Reddito di Cittadinanza, presentazione del sito e della card

Il Vice Presidente Luigi Di Maio questo pomeriggio ha presentato il sito ufficiale e la card del Reddito di Cittadinanza presso l’Auditorium Enel.

A partire dal 6 marzo sarà possibile presentare la richiesta per accedere al Reddito di Cittadinanza direttamente on line sul sito ufficiale Redditodicittadinanza.gov.it oppure presso tutti gli Uffici Postali o un CAF.
Per presentare la domanda bisogna avere un ISEE aggiornato da richiedere ai CAF o tramite il sito dell’INPS.
Per poter accedere alla procedura on line sul sito ufficiale, inoltre, bisogna essere in possesso di una l’Identità Digitale Spid (tutte le informazioni su dove e come chiedere le credenziali sono disponibili su spid.gov.it). 
Per tutte le richieste l’INPS verificherà i requisiti e, se la domanda sarà accettata, a fine aprile sarà possibile ritirare presso gli uffici postali la carta sulla quale saranno via via caricate le varie mensilità.
Dopo l’accettazione il beneficiario sarà contattato dai Centri per l’Impiego per sottoscrivere un Patto per il Lavoro o dai Comuni per sottoscrivere un Patto per l’Inclusione sociale.

Fonte: http://www.governo.it/articolo/reddito-di-cittadinanza-presentazione-del-sito-e-della-card/10839

Una manovra per l’Innovazione

Di Luigi Di Maio (Ilblogdellestelle)

Partiamo da un dato: mai si erano messe in campo in una manovra di bilancio tante misure per l’innovazione e per favorire l’adozione delle tecnologie digitali. Misure che pongono il nostro Paese all’avanguardia a livello europeo. Mentre in Europa si discute di stanziare fondi per sperimentare le tecnologie emergenti, noi mettiamo sul piatto da subito 45 milioni in tre anni che si aggiungono ai 40 milioni già stanziati per la sperimentazione in ambito Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things.  Ma vediamo le principali misure approvate.

STARTUP E VENTURE CAPITAL

Abbiamo messo in campo una serie di iniziative volte a rafforzare il settore del Venture Capital per portarlo ai livelli dei principali competitor europei e creare le condizioni per le nostre startup e scaleup per competere sul mercato globale.

Fondo Nazionale Innovazione – con l’intento di rafforzare e rendere organico l’intervento pubblico di sostegno del settore del Venture Capital abbiamo previsto che il Ministro dello Sviluppo Economico possa autorizzare la cessione di Invitalia Ventures a Cassa Depositi e Prestiti che può esercitare la relativa opzione.  Questa misura, sinergica rispetto al nuovo piano industriale di CDP, condurrà alla creazione del più grande fondo di Venture Capital pubblico mai creato in Italia per il sostegno e lo sviluppo delle startup e scale-up italiane.

Fondo di sostegno per il Venture Capital – abbiamo creato in seno al Ministero dello Sviluppo Economico un fondo per il sostegno del Venture Capital con dotazione di 90 milioni di euro nei primi 3 anni e previsto espressamente che anche soggetti pubblici possano investire in fondi di Venture Capital direttamente o indirettamente attraverso fondi di fondi.

Piani Individuali di risparmio e Venture Capital – abbiamo previsto la possibilità che nell’ambito dei Piani individuali di risparmio si possa investire in fondi di Venture Capital prevedendo una soglia minima del 5% degli investimenti qualificati.

Investimenti delle società partecipate dallo Stato in fondi di Venture Capital –non meno del 15% delle entrate dello Stato derivanti dagli utili o dividendi delle società partecipate dovranno essere destinati ad investimenti in fondi di Venture Capital.

Qualificazione normativa della figura del “Business Angel”  –abbiamo introdotto la figura del Business Angel qualificato come soggetto che in maniera diretta o indiretta abbia investito almeno 40 mila euro nell’ultimo triennio.  Un riconoscimento che da anni si attendeva.

Incentivi agli investimenti in startup innovative  – abbiamo reso più attrattivo investire in startup innovative innalzando le soglie delle detrazioni fiscali previste dal decreto 179/2012 dal 30% al 40% per gli investimenti semplici e dal 30% al 50% nel caso di acquisizione dell’intero capitale sociale di una startup innovativa. Abbiamo inoltre allargato le agevolazioni previste dal DL 98/2011 rendendo più conveniente l’investimento di Fondi di Venture Capital in startup innovative.

TECNOLOGIE EMERGENTI

In linea con le politiche messe in campo nei primi mesi di governo abbiamo dedicato misure ad hoc per lo sviluppo e sperimentazione in materia di tecnologie emergenti per rendere il nostro Paese leader nel settore.

Fondo Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things – abbiamo istituito un fondo da 45 milioni in tre anni per la sperimentazione delle tecnologie emergenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Manager dell’Innovazione  – abbiamo previsto un voucher fino a 40 mila euro per le PMI che vogliano avvalersi della consulenza di manager dell’innovazione per trasformare e migliorare il proprio business.

Progetto europeo sulla microelettronica  – abbiamo stanziato oltre 200 milioni di euro per garantire l’adesione dell’Italia ad un progetto europeo per lo sviluppo della microelettronica che vedrà coinvolte importanti realtà industriali operanti in Italia.

Cloud computing  – abbiamo previsto espressamente che possano rientrare tra le spese agevolabili nell’ambito di Industria 4.0. anche i costi sostenuti per l’accesso a soluzioni in cloud.  

INDUSTRIA 4.0. E ALTRE MISURE

Infine, la nostra azione è stata rivolta a rimodulare gli interventi del piano industria 4.0. verso le PMI che rappresentano la spina dorsale del nostro tessuto produttivo e che fino ad oggi hanno goduto solo in minima parte dei vantaggi derivanti dalla rivoluzione digitale. Altri interventi hanno riguardato settori specifici: dalla ricerca sull’energia pulita alla trasformazione del settore radiotelevisivo.

Industria 4.0  – abbiamo prorogato il credito di imposta modulando la misura sulle piccole e medie imprese.

Formazione 4.0. – abbiamo prorogato il credito di imposta modulando la misura sulle piccole e medie imprese che fino ad ora avevano solo in minima parte avuto accesso a questi fondi.

Rai digitale  – abbiamo stanziato 80 milioni in due anni in favore della RAI per attuare i programmi di innovazione tecnologica e digitale previsti nel nuovo contratto di servizio.

Tecnopolo del Mediterraneo – abbiamo stanziato 9 milioni di euro per la creazione del Tecnopolo che sarà un centro di eccellenza nella ricerca e sperimentazione sulle tecnologie pulite con sede a Taranto.

TV 4.0: Liberazione banda 700, 5G, radio digitale, più incentivi per decoder e smart TV – mettendo a frutto la discussione avviata con tutti gli stakeholder nell’ambito del tavolo TV 4.0. istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico abbiamo rivisto il piano di refarming della banda 700, fondamentale per lo sviluppo del 5G, prevedendo: 1) un risparmio di costi per i cittadini che non dovranno cambiare le antenne per la ricezione dei canali RAI regionali; 2) un riassetto complessivo del sistema delle frequenze TV che tutela le TV locali rendendo al contempo disponibili più frequenze per gli operatori nazionali (storici e nuovi entranti) che saranno messe a gara a novembre 2019; 3) la destinazione di frequenze dedicate per lo sviluppo della radio digitale; 4) più risorse per i cittadini per l’acquisto di decoder e smart TV a partire dal 2019.  

Tante le misure messe in campo per rendere il nostro Paese attrattivo e competitivo sul fronte dell’innovazione.  Il nostro dovere e la nostra priorità sarà impegnare da subito le risorse destinate per far ripartire l’Italia nel segno dell’innovazione e del digitale! Il 2019 sarà l’anno del cambiamento!

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2019/01/una-manovra-per-linnovazione.html

85 milioni di euro di privilegi della casta tagliati per i terremotati

Di Luigi Di Maio

Oggi, la commissione Bilancio a Montecitorio ha approvato un emendamento fortemente voluto dal MoVimento 5 Stelle che destina al Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate del Centro Italia gli 85 milioni di euro di risparmi derivanti dai tagli anti-casta alla Camera dei deputati.

Un risultato ottenuto riducendo le spese delle segreterie, tagliando assurde indennità di carica, auto e alloggi di servizio, spese telefoniche e altre assurdi privilegi che nessuno prima di noi ha mai avuto il coraggio di toccare. Dopo il taglio dei vitalizi, un’altra splendida notizia!

Molto presto questa somma sarà trasferita al commissario per la ricostruzione e si aggiungerà alle somme già stanziate. Una conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che sprechi e privilegi per anni hanno tolto soldi e risorse che potevano essere destinati a chi ne aveva davvero bisogno, anziché foraggiare i soliti ingordi! Questa è giustizia sociale e continueremo ad applicarla ovunque sarà possibile!

Sono orgoglioso di far parte di questa squadra e anche tu, che ci sostieni ogni giorno, devi esserlo! Forza!

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2018/11/85-milioni-di-euro-di-privilegi-della-casta-tagliati-per-i-terremotati.html

Con il #DecretoDignità il popolo italiano è tornato sovrano

estratto dell’intervento di Luigi Di Maio in Aula alla Camera durante la discussione generale del Decreto Dignità

Vorrei innanzitutto esprimere grande soddisazione per il risultato che abbiamo raggiunto oggi. Il provvedimento che giunge in Aula oggi, così come è stato descritto poco fa dai relatori, è frutto di un lavoro condiviso del governo e delle commissioni parlamentari. Quello che arriva qui oggi è un Decreto Dignità 2.0, migliorato rispetto a quello approvato dal Consiglio dei Ministri qualche settimana fa. Questo provvedimento è nato sotto forma di Decreto Legge perchè ad avviso di questo governo erano e sono urgenti le necessità e i bisogni dei cittadini che va a soddisfare.

Urgente è la necessità di porre un freno al precariato dilagante. Negli ultimi anni i governi che si sono succeduti sono andati in una direzione completamente opposta, agitando il mito della flessibilità e lo spauracchio della rigidità. L’unico risultato che è stato raggiunto è stato quello dell’azzeramento dei diritti dei lavoratori e dei loro portafogli. Noi siamo convinti che tanti dei drammi che stanno vivendo gli italiani al di fuori di questo palazzo siano strettamente collegati alle diffuse condizioni di precarietà in cui vivono ormai milioni di persone. Il calo delle nascite, il calo dei consumi, l’aumento allarmante dell’uso degli antidepressivi.

Come si può metter su famiglia e mettere al mondo un figlio quando il tuo orizzonte lavorativo è di 12 mesi? Come si può accendere un mutuo per una casa quando non sai se il prossimo mese il tuo contratto sarà rinnovato? Come si può in definitiva vivere sereni sapendo che puoi essere licenziato da un giorno all’altro, anche ingiustamente e con indennizzi pressoché ridicoli? Queste sono le domande che tante persone che ho incontrato in questi anni di attività istituzionali mi hanno posto e a cui finalmente diamo una prima risposta con le misure che da oggi discuterete in quest’aula. Il Parlamento dovrà dire se è giusto che ci debba essere un limite all’abuso della reiterazione dei contratti a termine, così come suggerisce anche la direttiva europea 99/70 che condanna questa pratica. Sarà il Parlamento a decidere se è giusto o meno incentivare il contratto a tempo indeterminato rispetto a quello determinato o in somministrazione. Il Parlamento dovrà stabilire se i lavoratori illecitamente licenziati abbiano diritto a un cospicuo indennizzo o meno.

Eliminare i diritti di chi lavora, secondo certe teorie oggi in voga e a cui tanti si sono appassionati anche qui nel nostro Paese, sarebbe la panacea di tutti i mali per il trionfo della concorrenza, della ricchezza e del libero mercato. I fatti hanno dimostrato chiaramente che non è così. Questo governo fa un’inversione a U su questo campo. Da oggi i diritti di chi lavora non si toccano più. Saranno anzi protetti e aumenteranno perché siamo convinti che solo in questo modo si sentiranno persone libere e potranno dare il meglio per il bene della comunità.

Quando parlo dei diritti di chi lavora non intendo solo i dipendenti, mi riferisco in generale a chi si spacca la schiena ogni giorno per portare a casa il pane. All’interno di questa definizione considero anche tutti gli imprenditori italiani, in particolare quell’oltre 90% di piccoli e piccolissimi imprenditori che spesso sono tutelati ancora meno dei loro dipendenti e che lo Stato ha troppo spesso trattato come cittadini di serie B.

È chiaro che la domanda interna per i loro prodotti aumenterà nel momento in cui i loro dipendenti potranno avere la serenità per fare acquisti. Quindi eliminare il precariato, piuttosto che i diritti, a dispetto di ciò che gli è stato raccontato in questi anni, gioverà anche a loro. Ovviamente non è questa l’unica misura prevista per loro nel Decreto Dignità. La ricchezza più grande che abbiamo come impresa italiana è il nostro “know how“, la capacità di saper fare certe cose come nessun altro al mondo.

È chiaro che quando si lascia campo libero alle multinazionali di poter venire nel nostro Paese, di poter comprare le aziende per un tozzo di pane e di poter delocalizzare depredando proprio questo tesoro di conoscenze e competenze, non si sta facendo un buon servizio agli imprenditori italiani. Quindi anche a questa pratica selvaggia abbiamo dato una stretta sancendo il fatto che chi viene aiutato dallo Stato con soldi pubblici non può delocalizzare, o meglio può farlo ma restituendo quanto ha ricevuto con gli interessi se va in un altro Paese della UE e pagando anche delle sanzioni se delocalizza in altri Stati. La stretta alle delocalizzazioni selvagge è una protezione per gli imprenditori onesti e una dura sanzione per i “prenditori“.

Tuteliamo i diritti degli imprenditori anche quando eliminiamo la burocrazia inutile e cervellotica che sono costretti a subire. Il principio è semplice: gli imprenditori hanno il diritto di fare impresa. Lasciamoli in pace e facciamoglielo fare con il massimo comfort possibile. E allora via lo spesometro e via il redditometro, almeno per iniziare. E via anche lo split payment per le partite IVA. Basta compilare scartoffie e dover sempre dimostrare di essere onesti. Per me sono onesti fino a prova contraria. Anche questo significa restituire dignità alle persone. In quest’Aula dovrete decidere se sancire questi principi sacrosanti o se è meglio lasciare tutto com’è.

In ultimo, anche se non certo come importanza, abbiamo deciso di intervenire con fermezza per tamponare una piaga che sta infettando milioni di italiani: la piaga dell’azzardopatia. Ci sono ormai troppe famiglie che sono state distrutte a causa del gioco d’azzardo. Tra slot online, slot sotto casa, la truffa semantica del gratta e vinci i miliardi che vanno nelle casse di queste società anziché nelle tasche di commercianti e artigiani sono diventati davvero troppi. Secondo una ricerca della Caritas di Roma i primi contatti con il gioco d’azzardo (soprattutto tra gli adolescenti) arrivano per l’80% dalla pubblicità in tv e per il 60% da quella su Internet.

È chiaro che se un ragazzino vede il suo idolo calcistico che incentiva quel comportamento penserà che è una cosa bella e lo imiterà. Questo non deve più succedere. Qualsiasi forma di pubblicità al gioco d’azzardo in Italia è morta e sepolta, esattamente come è stato fatto per le sigarette. Questa norma, oltre alla dignità, decreta anche civiltà. Potremo dirci orgogliosi di essere il primo Paese europeo a fare questa scelta di campo pionieristica. E mi batterò personalmente in sede di Unione Europea per estendere questo impianto di legge anche agli altri Paesi europei.

Le lobby del gioco d’azzardo che possono contare su fondi immensi si sono opposte, hanno fatto di tutto per evitare che arrivassimo fino a qui, ma non ci sono riusciti. In passato quando si toccavano questi temi, improvvisamente succedeva qualcosa nelle commissioni che inceppava e bloccava tutto e poi si rimandava all’infinito, cioè non si faceva mai. Non c’è stato nessuno spiraglio per gli interessi delle lobby, ma solo porte aperte per gli interessi dei cittadini. Questo è sintomo di forza e di compattezza e per questo ringrazio tutti i parlamentari della maggioranza per aver tenuto duro e mantenuto fede a quanto previsto dal contratto di governo.

Possiamo pensarla diversamente su tutto quello che c’è scritto in questo decreto, ma qui dentro non c’è nessun interesse di partito, non ci sono commi nascosti che celano qualche vergogna, non ci sono favori a nessun prenditore o a nessun banchiere, a nessun amico, a nessun parente. Questo decreto non è nato dalle pressioni del FMI, della BCE, della Commissione Europea o di qualche Paese o ente straniero. Questo decreto non ha grandi sponsor tra i media nazionali o internazionali, è anzi stato terribilmente osteggiato anche con la diffusione di informazioni false o non verificate. Questo decreto nasce solo ed esclusivamente per realizzare quanto promesso in campagna elettorale e quindi ciò di cui secondo noi hanno bisogno gli italiani. Né più né meno. E questa è Politica con la P maiuscola, quella che da troppo tempo, secondo noi, non si faceva più perchè anzichè gli interessi dei comuni cittadini, si dovevano sempre fare quelli di qualcun altro che era considerato, da chi stava qui al nostro posto, più importante del popolo italiano. Questa prassi è finita.

Quando questo decreto sarà definitivamente approvato potremo dire che è il popolo che rinizia a esercitare la sua sovranità, come stabilisce la Costituzione. Sovranità è una bella parola! Oggi posiamo la prima pietra di una nuova Italia che mette al centro il cittadino e i suoi diritti. E questo è solo l’inizio. Grazie a tutti!

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/07/con_il_decretodignita_il_popolo_italiano_e_tornato_sovrano.html

Il Decreto Dignità 2.0

di Luigi Di Maio

Ieri le commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera dei Deputati hanno approvato il Decreto Dignità che lunedì arriverà in Aula. La versione che sarà discussa dall’Assemblea è, grazie al lavoro dei parlamentari, addirittura migliore di quella approvata dal Consiglio dei Ministri. Un Decreto Dignità 2.0.

Voglio quindi ringraziare tutti per il lavoro svolto. Il presidente della commissione Lavoro Andrea Giaccone, la presidente della commissione Finanze Carla Ruocco, i relatori Davide Tripiedi e Giulio Centemero, i sottosegretari del Ministero dello Sviluppo Economico Davide Crippa, Michele Geraci, Dario Galli e Andrea Cioffi, i sottosegretari del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Claudio Durigon e Claudio Cominardi, i parlamentari di maggioranza e di opposizione, i rispettivi capigruppo, tutti gli staff e il personale della camera.

Adesso ci aspetta una settimana intensa di lavoro alla Camera e poi al Senato. I diritti dei cittadini tornano al primo posto.

Fonte:https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/07/il_decreto_dignita_20.html

#DecretoDignità: le persone tornano a essere persone

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/07/decretodignita_le_persone_tornano_a_essere_persone.html

SCARICA QUI LE SLIDE DEL DECRETO DIGNITA’

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

Ieri sera in Consiglio dei Ministri è stato approvato il primo provvedimento economico di questo governo che si chiama decreto dignità. Io ve l’avevo promesso, avevamo promesso di fare una guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo, alle delocalizzazioni, l’abbiamo detto e l’abbiamo fatto. Oggi alle 14 con una conferenza stampa che andrà in diretta sulla mia pagina Facebook presenterò tutti i dettagli del Decreto.

Non voglio fare proclami, enfatizzare troppo, perché c’è ancora tanto da fare su questi temi, però grazie al nostro decreto si disattiva il redditometro. Lo spesometro prevede adesso un solo adempimento all’anno, a fine anno e basta, invece di quelle comunicazioni trimestrali, semestrali e lo split payment non esiste più per i professionisti che significa dargli un po’ di liquidità in cassa per affrontare le spese.

Per quanto riguarda la lotta al precariato è la “waterloo” del precariato. È finita l’epoca del precariato senza alcun tipo di ragione. Abbiamo limitato la possibilità di abusare dei contratti a tempo determinato e abbiamo aumentato le penali quando ci sono gli ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo indeterminato. Significa un po’ più di serenità. Poi dovremo abbassare il costo del lavoro, lo faremo a fine anno nella Legge di Bilancio. Dovremo intervenire su tante cose per le imprese per aumentare ancora di più la stabilità, però questo è un primo passo per dire che non possiamo rinnovare i contratti a tempo determinato all’infinito ai giovani, ai meno giovani senza dargli un po’ di serenità.

Le delocalizzazioni: per quanti anni, nei comizi pubblici vi ho detto che serviva una Legge per dire che chi veniva in Italia e prendeva soldi pubblici non se ne poteva andare all’estero quando voleva. Ve l’ho detto per anni, l’abbiamo fatto. C’è una Legge oggi dello stato nel decreto dignità che dice che non solo chi delocalizza ci deve ridare i soldi con gli interessi; due quattro volte pari a due quattro volte quello che hanno preso, ma in più se prendono soldi e poi cominciano a delocalizzare in parte nei paesi dell’Unione Europea, cominciano a licenziare dipendenti e allora gli chiediamo i soldi indietro con gli interessi. E l’ultimo, questo è una cosa che seguivo anche prima di diventare parlamentare oltre cinque anni fa. Il tema del gioco d’azzardo. Abbiamo vietato la pubblicità per il gioco d’azzardo. C’è chi è preoccupato per i contratti in essere, gli abbiamo dato un po’ di tempo per risolverli, ma dopo di che dal giorno in cui entra in vigore il decreto, che adesso dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica; la pubblicità sul gioco d’azzardo in Italia è vietata. Diventiamo uno dei paesi avveniristici in Europa, credo siamo il primo paese in Europa che vieta totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo.

Io non posso descrivervi l’emozione per quello che abbiamo fatto in Consiglio dei Ministri. Certo, c’è tanto da fare, tanto. Non voglio assolutamente illudere nessuno, però cominciamo a ristabilire un po’ di dignità, un po’ di civiltà per questo Paese e rimettiamo al centro le persone, con le loro debolezze con i loro problemi e cominciamo ad aiutarle senza più farle cadere in tentazione, senza più farle sfruttare.

Ieri è stata una giornata importante, perché oltre al decreto dignità abbiamo anche concluso l’accordo di “Italia online”. Li avevo incontrati a Torino, erano disperati lavoratori di “Italia online”, perché l’azienda stava mettendo fuori oltre 300 persone. Si è trovato un accordo grazie al dottor De Camillis, Giorgio Sorial che hanno seguito questa vicenda al tavolo tutta la giornata e sono andato a salutarli quando hanno chiuso l’accordo e gli ho detto che faremo controlli su tutto l’accordo che hanno sottoscritto, perché lo stato deve garantire questi accordi.

E poi è stata anche una giornata in cui abbiamo fatto il tavolo sui riders e abbiamo avviato i lavori per il contratto collettivo nazionale dei riders, il primo in Europa. Metteremo al centro le tutele di quei ragazzi e stabiliremo che chi fa il rider deve avere delle tutele, altrimenti è illegale la sua assunzione.

E infine ieri sempre in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato un decreto che riguarda la terra dei fuochi, abbiamo approvato un decreto che fornisce le imbarcazioni alla guardia costiera libica per aiutare per i salvataggi in mare in Libia i migranti e nel decreto dignità abbiamo inserito una norma che aiuta gli insegnanti delle lauree magistrali, coloro che per effetto della sentenza del Consiglio di Stato dovevano essere licenziati e invece in questo momento abbiamo prorogato di 120 giorni gli effetti in modo tale da poter trovare una soluzione per quegli insegnanti che ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l’Italia durante la campagna elettorale.

Le cose che ci dicevano che non si potevano fare si sono fatte e questo rappresenta tutto, vi spiega tutte le menzogne che ci hanno detto in tutti questi anni. Non consentite mai a nessuno di dirvi che non si può fare una cosa, perché noi siamo la dimostrazione che le cose si possono fare e che i problemi si possano risolvere. Da domani inizia un’altra era politica per il nostro Paese: senza pubblicità del gioco d’azzardo con meno precariato, meno burocrazia e senza più “prenditori” che si approfittano dei soldi degli imprenditori.

Un abbraccio a tutti, dobbiamo essere tutti orgogliosi di quello che abbiamo creato come Movimento, come progetto politico, perché stiamo iniziando a fare i fatti e ci abbiamo messo anche poco.