Danni maltempo, la Lorefice chiede all’ass. Bandiera interventi immediati per l’agricoltura

“Arrivano -sottolinea la Lorefice- rassicurazioni per il comparto agricolo da parte dell’Assessore regionale dell’agricoltura,

dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea Edy Bandiera. Le condizioni atmosferiche che, negli scorsi giorni, hanno interessato il territorio ibleo (e non solo) hanno causato seri danni a intere strutture agricole. Da quanto si apprende a mezzo stampa verrà fatta una stima dei danni e verranno attivati tutti i mezzi necessari. Nel disegno di legge di Stabilità sarebbero stati stanziati 10 milioni di euro per riattivare il Fondo di solidarietà regionale”.

Ecco gli articoli del quotidiano La Sicilia di oggi

“Auspicando si tratti di un impegno reale -continua la deputata-, ho provveduto ad inviare una nota all’attenzione dell’assessore Bandiera e del governatore Musumeci nella quale chiedo di mettere in atto azioni concrete di quantificazione danni e di sostegno”.

Di seguito la nota inviata dalla deputata Lorefice all’assessore Bandiera

Agricoltura e Made in Italy, Dep. Lorefice: “Continueremo a difendere in tutte le sedi i prodotti italiani”

I prodotti agricoli italiani sacrificati in nome di accordi economici assurdi e che danneggiano la nostra economia. È questa la realtà con la quale devono fare i conti i nostri agricoltori, imprenditori, vittime, prima ancora delle condizioni atmosferiche che ne hanno messo in ginocchio le coltivazioni, di certa politica, italiana ed europea, quella che se da una parte siede ai tavoli tecnici, promette e rassicura, nelle sedi istituzionali si piega alla cosiddetta “disciplina di partito” e tradisce i cittadini che dovrebbe tutelare.

Sono aspetti che ho sollevato spesso, ho sempre chiesto di non fidarsi delle cose che vengono dette, ma di quelle che vengono fatte, per esempio andando a verificare come i parlamentari votano certi provvedimenti perché questi sono atti ufficiali che

hanno ripercussioni sul Paese, sui cittadini, sull’economia.

Solo il M5S ha votato contro la Ratifica ed esecuzione dell’Accordo interinale in vista di un accordo di partenariato economico tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte, e la parte Africa centrale dall’altra, con Allegati, fatto a Yaoundé il 15 gennaio 2009 e a Bruxelles il 22 gennaio 2009.

Gli altri dicono di aver votato a favore per atto dovuto. Ma dovuto a chi? Non certo ai cittadini, ai nostri agricoltori stremati da politiche che da decenni non proteggono affatto il prodotto italiano e da politiche del lavoro che hanno creato difficoltà enormi nelle aziende.

Dep. Marialucia LoreficeCerti accordi di libero scambio stanno letteralmente distruggendo il Made in Italy, i produttori italiani non riescono più a produrre e a stare sul mercato perchè i costi di produzione sono elevati e non riescono ad essere competitivi col prodotto che proviene dai Paesi che non appartengono all’Unione europea e che non risponde alle regole restrittive cui deve attenersi quello nostrano.

Nei supermercati è più facile trovare il pomodorino del Camerun che il ciliegino o il datterino siciliano, ma avete provato a vedere la provenienza di molti altri prodotti che arrivano sulle nostre tavole? Vogliamo continuare a fidarci di chi ha generato tutto questo?

In questi giorni si ritorna a parlare di questa problematica grazie alla denuncia fatta da Ignazio Corrao in aula a Strasburgo.

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Inferno di fuoco in Sicilia. Il M5S chiede misure preventive 

La Sicilia brucia. Il M5S continua a chiedere che la parola ‘prevenzione’ si traduca in azioni reali a difesa del territorio

Territori in fiamme, pinete, boschi, andati in fumo. A #ChiaramonteGulfi, come a #Grammichele, passando per #Messina. La Sicilia brucia da giorni. 


La domanda che ci si pone in questi casi è: era evitabile tutto questo? 

La parola #PREVENZIONE sembra essere sconosciuta ai governanti della Regione siciliana, ma è l’unica che avrebbe permesso di scongiurare questo disastro. Altro problema, l’inadeguatezza dei mezzi a disposizione per poter fronteggiare gli incendi. E il Movimento 5 Stelle cosa fa? Perché critica e basta? No, il Movimento 5 Stelle ha sollevato il problema a tempo debito. Abbiamo depositato atti parlamentari, tanti, gli strumenti che come opposizione abbiamo per poter sollevare l’attenzione sui problemi e cercare risposte, risposte che sistematicamente non arrivano. Arrivano, invece, le solite passerelle, i soliti faremo… 


La situazione è diventata insostenibile, chi ci governa non è in grado nemmeno di difendere i nostri paesaggi. Da parte nostra, continueremo a chieder conto e ragione di ciò che sta succedendo e depositeremo a breve nuovi atti. Grazie a Tatiana Basilio, a Massimiliano Bernini Portavoce M5S per il lavoro instancabile che in questi anni hanno fatto e continuano a fare, grazie ai portavoce in Parlamento e in Regione siciliana che stanno tenendo alta l’attenzione sulla situazione siciliana.
Un grazie particolare ai soccorritori per il lavoro instancabile che stanno facendo per riportare tutto “alla normalità”, sebbene in condizioni e con mezzi non sempre adeguati alla portata del problema.

Ospedali Ragusa, Dep. Marialucia Lorefice: “Fin quando il Nor non sarà fuori da ogni in-chiesta tutto torni dov’era. C’è in ballo il diritto alla salute. Troppo alto il prezzo dei valzer in Sanità”

L’On. Marialucia Lorefice chiede il ripristino di reparti e servizi del Civile e dell’Oma di Ragusa nell’attesa che si faccia chiarezza sulla situazione dell’ospedale Giovanni Paolo II

“Troppo alto il prezzo dei valzer in sanità. I reparti degli ospedali Civile e Ompa tornino al loro posto nell’attesa che si faccia chiarezza sul Nor”

 

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“Le ultime settimane della Sanità ragusana –afferma la Dep. Marialucia Lorefice, membro della Commissione Affari Sociali in Parlamento- sono state veramente allucinanti. Che il progetto fosse quello di distruggere la rete ospedaliera provinciale si toccava con mano da anni. Nessuno avrebbe, tuttavia, immaginato che da dietro le quinte stava per andare in scena una pagina così drammatica che vede oggi il perno della rete ospedaliera provinciale crollare. Se la colpa sia del dott. Aricò o no (o di chi con lui) saranno le indagini a stabilirlo. Ringraziamo la Guardia di Finanza per aver evitato il peggio che evidentemente si sarebbe compiuto inaugurando adesso l’ospedale Giovanni Paolo II, detto Nor.

L’Asp 7 stessa ritiene necessario fare un passo indietro, finalmente. Ma non è solo il polo materno infantile a dover tornare indietro dal Nor all’Ompa, devono rientrare dov’erano anche la terapia intensiva cardiologica, la rianimazione, l’emodinamica. Devono essere riattivate le sale operatorie. Gli ospedali di Vittoria e Modica non ce la possono fare a sopportare un peso così immane di accessi quotidiani non solo nei reparti ma anche nei pronto soccorsoVittoria è al collasso.

Contiamo anche su primari e medici per far ‘ragionare’ la direzione strategica. Non è più pensabile che si possa perdere un solo giorno, un solo istante. Può valere una vita. Basta con i valzer, il prezzo troppo caro. Non è il momento di esprimere quello che pensiamo relativamente a tutta la gestione di questa storia ma è quello di agire. Subito. Immediatamente. I reparti devono tornare al loro posto. Solo dopo –sottolinea la parlamentare del M5S-, quando il Nor sarà davvero pronto, accessibile, fuori da ogni inchiesta, si potrà iniziare a pensare a come trasferire gli ospedali, programmando il tutto al millesimo.

Non possiamo permettere che scelte personalistiche piuttosto che politiche ledano il diritto alla salute dei cittadini. Ripeteremo fino allo sfinimento che non si parla più di singolo ospedali ma di rete ospedaliera all’interno della quale se qualcosa si inceppa non funziona niente. Ed ecco che, ad esempio, a Vittoria al pronto soccorso manca il personale, i medici sono ovunque stremati, c’è un sovraffolamento di pazienti.

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Con il Nor sotto inchiesta non c’è niente da attendere. Chi dovrà pagherà ma non dovranno essere i cittadini, gli ammalati. Che ovviamente ci sono e devono avere la possibilità di trovare posto in ospedale non certo di non trovare neppure il reparto.

Da quando siamo in Parlamento –conclude la Lorefice- continuiamo a denunciare che le nomine in sanità devono essere slegate dalla politica, le nostre proposte in tale direzione sono state sistematicamente boicottate. Basta con l’ingerenza della politica in un ambito che deve essere assolutamente autonomo e in mano a persone in gamba e serie. Servono criteri di trasparenza, imparzialità e merito. I professionisti a capo delle aziende ospedaliere devono essere liberi dai condizionamenti politici e fare il bene dei cittadini, del personale medico e sanitario. Ognuno si prenda le proprie responsabilità”.

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453   

 

 

Arterie extraurbane ragusane in pessime condizioni: “Serve ripristino urgente”

“Il manto stradale di alcune arterie extraurbane del Libero Consorzio comunale di Ragusa ha bisogno di essere ripristinato in tempi brevi. Le buche, in modo particolare, alcune anche profonde, creano disagi notevoli alla viabilità”: Lo sottolinea la parlamentare Marialucia Lorefice che prosegue:

“In seguito ad una serie di segnalazioni, soprattutto in merito al tratto di strada che collega Ispica con Pozzallo (nello specifico dal cimitero di Ispica in poi) ho avuto modo di chiedere delucidazioni contattando gli uffici del settore viabilità del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, evidenziando lo stato in cui versa la stessa. Sarebbero stati stanziati fondi per un milione e centomila euro circa dalla Regione siciliana, previsti con la finanziaria del 2015, risorse destinate a interventi di ripristino anche delle strade di competenza dell’ex provincia. E un intervento sarebbe previsto per il tratto oggetto dell’interlocuzione, la SP 46. La procedura, naturalmente, prevede adesso i necessari bandi per l’aggiudicazione dei lavori, e quindi l’inizio dei lavori. Probabilmente a luglio questi potrebbero già avere inizio”.

“Quello della Sp 46, purtroppo è solo uno dei problemi. Per una risposta avuta, relativa ad un tratto di strada mille altre domande potrebbero interessare tutta la rete extraurbana dell’intera provincia iblea. Gli interventi di rispristino sono un’emergenza per evitare che non soltanto la situazione stradale peggiori, soprattutto per garantire l’incolumità di chi si mette alla guida di moto e autoveicoli”.

 

L’addetto Stampa Valentina Maci

Secondo quesito Programma Agricoltura

Questa settimana la votazione sul secondo quesito del programma Agricoltura del MoVimento 5 Stelle

 

Fonte: http://www.beppegrillo.it/2017/04/programmaagricoltura_etichettatura_e_tutela_del_made_in_italy.html

 

Una corretta e trasparente etichettatura si traduce in una maggiore tutela dei consumatori e in una salvaguardia più accurata delle eccellenze, con il mantenimento della libertà di una scelta consapevole. In materia di etichettatura la UE fa la voce grossa e la linea politico legislativa è lontana dalle esigenze dei paesi dalle eccellenze produttive in campo agricolo, sottostando a logiche lobbistiche a livello aziendale e di potere a livello politico in un’ottica di standardizzazione che fa maggiore gioco ai paesi del Nord Europa.
In particolare il codice doganale prevede che il paese di origine dei prodotti si debba considerare quello di ultima trasformazione, senza obbligo di apporre in etichetta la provenienza delle materie prime. Per questo motivo la UE ha sostanzialmente parcheggiato la legge 4/2011 con tanto di minaccia di infrazione proprio perché prevedeva l’indicazione in etichetta dell’origine delle materie prime.

di Antonello Paparella, Ordinario di microbiologia alimentare Univ. Teramo

Il 96% dei consumatori italiani ritiene fondamentale disporre di una informazione chiara sull’origine dei prodotti alimentari. Questo è il risultato di una recente indagine svolta dal nostro Ministero delle Politiche Agricole: ebbene 8 consumatori su 10 in Italia decidono di acquistare un alimento soprattutto perché, oltre ad essere stato realizzato in uno stabilimento italiano, è prodotto con materie prime italiane.

La posizione dell’Unione Europea è diversa
: nonostante il made in Italy sia uno strumento formidabile di marketing e spesso condizioni il prezzo dei prodotti, la UE limita l’obbligo di informazione sulla provenienza a casi molto specifici, che vanno decisi di volta in volta. Invece è realmente importante conoscere, oltre all’origine dello stabilimento, se veramente le materie prime provengono da un paese anziché da un altro.

L’Italia ha una normativa molto severa, per esempio dispone di una normativa diversa sui prodotti di salumeria, sui prodotti da ricorrenza come la colomba o il panettone. Non chiede deroghe in relazione a molti prodotti utilizzati nell’agricoltura.

Ciò nonostante l’obbligo di informazione sulla provenienza vige in Europa solo quando l’omissione possa indurre in errore il consumatore, per esempio il pesto ligure realizzato con materie prime non liguri. Oppure in alcuni settori merceologici: in Italia è obbligatorio per le carni bovine, suine e ovicaprine, per il pesce e i prodotti di acquacoltura, per il miele, le uova e i prodotti ortofrutticoli freschi, la passata di pomodoro, il latte e i prodotti lattiero caseari confezionati, e per l’olio extravergine di oliva. Quindi sono settori molto specifici. Per tutti gli altri non esiste l’obbligo di informazione sulla provenienza.

In questi ultimi anni l’esperienza italiana ha dimostrato
che esiste un reale vantaggio non solo per i consumatori, ma anche per l’industria e il produttore, se viene indicata la provenienza. Per esempio nel latte di alta qualità si è avvantaggiato il latte italiano. Oggi quasi tutto il latte di alta qualità è italiano ed esistono anche produzioni regionali e provinciali che in questo modo possono essere valorizzate. Nel miele noi abbiamo una normativa più severa di quella europea perché siamo obbligati ad indicare la provenienza esatta, e non soltanto paesi UE o paesi non UE, e questo ha creato condizioni di trasparenza e di vantaggio in un settore che sta soffrendo particolarmente per una contrazione della produzione in Italia.

Questo significa che l’indicazione obbligatoria della provenienza non soddisfa solo un’esigenza di trasparenza del consumatore ma porta vantaggio al produttore perché alimenta un percorso virtuoso di valorizzazione delle produzioni di qualità. Una cosa di cui veramente abbiamo bisogno in questo momento in tutta l’Unione Europea. È importante quindi che il produttore possa conoscere non solo dove è stata realizzata l’ultima trasformazione, ma da dove provengono le materie prime, almeno le materie caratterizzanti, quelle principali nella lista degli ingredienti.

Poiché l’obiettivo dell’Unione Europea non può che essere quello di tutelare gli interessi e il diritto alla salute e all’informazione del consumatore, è importante che quanto prima venga con reso obbligatoria l’indicazione di provenienza su tutte le materie prime o perlomeno su quelle caratterizzanti. Certo questa informazione potrebbe non essere gradita ai produttori che hanno interesse ad aiutarla, perché magari si approvvigionano di materie prime a basso costo nel mercato globale, ma non è sicuramente questo l’obiettivo della Commissione Europea.