Augusta, il progetto ‘Pellicano’ per risollevare il commercio

Il progetto “Pellicano” è pensato per tutti gli esercizi commerciali di generi alimentari (compresi panifici ed enti o associazioni del terzo settore). Per questa azione è prevista l’organizzazione e realizzazione, sul territorio comunale, di attività di recupero e donazione delle eccedenze alimentari per fini di solidarietà sociale. Le eccedenze saranno da destinare, in via prioritaria, all’utilizzo umano.

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Legge di Bilancio, «15 giorni di congedo parentale, incremento fondo per voucher baby-sitting o servizi per l’infanzia, “premio alla nascita” per le famiglie a basso reddito, con possibilità di raddoppio»: Ecco gli emendamenti a prima firma Lorefice e Di Vita

Tre emendamenti proposti in Legge di Bilancio a prima firma Marialucia Lorefice e Giulia Di Vita, XII Commissione Affari Sociali, hanno il fine di dare concreto sostegno ad alcune delle necessità di primaria importanza nelle famiglie, particolarmente pressate dalla crisi economica, nel momento più bello ma anche più complesso della loro vita privata e sociale: diventare genitori.

«La Legge di Stabilità del 2016 -spiega la Lorefice, Capogruppo XII Commissione Affari Sociali- aveva previsto 2 giorni di congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente. L’art. 48 della legge di bilancio 2017 ne prevede una proroga. Con un emendamento a mia prima firma chiediamo di portarlo a 15 giorni. Crediamo sia di fondamentale importanza riconoscere al padre tale diritto, garantirgli la partecipazione attiva a uno dei momenti più belli e significativi della vita di ognuno. L’Italia rimane, al momento, indietro rispetto ad altri Paesi europei.

Con emendamento all’articolo 49, che prevede la proroga per gli anni 2017 e 2018 del beneficio relativo ai voucher baby-sitting o servizi per l’infanzia, entro il limite di 40 milioni di euro, si chiede di raddoppiare tale fondo, portandolo a 80 milioni e che tale beneficio venga riconosciuto tenendo conto del valore dell’indicatore ISEE.

È più che mai necessario assicurare tale sostegno alle famiglie in difficoltà economiche, per questo chiediamo di tenere conto dell’indicatore Isee e di aumentare le risorse, che altrimenti rischiano di rivelarsi insufficienti, aumentando la probabilità che non tutti gli aventi diritto riescano ad accedervi».

L’emendamento a prima firma della deputata Giulia Di Vita, anch’esso relativo all’articolo 48, intende intervenire relativamente all’introduzione del cosiddetto “premio alla nascita” ossia l’erogazione, senza soglie di reddito, di un premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore. «A nostro parere -conclude la Di Vita- la soglia di reddito fa molta differenza nel definire le reali condizioni e i bisogni dei genitori. Per questo chiediamo che tale premio sia riconosciuto ai genitori il cui valore ISEE non superi i 25 mila euro. Inoltre, nel caso in cui l’ISEE è inferiore ai 7 mila euro, il premio dovrebbe essere raddoppiato».

 

 

Valentina Maci Odg 153453

IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI E GLI EFFETTI SUL SISTEMA DELLE PMI AL CENTRO DI UN CONVEGNO TENUTOSI A RAGUSA PROMOSSO DALLA CNA COSTRUZIONI

Il 19 aprile di quest’anno, con il decreto legislativo numero 50 del 18 aprile, è entrato in vigore il nuovo Codice degli appalti e concessioni che ha collocato in pensione il precedente decreto legislativo 163/2006 e le continue e successive modifiche approvate negli anni. Con l’entrata in vigore del nuovo Codice le novità risultano essere parecchie sia per le stazioni appaltanti che per chi concorre. A partire dai requisiti di partecipazione, dai nuovi sistemi di qualificazione ai criteri di valutazione. Per non parlare del rating di impresa, delle commissioni oltre alla riduzione delle stazioni appaltanti grazie alla centralizzazione dei servizi. La questione è stata al centro, ieri mattina, di un convegno promosso dalla Cna costruzioni, tenutosi nella sede di Ragusa dell’associazione di categoria, a cui sono stati invitati a partecipare i deputati nazionali dell’area iblea e i rappresentanti delle stazioni appaltanti. La Cna era rappresentata dal presidente provinciale di Ragusa, Giuseppe Santocono, dal presidente dell’Unione Costruzioni, Bartolo Alecci, e dal responsabile provinciale della stessa Unione, Vittorio Schininà. Erano presenti la senatrice del Pd Venera Padua e il deputato nazionale M5s, Marialucia Lorefice. E’ intervenuto anche il questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, e il sindaco di Monterosso Almo, Paolo Buscema. Il decreto legislativo numero 50, è stato sottolineato, recepisce e unisce in un unico corpo tre direttive comunitarie. “Ma mentre – ha spiegato Santocono – secondo la volontà del legislatore comunitario le tre direttive avevano l’obiettivo strategico di rilanciare l’economia attraverso la leva macroeconomica degli appalti, il legislatore italiano ha deciso di perseguire un altro obiettivo, la lotta alla corruzione, al malaffare, all’illegalità, risentendo chiaramente delle inchieste della magistratura che periodicamente hanno scoperchiato tangenti, mafia, lievitazione dei costi delle gare, scarsa trasparenza, evasione, opere scadenti e altro ancora. Nella nuova legge ci sono innovazioni positive ma anche ombre e criticità. Sembrano emergere contraddizioni interpretative”. “Come sistema Cna – ha aggiunto Alecci – abbiamo chiesto sin da subito, e ottenuto, un coinvolgimento diretto sin dalla fase di elaborazione delle linee guida e dei decreti attuativi”. “E come Cna provinciale di Ragusa – ha precisato ulteriormente Schininà – abbiamo giocato un ruolo importante: tra i tanti siamo stati quelli che hanno lavorato più intensamente per meglio tutelare gli interessi di tutto quel numeroso e capillare sistema fatto da micro, piccole e medie imprese, interessate dalla riforma”. La senatrice Padua ha messo in luce che “non si può non riconoscere la bontà della norma che mette al centro la trasparenza e combatte la corruzione che sappiamo essere uno dei motori frenanti della nostra economia. Se noi riusciremo a combatterla in maniera forte e continuativa, recupereremo delle risorse che possono servire non solo per l’edilizia ma per tutto il sistema del sociale. E questo è un aspetto che vale la pena di considerare nella maniera dovuta. Ma non solo. E’ stata ridotta la farraginosità burocratica. Il numero degli articoli è stato snellito pur nella difficoltà con cui si è stati costretti a fare i conti nel mettere mano a una riforma così importante. Il percorso è lungo. Ma le norme si fanno e si monitorano. Il confronto serve per questo. Le eventuali criticità potranno essere meglio esaminate dopo un anno di osservazione. Il nuovo codice, inoltre, tutela in maniera attenta i lavoratori. E poi si guarda con attenzione alla tutela del paesaggio e dell’ambiente”. L’on. Marialucia Lorefice ha chiarito che “l’incontro è stato fondamentale per capire quali le esigenze che la Cna, e gli artigiani in generale, stanno mettendo in rilievo. Noi che siamo nelle istituzioni – ha aggiunto – ci dobbiamo fare portavoce delle loro richieste. Il loro è un grido d’aiuto perché stiamo parlando di Pmi che rappresentano il cuore e la ricchezza del nostro Paese e non possiamo non prenderle in considerazione. Accoglierò le loro richieste, farò in modo che possano arrivare nelle commissioni di merito, portando avanti anche il punto di vista del mio movimento dopo un opportuno confronto con gli esperti. A noi non piace questo nuovo Codice, non abbiamo espresso un parere favorevole. Devono ancora arrivare cinquanta decreti attuativi. Auspichiamo che le storture che ci sono possano essere risolti con l’uscita dei decreti. Non appena saranno emanati, avremo le idee più chiare su ciò che è stato fatto”.

 

 

 

Fonte:

Articolo di Giorgio Liuzzo dell’8 ottobre 2016 su http://www.ragusaoggi.it/73186-il-nuovo-codice-degli-appalti-e-gli-effetti-sul-sistema-delle-pmi-al-centro-di-un-convegno-tenutosi-ieri-a-ragusa-promosso-dalla-cna-costruzioni

 

“Canapa industriale vuol dire lavoro”

di Rachele Invernizzi
Fonte:http://www.beppegrillo.it/2016/07/passaparola_canapa_industriale_vuol_dire_lavoro_di_rachele_invernizzi.html

La proposta di legge “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, a prima firma della deputata Loredana Lupo (M5S), è stata approvata dalla Commissione Agricoltura della Camera con la quasi totale unanimità nel novembre 2015. Se il Senato la approverà senza alcuna modifica, a settembre prossimo potrebbe divenire la prima legge targata Movimento 5 Stelle nella storia della Repubblica italiana.

di Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno

Sono Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno un impianto di prima trasformazione di paglia di canapa a Cristiano, Taranto, Puglia. Sono anche vicepresidente di Federcanapa, che è la federazione nazionale produttori canapa industriale. Vi parlo di canapa in vista del passaggio al Senato della legge, della proposta della Camera, la legge sulla produzione di canapa industriale in Italia. La canapa è una specie vegetale appartenente alla famiglia delle cannabinacee ed è di coltura annuale. Fanno distinzione tra canapa sativa e canapa indica, di fatto è una sola pianta. L’ unica cosa che le differenzia è la presenza di cannabinoidi, nelle piante di canapa abbiamo il THC in alcune varietà, che è stupefacente, per cui la legge la proibisce e viene definita droga, e altri cannabinoidi molto buoni invece in quella che noi chiamiamo canapa industriale.

La canapa industriale per legge, per essere coltivata, deve stare sotto lo 0,2% di questo thc, e siamo obbligati a coltivare solo ed esclusivamente seme con certificazione che attesti il fatto che siamo sotto lo 0,2%. La coltivazione di canapa industriale negli ultimi anni in Italia è cresciuta in modo esponenziale, soltanto l’anno scorso 2015 abbiamo fatto più di 2.000 ettari, quest’anno per i conti che abbiamo finora quasi a 3.000 ettari. Le produzioni sono divise in una produzione da paglia, per poi fare fibra e canapulo che è la parte legnosa all’interno della bacchetta, e la produzione di semi che vengono poi usati per diversi utilizzi industriali.

La canapa industriale per l’Italia vuol dire lavoro, dire lavoro oggi in un momento così di crisi è molto importante. C’è e ci sarà sicuramente molto lavoro per l’agricoltura perché è di interesse nazionale la crescita, e ci sono un sacco di cose che si possono fare con la canapa. Per l’agricoltura è un prodotto che viene acquistato e viene pagato, non c’è nessun dubbio, perché oggi chi fa pomodori ha il problema di non riuscire a vendere, chi fa i meloni non li vende, chi fa le olive non le vende, mentre per la canapa c’è un mercato in crescita e anzi se possiamo dire oggi una delle particolarità è che ci manca prodotto, per cui sicuramente stimoliamo l’agricoltura a farne e a farne sempre di più. L’agricoltura è un’ po’ restia perché abituata fare grano, ma la bontà della canapa in rotazione con i cereali e anche con le orticole è una cosa molto importante. La canapa ha questo grande pregio di trasformare completamente i terreni, una volta che si semina cresce talmente velocemente che è assolutamente diserbante, per cui lascia i terreni perfettamente puliti. La sua radice a fittone fa sì che i terreni vengano ossigenati, i terreni oggi lavorati meccanicamente sono molto stressati in questo senso, ed essiccando in campo lascia molto azoto, per cui l’anno dopo le produzioni si dice addirittura che aumentino del 15-25% in più. Per cui per l’agricoltura è assolutamente una cosa geniale. E se vogliamo parlare di agroalimentare e comunque industria, sicuramente ci sono talmente tante cose e prodotti che si possono fare con la canapa che secondo me è assolutamente da stimolare la produzione di materie prime e semilavorati. La canapa si può usare in diversissimi settori a seconda della produzione. La sua fibra verrà usata in bioedilizia, in zootecnia, in agricoltura; con la parte di fibra a canapulo si possono fare bioplastiche, si può fare cellulosa per fare carta, si può fare tessitura, si possono fare un sacco di lavori interessanti. Mentre la produzione del seme, che principalmente oggi è alimentare perché ne facciamo troppo poco, è ottima per far alimentare perché fa bene alla salute, e perché è comunque organica per cui è un prodotto naturale che aiuta l’uomo stare meglio soprattutto oggi con i cibi molto inquinati dalla chimica che abbiamo.

La canapa va sicuramente verso quei prodotti biologici, anche se non sono certificati biologici, perché la canapa dall’inizio alla fine della sua produzione non ha assolutamente bisogno di chimica, anzi abbiamo visto nei casi in cui è usata magari per arricchire i terreni, alla fine rispondono molto meglio i terreni arricchiti con letame animale o dei compost organici, per cui è assolutamente interessante. Il seme dicevo è importante perché nel momento in cui ne avremo molto, si può usare anche a livello industriale: con i semi di canapa fai l’olio di canapa, si possono fare oli industriali, tecnici, si può fare biodiesel, si può fare etanolo per cui creare anche energia. Della canapa si dice che non si butta via niente, è il maiale dell’agricoltura, noi in azienda sfruttiamo completamente tutto e quando ci dicono “i materiali di scarto?”, no non ci sono materiali di scarto perché comunque anche l’ultima delle polveri viene riutilizzata per fare energia sotto forma di pellet.

Il fatto della canapa alimentare è molto importante per la salute dell’uomo, nutrirsi di semi di canapa e di olio di canapa è importante per diversi problemi di salute, l’olio di canapa regola molto bene il colesterolo, serve molto bene per la psoriasi, per l’artrosi, per fluidificare il sangue per cui per i problemi cardiovascolari, per la pelle, per i capelli, per i radicali liberi. Ha un ottimo apporto di proteine, di antiossidanti, di vitamina E, di sali minerali, e la cosa ottima è l’apporto equilibrato tra omega 3 e omega 6 che sono molto importanti per la salute dell’uomo. Che cosa manca oggi affinché l’Italia possa avere una legge di sostegno per la coltivazione? Siamo arrivati ad avere una proposta di legge approvata alla Camera, deve passare al Senato a breve, e veramente auspichiamo che il governo italiano capisca quanto è importante ritornare agli albori di un tempo per quanto riguarda la canapa. Con questo ci tengo a nome mio a ringraziare moltissimi parlamentari che ci hanno appoggiato e supportato per redigere questa legge.