Bozza nuovi LEA, Lorefice: «L’autismo non può essere inserito tra le psicosi. Così solo passi indietro rispetto alle conquiste fatte»

Porta la prima firma della parlamentare del M5S Marialucia Lorefice l’interrogazione al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riguardo all’inserimento nei nuovi Lea dell’autismo tra le malattie psicotiche.
«Trent’anni di letteratura medico-scientifica -afferma la Lorefice- non sono bastati al Governo per comprendere l’ambito all’interno del quale andavano inseriti i disturbi legati all’autismo. Senza le opportune modifiche alla bozza dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza si tornerebbe indietro negli anni, a quando l’autismo veniva considerato alla stregua delle patologie psicotiche, con conseguenti passi indietro rispetto alle conquiste fatte e ai diritti ottenuti. Oggi, infatti, l’autismo viene evidentemente collocato all’interno dei disordini del neurosviluppo. Nella bozza di decreto dei nuovi Lea, invece, nonostante sia stato inserito l’autismo infantile ne è stata data una classificazione errata inserendo tale malattia tra le psicosi. In tal modo le persone autistiche avrebbero senz’altro meno diritti e meno prestazioni, sarebbero seguite fino a 18 anni e, poi, raggiunta la maggiore età trattate come le altre persone con malattie mentali».
«Nell’interrogazione -evidenzia la Capogruppo della Commissione Affari Sociali- chiediamo al Ministro della Salute quale sia la motivazione che ha determinato l’inserimento dell’autismo infantile tra le psicosi nel nuovo schema di decreto di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. Chiediamo, inoltre, ancora una volta, alla stessa Lorenzin se non intenda modificare tale classificazione conformandola all’alto parere della comunità scientifica internazionale, senza escludere l’autismo in età adulta».

Valentina Maci Odg 153453

«La riabilitazione oncologica deve far parte dei LEA» Interrogazione alla Lorenzin della Lorefice

Ragusa, 1 agosto 2016

«La riabilitazione oncologica deve far parte dei nuovi LEA»: Così la capogruppo della Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice che prosegue: «Abbiamo deciso di intervenire, in merito ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza con un’interrogazione al Ministro della Salute, visto che proprio tale servizio sanitario ne è stato escluso. Nonostante il trend relativo al numero di cittadini che necessitano di cure riabilitative sia in continua crescita, in Italia non viene data la giusta importanza all’aggiornamento della tipologia di assistenza necessaria ai malati oncologici i quali necessitano di terapie e cure continue che non possono essere a carico delle famiglie e, soprattutto, non si può attuare un servizio sanitario a macchia di leopardo che garantisce alcuni servizi in alcune zone d’Italia e in altre no. Il diritto alle cure deve essere equamente diffuso e garantito. Il Governo non può ignorare i passi avanti compiuti dalla ricerca in ambito sanitario e, quindi, anche le guarigioni dai tumori grazie proprio ai servizi riabilitativi. Il malato oncologico va seguito in tutte le fasi della malattia. Senza le attività necessarie per la presa in carico dei malati guariti o cronicizzati si allungherà l’elenco dei diritti negati. Chiediamo al Ministro -conclude la parlamentare del M5S-, se non ritenga necessario e doveroso modificare la bozza del nuovo schema di decreto di aggiornamento dei LEA affinché possa essere garantita un’adeguata assistenza a tutti i cittadini che hanno avuto una diagnosi di cancro, e se non ritenga opportuno riservare nel decreto almeno un’area specifica per le attività e i servizi compresi nella riabilitazione oncologica».

Valentina Maci Odg 153453

Emodanneggiati, Marialucia Lorefice: «No alla discriminazione tra gli eredi»

Ragusa, 20 luglio 2016

«Abbiamo presentato un’interpellanza al Ministro alla Salute, discussa ieri in Aula, relativamente ai risarcimenti agli emodanneggiati e ai loro eredi. Ne è emerso che, ulteriori problemi -afferma Marialucia Lorefice, capogruppo Commissione Affari Sociali, prima firmataria dell’interpellanza alla quale ha risposto il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo- continuano a gravare sulla già difficile situazione di chi è stato vittima di trasfusioni sbagliate, o di vaccinazioni, ed ha contratto, suo malgrado, delle malattie che lo hanno provato per tutta la vita, financo a provocarne in molti casi il decesso. Quello che lo Stato dovrebbe fare è risarcire ma, ancora una volta, il Governo utilizza artatamente cavilli per discriminare. Lo sta facendo, per esempio, con gli eredi, prevedendo la cosiddetta equa riparazione per gli eredi iure hereditatis ed escludendo quelli iure proprio. Una vera e propria discriminazione».

«L’unico spiraglio positivo -sottolinea la Lorefice- in quello che il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, ha affermato è che: “Non si ravviserebbero motivi ostativi ad iniziative legislative volte a riconoscere espressamente il beneficio dell’equa riparazione di cui all’art. 27-bis del decreto legge n.90, del 2014 convertito in legge, n.114, dell’11 agosto 2014, anche agli eredi dei danneggiati deceduti che hanno agito per il solo riconoscimento del danno iure proprio e hanno presentato domanda di adesione alla transazione, purché tale iniziativa non si estenda anche alle procedure transattive”».

«Pertanto -prosegue la deputata del M5S Lorefice-, noi faremo il possibile affinché gli eredi iure proprio abbiano, al pari di quelli iure hereditatis, il giusto e doveroso riconoscimento di ciò che gli spetta. Lo faremo con degli specifici emendamenti. In merito abbiamo, inoltre, già depositato anche una proposta di legge. Auspichiamo che la data ultima per il riconoscimento dell’equa riparazione, del dicembre 2017 venga rispettata. Continueremo a chiedere il rispetto dei diritti dei cittadini».

È possibile rivedere e riascoltare la discussione in Aula dell’interpellanza del M5S al Ministro alla Salute relativa ai risarcimenti agli emodanneggiati cliccando su: https://www.youtube.com/watch?v=OB3lUGhfeJo

 

Valentina Maci Odg 153453

Medici e sblocco del turnover

Su turnover e assunzioni nel comparto medico-sanitario la situazione continua ad essere di buio pesto. Il ministero della Salute, rispondendo all’interpellanza urgente presentata oggi da Vega Colonnese e Silvia Giordano ha parlato molto, fatto distinguo e scaricato parte delle responsabilità sulle Regioni ma, alla prova dei fatti, ci dice che tutto è ancora fermo al palo.

Una situazione intollerabile: a 13 anni dall’entrata in vigore della disciplina europea sull’orario di lavoro nel comparto sanitario, l’Italia non ha assunto uno straccio di contromisura per compensare la cronica carenza di personale.

Questa totale assenza di politiche di rilancio, oltre a causare disservizi e gravi difficoltà per chi deve lavorare in questo contesto, determina a una deriva che, come abbiamo sempre affermato, questo governo sostiene e promuove: l’indebolimento del Ssn, abbandonato a se stesso, è funzionale alla sempre maggiore “migrazione” della sanità verso il privato.

E’ passato ormai un anno da quando la nostra mozione sullo sblocco del turn over è stata approvata, anche della maggioranza, ma non è stata messa in campo alcuna azione.
Mentre il personale medico supera ormai i 50 anni di età media, continua però il ricorso indiscriminato ai contratti atipici, determinati e alle agenzie interinali. Se il governo non avesse bocciato in Stabilità la nostra proposta di Piano assunzionale di 3 mila medici e infermieri, a quest’ora non pochi problemi sarebbero già stati risolti.

Il comma 543 della Legge di stabilità aveva fissato al 29 febbraio 2016 il termine entro il quale si sarebbe dovuto procedere a determinare le tempistiche per i concorsi per le nuove assunzioni. Sempre entro quella data, le Regioni avrebbero dovuto definire il piano concernente il fabbisogno di personale. Niente di tutto questo è stato fatto o completato.
Tra l’altro, rispetto al fabbisogno, alcune Regioni hanno fatto richiesta di lavoro flessibile, la qual cosa non è certo una risposta adeguata rispetto alle migliaia di nuove assunzioni di cui invece avrebbe bisogno il comparto sanitario.

Infine, il tentativo di smarcamento del governo rispetto alle Regioni commissariate è assolutamente inaccettabile: non è possibile scaricare tutte le responsabilità rispetto al blocco del turnover sugli enti locali quando questi sono stati sottoposti a vincoli e controlli proprio dallo Stato Centrale.

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/affarisociali/2016/07/personale-medico-sanitario-su-assunzioni-e-turnover-e-stallo-totale.html

Nuovi LEA e Nomenclatore protesico, Lorefice: «Lorenzin e Padoan diano delle risposte concrete. Non bastano più proclami e bozze»

 «È dal 2001 che i cittadini aspettano i nuovi LEA e ancora il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, tenta di sviare la realtà. Il M5S -con un’interrogazione a prima firma della deputata Marialucia Lorefice- ha chiesto ai Ministri Padoan e Lorenzin di rispondere in maniera chiara e specifica su nuovi Lea e nomenclatore protesico -lo evidenzia la parlamentare, membro della Commissione Affari Sociali, alla luce delle ultime dichiarazioni del Ministro della Salute Lorenzin-. Le dichiarazioni per nulla chiare che si sono susseguite, i botta e risposta, non permettono di comprendere quale sia realmente il problema relativo alla messa in atto dei nuovi Lea e del nomenclatore protesico. Le dichiarazioni, in risposta alla Lorenzin, del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, riguardo ai Lea ed al nomenclatore protesico, evidenziano anche -continua la Lorefice- che al vaglio degli assessori delle Regioni ci sia l’ennesima bozza. Continua il gioco di rimbalzi. Governo, dicasteri e Regioni continuano a portare avanti un linguaggio politically correct che non lascia neanche trapelare quali possano essere i tempi necessari per rendere tutto questo concreto. La nostra interrogazione –aggiunge la parlamentare- mira a fare chiarezza tra tutte le notizie emerse. Di certo i ministeri coinvolti dovranno rendere note tempistiche e ragioni del rallentamento dell’iter. Oltre alla bozza, che il Ministro Lorenzin ha reso nota tramite i media, noi aspettiamo ancora la firma del decreto. Sedici anni di bozze non hanno ancora portato a nulla di concreto. Solo la firma del decreto sarà una certezza».

 

Valentina Maci Odg 153453