Tagliamo gli stipendi dei parlamentari italiani, i più pagati del mondo

L’indennità dei parlamentari italiani è quella più alta in tutto il mondo. Sì, è proprio vero. E lo rivela uno studio inglese raccontato quest’oggi dal quotidiano il Mattino. Un triste primato tutto italiano che indigna ogni singolo cittadino!

Secondo lo studio inglese, i veri “Paperoni” sono i parlamentari italiani con uno stipendio medio di oltre 120mila sterline annue. Subito dietro troviamo Australia e USA con circa 117 e 114 mila sterline annue.

Non c’è gara con i parlamentari degli altri Paesi europei. Secondo lo studio inglese, infatti, gli italiani guadagnano il 60% di euro in più rispetto alla media europea.

Tra stipendio, diaria, rimborso spese di soggiorno, budget per lo staff, rimborso per telefonate e spese informatiche, un parlamentare italiano può portare a casa anche 16mila euro al mese. Cifre completamente spropositate e nettamente superiori agli altri Paesi europei. In Francia, ad esempio, scrive il quotidiano il Mattino, la retribuzione media al mese di un parlamentare è di circa 7mila euro lordi. In Spagna l’indennità lorda è di 2800 euro al mese.

A questa vergogna tutta italiana, dobbiamo anche aggiungere un altro triste primato: siamo il Paese con più parlamentari al mondo. Sono quasi 1000 i parlamentari, 630 alla Camera e 315 al Senato (più i senatori a vita). Secondi solamente al Regno Unito. Per questo motivo, oltre al taglio degli stipendi dei parlamentari, quest’anno taglieremo anche il numero dei parlamentari.

Il taglio agli sprechi e dei costi della politica a carico dei cittadini è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle ed è anche una priorità di questo governo. E dopo l’eliminazione dei vitalizi e il taglio alle pensioni d’oro ci apprestiamo a tagliare anche stipendi e numero dei parlamentari. Così eliminiamo gli ultimi privilegi della casta e investiamo i milioni di euro di risparmi ottenuti a favore dei cittadini!

Questa si chiama Politica!

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2019/01/tagliamo-gli-stipendi-dei-parlamentari-italiani-i-piu-pagati-del-mondo.html

Buone notizie per gli imprenditori italiani!

Di Luigi Di Maio

Voglio darvi una buona notizia per le imprese italiane, per gli imprenditori e per tutti quelli che stanno aspettando di cambiare tante cose che non funzionano in questo Paese e che non riescono a far dare lavoro ai giovani e ai meno giovani.

Oggi in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato un decreto legge che come primo articolo ha la cosiddetta Legge Bramini: gli imprenditori che aspettano soldi dallo Stato e lo Stato non li paga, avranno delle agevolazioni dallo Stato. Prima di tutto, se sono in ritardo con i pagamenti, il fondo di Garanzia dello Stato, il Fondo del Ministero dello Sviluppo Economico gli garantirà i pagamenti in modo tale da non fargli saltare i conti dell’azienda. Quindi se io sono un imprenditore e ho lavorato per lo Stato e lo Stato non mi paga, non posso fallire perché non riesco a pagare delle rate dei prestiti, dei fidi e per questo motivo entrerà il Fondo di Garanzia Statale a garantire questi imprenditori.

Numero 2: non gli potranno pignorare la casa con le procedure con cui gli stanno pignorando le case agli imprenditori che devono avere i soldi dallo Stato. È assurdo ma lo abbiamo visto proprio con il nostro grande Sergio Bramini che in questi mesi ha lottato contro il pignoramento della sua casa che gli veniva pignorata, non per colpa sua, ma perché lo Stato non gli aveva pagato dei lavori.

Adesso ci sarà una nuova legge, grazie a questo decreto che è legge, domani va in Gazzetta Ufficiale con cui finalmente aiutiamo quegli imprenditori, che devono avere soldi dallo Stato, a non perdere la casa. C’è un registro che ha reso un inferno la vita di tanti imprenditori, si chiama SISTRI, è il registro sulla tracciabilità dei rifiuti. È in realtà un registro che non ha mai tracciato i rifiuti, ha soltanto reso la vita un inferno a tante imprese. Abolito! Decreto Semplificazioni ha appena abolito il Sistri in Consiglio dei Ministri. E ancora: abbiamo abolito il Registro Unico del Lavoro: un adempimento telematico che avrebbe creato soltanto problemi agli imprenditori, ai professionisti ed in fase di conversione quindi nei prossimi due mesi in questo decreto all’articolo 3, entreranno tante altre norme di semplificazione che adesso non vedete nel decreto perché non potevano entrarci subito ma ci entreranno perché abbiamo avviato un tavolo con le imprese. Ci saranno tavoli tecnici al Ministero dello Sviluppo Economico per cancellare un’altra serie di adempimenti inutili che non servono, che non sono mai serviti alle imprese ma servivano soltanto a dare la ragione di esistere a tanti enti inutili che esistevano per creare scartoffie, o per farsi dare scartoffie dalle imprese. Elimineremo gran parte di questa roba nel lavoro di conversione in Parlamento di questo decreto che da domani va in Gazzetta Ufficiale e di cui sono particolarmente contento come Ministro dello Sviluppo Economico.

È un primo segnale, dovremmo fare ancora molto sulle semplificazioni. Il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un’altra legge, la legge Delega sulla revisione del Codice degli appalti, del Codice del lavoro e della semplificazione del Codice di Procedura Civile. È un’altra cosa importantissima, il Codice degli appalti sta bloccando gli investimenti, dobbiamo eliminare un terzo delle norme: il governo si fa dare una delega e poi taglia tutto quello che non serve nelle norme del codice degli appalti.

I processi civili sono troppo lunghi, revisioneremo il processo Civile con una revisione che è dentro questa legge Delega, così che le imprese quando avranno contenziosi, pagatori e pagamenti, potranno avere una sentenza in poco tempo. E terzo, il Codice unico del lavoro, io ve l’avevo promesso: aboliamo 400 leggi, adesso abbiamo approvato la Delega che creerà il Codice unico del lavoro. Come ministro del Lavoro elimineremo oltre 300 leggi inutili, le mettiamo insieme in un unico codice così che un lavoratore o un imprenditore quando avrà un problema in futuro saprà qual è la legge che si applica a quel problema. Oggi non sappiamo neanche quante siano le leggi che si applicano al problema che viviamo e questo ci scoraggia e ci allontana. Insomma è un lavoro importante che è appena iniziato.

Il tavolo con le Imprese, le Pmi, porterà tante innovazioni, sia per quanto riguarda le riforme di cui vi ho parlato, sia per quanto riguarda le semplificazioni. E poi sempre all’interno di questo decreto, il decreto semplificazioni ci sono anche delle misure al ministero della Giustizia molto importanti per nuove carceri. Perché dobbiamo costruire nuove carceri, perché rispetto agli svuota carceri del passato noi siamo per assicurare delle condizioni umane nel rispetto delle leggi dei detenuti, ma le carceri si devono fare, si devono potenziare. E grazie a questa norma semplificheremo la vita del ministro della Giustizia che vuole ampliare gli spazi e crearne di nuovi, ma prima era bloccato dai mille lacci burocratici.

Un’ ultima cosa per gli amici della Basilicata: abbiamo respinto l’autorizzazione per l’impianto di Masseria la Rocca, noi presto lanceremo il nuovo piano clima energia, che è un piano che si baserà sulle rinnovabili, su un Italia che nel 2019 deve avviare il suo percorso e verso il 2050 potrà diventare100% rinnovabili. Impianti e ricerche di idrocarburi, mega centrali geotermiche non rappresentano una strategia nazionale degna di questo nome per quanto riguarda l’energia. Ed è per questo che il Consiglio dei Ministri ha respinto la richiesta che veniva dalla Basilicata per quanto riguarda l’insediamento dell’impianto di ricerca di masseria la Rocca. Grazie a tutti sempre che ci siete vicino, ci aggiorneremo nei prossimi giorni. E questo è un altro punto importante, un grande abbraccio a Sergio Bramini, alla grande lotta che ha fatto, dovremmo fare ancora molto di più, ancor di più, per gli imprenditori che hanno crediti nei confronti della Pubblica amministrazione. Nella legge di Bilancio entrerà il pagamento di quei crediti da parte dello Stato agli imprenditori.

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2018/12/buone-notizie-per-gli-imprenditori-italiani.html

Formazione 4.0: 250 milioni per le imprese che guardano al futuro

di Mirella Liuzzi

La Commissione Bilancio ha dato il via libera oggi a un emendamento del MoVimento 5 Stelle a mia prima firma sul credito d’imposta per le imprese che investiranno in formazione del personale sulle nuove tecnologie e sul digitale. Un provvedimento che vale ben 250 milioni e che consideriamo strategico per dare un impulso decisivo alla trasformazione digitale e all’innovazione delle imprese del nostro paese.

Per la prima volta abbiamo dato priorità alle piccole imprese che rappresentano la spina dorsale del tessuto imprenditoriale del nostro paese e che potranno beneficiare di un credito d’imposta del 50% per adeguare le competenze del proprio personale alle sfide del cambiamento digitale.

Per la prima volta abbiamo dato priorità alle piccole imprese che rappresentano la spina dorsale del tessuto imprenditoriale del nostro paese e che potranno beneficiare di un credito d’imposta del 50% per adeguare le competenze del proprio personale alle sfide del cambiamento digitale.

Non ci siamo dimenticati però delle medie e grandi imprese per cui è previsto un credito d’imposta rispettivamente del 40% e del 30%.

Con questo provvedimento vogliamo aiutare le piccole imprese a diventare grandi e le grandi a diventare forti poiché in questo modo potranno investire nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti per favorire crescita e competitività a livello internazionale.

Siamo consapevoli che il futuro per le nostre imprese sarà sempre più sfidante e il credito d’imposta per la formazione 4.0 incoraggia quelle realtà che con lungimiranza e visione andranno nella direzione intrapresa dal Governo di puntare sullo sviluppo delle tecnologie emergenti.

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2018/12/formazione-4-0-250-milioni-per-le-imprese-che-guardano-al-futuro.html

Buone notizie per le PMI: finalmente iniziano a pagare meno tasse

Di Luigi Di Maio

1-dicembre-2018

Buone notizie per i piccoli e medi imprenditori italiani! Con la Manovra del Popolo stiamo facendo una cosa che non si vedeva da decenni in Italia. C’è chi ha sempre contribuito meno alla fiscalità, come i grandi colossi di banche, assicurazioni e gioco d’azzardo. Vogliamo riequilibrare una situazione profondamente ingiusta, in modo da permettere alle piccole e medie imprese di pagare meno. Le PMI sono il cuore della nostra imprenditoria, il 99% di chi produce ricchezza nel nostro Paese. Sono state sempre vessate e trattate come mucche da mungere. Per noi sono un patrimonio da tutelare e far sviluppare.

Finalmente paga chi non aveva mai pagato davvero ed era sempre stato privilegiato nonostante qualcuna di queste attività causasse anche danni sociali, come nel caso del gioco d’azzardo, e si dà respiro a chi ha sempre pagato più del dovuto e che a volte ha dovuto chiudere baracca a causa di un fisco troppo elevato e di una burocrazia assurda.

È una rivoluzione fiscale che entrerà a regime nei prossimi tre anni. Già l’anno prossimo le PMI pagheranno 470 milioni di euro di minori tasse, a partire dalla flat tax per professionisti e piccole imprese. Milioni che diventeranno miliardi nei due anni successivi. Nel 2020 la riduzione di tasse arriverà a quasi 4 miliardi di euro, e nel 2021 addirittura a 4,8 miliardi.

Allo stesso tempo aumenteremo le entrate da banche e assicurazioni. Come dice oggi uno studio della CGIA di Mestre: oltre 6,5 miliardi nel 2019 tra maggiori tasse e differimento di deduzioni fiscali, che si stabilizzeranno intorno ai 4 miliardi nel 2020 e 2021. Continueremo anche la stretta sul gioco d’azzardo, che per noi è una questione etica ancora prima che economica. Nel prossimo trienno il prelievo sulle somme giocate nelle new slot e videolottery porterà nelle casse dello Stato oltre 700 milioni in più.

Con questi soldi finanzieremo il Reddito di cittadinanza, quota 100 e gli investimenti, così da fare crescere il Pil e l’occupazione a ritmi più degni di un Paese come l’Italia.

Prima di fare tutto questo abbiamo dovuto disinnescare una bomba da 12,4 miliardi di euro che i governi precedenti ci hanno lasciato in eredità. Aumenti dell’Iva che sarebbero stati scaricati sui consumatori distruggendo la domanda interna e colpendo i ricavi delle imprese.

La rivoluzione fiscale in Italia è appena iniziata, e non abbiamo intenzione di fermarci davanti a nulla. Finalmente si cambia!

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2018/12/buone-notizie-per-le-pmi-finalmente-iniziano-a-pagare-meno-tasse.html

Oggi in Aula il Decreto Dignità

Le commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera dei Deputati hanno approvato il #DecretoDignità. Oggi arriverà in Aula. Gli obiettivi del decreto sono principalmente: rilanciare l’economia, attraverso il lavoro stabile, e creare una società di persone che possano finalmente progettare il futuro. Questo significa poter formare una famiglia e poter acquistare tutti quei beni e servizi che, purtroppo, un lavoratore precario non può permettersi. Vogliamo aggredire la precarietà e innescare meccanismi di incentivi che favoriscano lavoro qualificato, stabile e investimenti da parte delle imprese in capitale umano. Quanto ai presunti effetti negativi sull’occupazione per la limitazione dei contratti a termine, è bene chiarire che non si basano su dati scientifici. Non è vero che i vincoli al contratto a termine scoraggiano gli investimenti. Questi dipendono da altri motivi, in particolare dai consumi e dalla domanda interna. Noi siamo a fianco delle imprese per lo sviluppo del Paese.

Una parte specifica è dedicata alla lotta al gioco d’ #azzardo patologico. Vietarne la pubblicità è un passo storico e di grande valore culturale.

Il #ProgrammaLavoro del MoVimento 5 Stelle

Fonte: http://www.beppegrillo.it/2017/04/il_programmalavoro_del_movimento_5_stelle.html

 

Da ieri e per tutta la settimana discuteremo alcune proposte del Programma Lavoro del MoVimento 5 Stelle. La settimana successiva ci saranno le votazioni.

di Claudio Cominardi, Tiziana Ciprini e Nunzia Catalfo

Mentre i partiti si guardano l’ombelico, il m5s guarda al futuro del mondo del lavoro e ai rapidi mutamenti che sta conoscendo. Capire e prevedere per deliberare. Per scegliere al meglio.

Robotizzazione, digitalizzazione, avvento dell’economia dei beni immateriali: bisogna ripensare il rapporto tra tempo di vita e tempo di lavoro.
Lavorare meno per lavorare tutti?
Si’, ma come, con quali strumenti? Bisogna svincolare il concetto di produttivita’ dal totem del cartellino. Da tempo il m5s riflette sul principio dello smart working e ora chiediamo ai cittadini cosa ne pensano e come dovremo orientare la nostra possibile azione di governo.

Difendere il lavoratore significa anche promuovere forme nuove di democrazia e partecipazione sui luoghi di produzione, tagliando al tempo stesso i vecchi privilegi e le incrostazioni di potere del sindacato tradizionale.
La presenza e l’incidenza del lavoratore nella governance della propria impresa, per il movimento 5 stelle, va disintermediata.

Infine c’è il tema delle pensioni, delle tutele per le professioni gravose, dei cosiddetti “precoci” e soprattutto la grande questione della flessibilita’ in uscita. La riforma fornero ha inchiodato al lavoro molti, troppi anziani, mentre due generazioni di ragazzi preferiscono ormai migrare all’estero pur di non essere sottopagati o marcire in casa, sul divano di mamma e papa’.
Come modificare i parametri di uscita dal lavoro per ringiovanire le imprese in cerca di competitivita’ e la pubblica amministrazione in cerca di efficienza?

Ecco su cosa vi chiediamo di esprimervi. Riprendete in mano il Paese.
Approfondite e votate!