, vedremo sempre gente scappare dai loro paesi bombardati per approdare in un paese che sta implodendo.

 

Fonte: http://www.srlive.it/accoglienza-migranti-m5s-serve-legalita-non-gestione-affaristica/

Salute: 11 milioni di italiani senza cure, avanza la demolizione del governo

 

ROMA, 6 giugno – “La frana del nostro sistema sanitario si è già trasformata in una valanga e ad essere responsabili, intenzionalmente, di questa demolizione sono il ministro della Salute e tutto il governo. Le conseguenze dei continui tagli inflitti alla sanità oggi sono stati evidenziati dalla ricerca Censis-Rbm. Un dato, da solo, spiega tutto: nell’ultimo anno 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle prestazioni sanitarie a causa delle difficoltà economiche. Il governo sta mettendo il coltello alla gola dei cittadini ai quali dice ‘noi in sanità non investiamo più, se puoi e vuoi curarti , vai dal privato, altrimenti non ne rispondiamo più'”.

Così i deputati M5S in commissione Affari Sociali.

“Tra i dati messi in evidenza dalla ricerca ricerca Censis-Rbm ci sono anche quelli relativi alla spesa sanitaria privata che, ovviamente, è salita del 3,2% – soprattutto a causa delle lunghe liste di attesa – e il lievitamento del prezzo dei ticket, cresciuti al punto che ormai il 45 % degli italiani ha pagato tariffe nel privato uguali o di poco superiori rispetto al pubblico.

Il piano che Renzi e Lorenzin stanno mettendo in atto, mandare i cittadini dritti dritti tra le braccia del privato, non finisce qui: sono in arrivo 3,5 miliardi di tagli nel 2017 e 5 miliardi nel 2018, quando la spesa sanitaria scenderà al 6,6% del Pil: la media più bassa dei Paesi Ocse.

Quello che, invece, va fatto per fermare questa valanga noi lo sappiamo bene ed è del tutto evidente: per prima cosa il finanziamento del SSN deve tornare a salire e nel 2019 deve essere riportato almeno al 7% del PIL. Inoltre, il ministero della Salute deve finalmente pubblicare i nuovi LEA e attuare la revisione della governance farmaceutica, mentre il governo deve da un lato investire realmente in prevenzione, per ridisegnare il Ssn, e dall’altro deve e rispettare le scadenze previste in Legge di stabilità, a partire dal piano di assunzione del personale e dallo sblocco del turn over”.

 

Fonte http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2016/06/salute-11-milioni-di-italiani-senza-cure-avanza-la-demolizione-del-governo.html

 

Interrogazione ad Alfano della Lorefice su sicurezza negli Iblei

«È dal 2013 che sottoponiamo all’attenzione del Ministro Alfano i dati crescenti sulla criminalità e la delinquenza dilaganti nella provincia di Ragusa»: Lo sottolinea la parlamentare Marialucia Lorefice secondo la quale si tratta di una situazione che sta creando preoccupazione nella popolazione. «Abbiamo già presentato -dice-, in passato, altre interrogazioni al Ministro oltre a quest’ennesimo atto, una nuova interrogazione con la quale chiediamo il rafforzamento del sistema di polizia per un dispiegamento capillare sul territorio. Mille unità, da suddividere presumibilmente in base alle funzioni e ai turni di lavoro, devono tenere sotto controllo, al momento, 1614 kmq di territorio, e garantire la sicurezza di oltre 300 mila persone, distribuite in 12 Comuni, e relative frazioni, collegati da una rete di circa 1400 km di arterie extraurbane. Sebbene il vice ministro ci abbia risposto in passato che è tutto sotto controllo, quotidianamente si evidenzia un’altra, più cruenta, realtà. Le stesse Forze dell’Ordine hanno spesso manifestato la necessità di ulteriori forze in campo. Ai cittadini, a chi si spende per il territorio per garantire sicurezza, dobbiamo delle risposte. Per questa motivazione abbiamo deciso di presentare questa nuova interrogazione al Ministro, che ci aveva rassicurati sostenendo addirittura che i reati in provincia fossero diminuiti. Dati smentiti giornalmente dai comunicati delle Forze dell’Ordine, dalle notizie stampa. Torniamo a chiedere ad Alfano di rafforzare le Forze dell’Ordine per colmare il gap nella dotazione organica che non consente il controllo di tutto il territorio. Le assegnazioni di nuove unità sono irrisorie rispetto ai trasferimenti, ai pensionamenti e alle crescenti esigenze derivanti dall’apertura dello scalo casmeneo, dalla continua operatività del Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Pozzallo, dall’apertura di nuovi Centri di Accoglienza Straordinaria e di centri legati allo SPRAR A questo si aggiunga che i clan mafiosi sono tornati a permeare l’economia, come evidenziato nella relazione 2012-2013 della Direzione Nazionale Antimafia, e come dimostrano i continui atti intimidatori ad artigiani ed esercizi commerciali. Il Ministro aveva, altresì promesso che per le future assegnazioni di personale sarebbero state tenute in evidenza le esigenze del territorio ibleo, anche queste parole sono state disattese, purtroppo, tanto che la sfiducia della popolazione nelle istituzioni è sfociata, a volte, in allarmanti iniziative autonome di presidio e controllo territoriale. Una situazione divenuta pericolosa ed insostenibile, relativamente alla quale non intendiamo creare inutili allarmismi ma pretendiamo risposte immediate ed efficaci».

L’addetto Stampa, Valentina Maci- Odg 153453

La Lorefice scrive ad Aricò: “Intervenga sui disservizi di farmacie ospedaliere e presidi”

farmacia e presidi

COMUNICATO STAMPA

Marialucia Lorefice, parlamentare M5S

Roma-25/01/2015

 La Lorefice scrive ad Aricò:

«Intervenga sui disservizi nelle farmacie ospedaliere ed i presidi»

La parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, ha scritto al direttore generale dell’Asp 7, dott. Maurizio Aricò. Una decisione maturata a seguito delle difficoltà riscontrate da numerosi cittadini della provincia nel reperire con regolarità i dispositivi medici di cui necessitano: “Mi segnalano -si legge nella nota- che sono costretti a recarsi più volte nelle farmacie ospedaliere o addirittura ad accontentarsi di presidi non proprio adatti alle esigenze individuali e, quindi, diversi da quelli prescritti dal medico specialista. Come può facilmente immaginare questi fatti creano ulteriori disagi a chi già vive quotidianamente una difficile condizione a causa della precaria salute fisica”. La Lorefice, nella stessa missiva, ha chiesto al manager dell’Asp 7 di intervenire sulle cause del disservizio e di restare informata sugli esiti della vicenda. “Sono convinta che –dice la parlamentare confidando nella certa disponibilità del dott. Aricò- grazie alla collaborazione tra tutte le parti coinvolte è possibile fare un buon lavoro ed ottenere il rispetto dei diritti dei più deboli”.

 

L’addetto Stampa, Valentina Maci- Odg 153453