Marialucia Lorefice: “Il Sistema Sanitario Nazionale naufraga nelle mani del Governo. Bocciata la nostra proposta di miglioramento dell’intero Sistema. La Sanità pubblica sempre più verso la privatizzazione”

 

«Il SSN è alla deriva e il Governo, da ‘buon Caronte’, lo accompagna al naufragio. Una morte lenta e sofferta, dove a soffrire sono in primis i cittadini. È evidente come sia in atto lo smantellamento della sanità pubblica a favore di quella integrativa e privata. Il Parlamento, facendo il gioco del Governo -sottolinea Marialucia Lorefice, parlamentare iblea-, ha bocciato martedì la nostra mozione con la quale chiedevamo un impegno in termini di interventi incisivi, a 360 gradi, relativamente a tutto il sistema sanitario.

L’ultimo DEF 2016 parla chiaro, nel 2019 il rapporto tra spesa sanitaria e PIL decrescerà tanto da arrivare al 6,5%. Significa che si sfioreranno i 10 miliardi in meno a disposizione della sanità pubblica. Tradotto vuol dire -aggiunge la Capogruppo M5S XII Commissione Affari Sociali- che il taglio alla spesa sanitaria nazionale raggiungerà livelli inaccettabili e di gran lunga al di sotto della media dei Paesi OCSE.

Per approvare la nostra mozione il Governo avrebbe voluto ‘manometterla’ nei suoi punti chiave, come quello relativo ai fondi dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza che non hanno ancora una sicurezza economica che possa supportarli e sui quali il Governo certezze non vuole proprio darne. Ovviamente abbiamo rigettato tali richieste, così come tante altre simili.

La Conferenza Stato- Regioni aveva dato, se possibile, una mazzata ancor più pesante alla già drammatica situazione sanitaria con un taglio di 2 miliardi e 352 milioni di euro a decorrere dal 2015. Con la legge di stabilità si è deciso per 111 miliardi di finanziamento per il 2016 comprensivi di 800 milioni per i nuovi LEA, non ancora introdotti. Si sommino a questi le somme che le Regioni devono quale ‘contributo dovuto’ alla finanza pubblica.

Meno fondi per la spesa sanitaria, meno prevenzione, meno possibilità di accesso alle cure, liste d’attesa infinite, ticket maggiorati. Risultato: Meno salute. Alla prevenzione, infatti, è destinato solo il 4,1 % dell’intera spesa sanitaria. Sanità ‘pubblica’ in mano ai privati e alla cosiddetta ‘sanità integrativa’ che, di fatto, ha sostituito, e non integrato, quella nazionale che non ce la fa a garantire prestazioni e servizi in termini compatibili con lo stato di salute dei pazienti, specie se in emergenza.

L’ombra della corruzione in sanità si aggira intorno al 41% al Sud compresa la sperequazione regionale. Il blocco del turnover con potenziamento del lavoro flessibile e precario ha notevolmente alzato l’età media di medici e personale sanitario costretti a turni ed extra massacranti. Tutte scelte che hanno depotenziato la qualità dei servizi della sanità pubblica e limitato le offerte di cura e assistenza, che già risente delle carenze strutturali e tecnologiche che spesso non riescono ad essere nel pubblico allo stesso livello del privato. Proprio sul turnover e sulla mobilità interregionale, con una nostra mozione, il Governo si era impegnato a provvedere a procedure d’urgenza. Impegno disatteso, nonostante le numerose interrogazioni in merito.

Il decreto Balduzzi con il suo efficientamento della rete emergenza-urgenza, e l’opinabile implementazione dell’assistenza territoriale, non sortisce i risultati sperati dato che non ha tenuto e non tiene conto delle necessità territoriali e neppure dell’impatto dei pensionamenti non seguiti da sostituzioni. Meno medici, Meno servizi, meno prestazioni.

Noi non accettiamo ‘compromessi’ alla nostra mozione ancor più se questo significherebbe assecondare la volontà di un Governo che vuole la privatizzazione del SSN, da sempre esempio ed eccellenza della nostra nazione».

Valentina Maci Odg 153453

Sanità iblea, Lorefice: «Non va affatto bene. Invito il Manager a fare una passeggiata nelle corsie ospedaliere»

                             Foto dell’ultimo incontro con i vertici dell’Asp 7 presso nosocomio Modica

 

«La sanità iblea non va affatto bene e questo è un dato di fatto. Purtroppo. A parte il piano di riordino, ancora in panne -afferma la parlamentare Marialucia Lorefice, capogruppo M5S Commissione Affari Sociali-, è proprio in generale che non va. Ed è strano visto che era stata per molti anni un’eccellenza. Per non scendere nei dettagli dell’ospedale nuovo di Ragusa ancora in fasce. Ogni reparto risulta avere problemi non indifferenti negli iblei, di quali reparti parlo? Pressoché di tutti. Poi ci sono i medici che risultano essere sempre più pressati con personale anche infermieristico ridotto all’osso e turni, in alcuni casi, infiniti. E sappiamo bene -evidenzia- questo cosa voglia dire.

Ci sono, poi, le liste d’attesa delle quali ormai non si parla neanche perché i cittadini danno per scontato, o quasi, che in ospedale non si possa andare se si ha un’urgenza. A Ragusa addirittura alcuni reparti ‘aprono’ solo la mattina, come fossero uffici amministrativi, come se la gente il pomeriggio non s’ammalasse. Conosciamo bene la legge Balduzzi -sottolinea la parlamentare- ed i tagli che ha imposto ma non riteniamo che tante delle scelte fatte siano da addebitare solo ed esclusivamente ad essa.

Mentre l’afflusso di migranti continua cosa fa l’Asp 7? Pianifica di spostare a Modica il reparto di malattie infettive di Ragusa, un’eccellenza che si trovava al posto giusto al momento giusto. Insomma, ognuno a casa propria può fare e decidere per sé ma nella Sanità non si può, è pubblica! Proprio il piano di riordino serve a risistemare ciò che non va cercando di far convergere necessità e tagli, non si toglie quello che va per risistemare il tutto a piacimento.

Solo qualche mese fa -dice la Lorefice-, immagino di non ricordarlo solo io, con altri colleghi parlamentari del M5S e non ci siamo riuniti attorno ad un tavolo dell’ospedale di Modica con il dott. Aricò, manager dell’Asp 7. Mi era sembrato un momento di concertazione, uno di quelli in cui la politica mette avanti le istanze e le necessità dei cittadini e l’Asp7 quantomeno ha una visione più ampia. Adesso probabilmente, se il dott. Aricò accetterà l’invito, si ventila un altro tavolo di concertazione. Personalmente non amo le passerelle, e se dovesse trattarsi solo di questo invito il dott. Aricò a non volermene se non andrò. Nel caso in cui, invece, cambiasse idea e fosse davvero disposto a guardare in faccia la realtà ragusana e a non far passare scelte volute da chissà chi per legge Balduzzi gli sarei grata perché finalmente avremmo un manager vicino alla gente, che ne ha abbastanza di politica e istituzioni sorde. I cittadini hanno bisogno di risposte, di fatti.

Porgo un altro invito al dott. Aricò -conclude Marialucia Lorefice-: perché non fa una passeggiata nei reparti di tanto in tanto per toccare con mano quanta passione mettono i nostri medici e tutti quanti vi lavorano anche nel rendere più leggere le difficoltà agli occhi dei pazienti. Veda come cercano di smorzare gli animi nei reparti dove ancora c’è solo l’acqua fredda. È vero può capitare ma, mi consentano i vertici dell’Asp 7, non dovrebbe e non per così lungo tempo».

 

Valentina Maci Odg 153453