Hot Spot e ricollocamenti, mozione M5S, dep. Lorefice: «In Sicilia altri due hot spot. Il Governo asservito all’Europa che neppure rispetta gli accordi »

Hot spot e ricollocamenti. Il M5S chiede la chiusura degli hot spot ma il Governo ne prevede altri cinque, due dei quali in Sicilia. L’Europa? Su 160 mila previsti ne ricolloca solo 6 mila

        Hot Spot e ricollocamenti. Bocciata la mozione del M5S relativa agli hot spot. Ci saranno altri due hot spot in Sicilia a Messina e Palermo che si aggiungono a quelli di Pozzallo, Trapani e Lampedusa.

             Una mozione attraverso la quale i parlamentari pentastellati hanno chiesto non soltanto la chiusura degli hotspot esistenti, e la non apertura di altri in differenti porti, ma anche che l’Europa, alla luce degli impegni presi con l’Italia, mantenga le promesse relative ai ricollocamenti. Inoltre, altro punto evidenziato è stato quello di rivedere il Regolamento Dublino III. L’accordo tra il Governo e l’Europa siglato nel maggio 2015 per fronteggiare il fenomeno migratorio, prevedeva, come sottolinea il M5S, che l’Italia istituisse sul proprio territorio gli hotspot, mentre l’Europa s’impegnava a ricollocare 160 mila migranti che arrivavano in Italia e in Grecia verso gli altri Stati europei. Gli hot spot sono nati ma delle 160 mila persone da ricollocare, alla data dell’11 maggio 2017, ne sono state ricollocate solamente 5.711. Firmatari della mozione i membri M5S della Commissione d’inchiesta Cie-Cara, Marialucia Lorefice, Vega Colonnese e Giuseppe Brescia, quest’ultimo primo firmatario.

        La Lorefice fa un bilancio della situazione e tira le somme: «Gli hot spot sono fallimentari e non hanno alcuna legittimazione giuridica, talvolta si sono registrate al loro interno procedure di identificazione in aperta violazione di norme costituzionali di diritto interno e anche di diritto internazionale. E questo non lo dice solo il Movimento Cinque Stelle ma diverse organizzazioni umanitarie e anche il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale nella Relazione al Parlamento 2017. Il Governo di fronte a tutte le denunce, agli atti parlamentari in merito, alle Commissioni d’Inchiesta, si gira dall’altra parte e prevede che in Sicilia anche a Messina e Palermo vengano organizzati degli hot spot. Un asservimento dell’Italia inspiegabile rispetto all’Ue in cui l’Italia rispetta i patti, l’Europa no. Il Governo -conclude la Lorefice- ha proposto delle ‘revisioni’ alla nostra mozione ma chiaramente non abbiamo accettato perché veniva stravolta. In questo momento gli unici da ringraziare sono i cittadini che continuano a dare un grande esempio di accoglienza. Il Governo, invece, sembra vivere in un altro Paese, al di fuori della realtà e di ogni logica».

 

Per visionare il testo completo della mozione clicca su http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/01439&ramo=CAMERA&leg=17

 

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453  

Mineo:”Il Centro va chiuso”

“Dopo la visita di ieri e le audizioni di questa mattina siamo ancora più convinti che il Centro d’accoglienza di Mineo debba essere immediatamente chiuso in quanto fucina di illegalità.

Si spazia dalla tratta allo spaccio, dai danni erariali alla turbativa d’asta, dalle infiltrazioni mafiose alla violazione dei diritti dei migranti. Reati che coinvolgerebbero a vario titolo soggetti di diverso genere, tra i quali vi sarebbero anche alcuni esponenti politici. Un vero e proprio vespaio che c’è stato ed è oggetto di indagini delle procure di Catania, Caltagirone e Palermo, ma che continuerà a proliferare qualora il centro continuasse ad insistere sul territorio.

Alla luce di tutto questo, preoccupa enormemente l’idea di trasformare una parte del centro in hotspot.

La situazione del centro di Mineo è forse la più emblematica rispetto alla incapacità o, in alternativa, alla malelafede da parte di alcuni soggetti governativi che probabilmente, in maniera diretta o indiretta, ne traggono vantaggio.

Proponiamo pertanto la predisposizione delle misure opportune al fine di dismettere il centro quanto prima e ripristinare una situazione di normalità nel territorio calatino”.

Vega Colonnese Giuseppe Brescia

Commissione Cara-Cie a Pozzallo. Lorefice: È emergenza minori

 

“Dall’ispezione all’hot spot di Pozzallo e dalle audizioni presso la Prefettura di Ragusa si delinea chiaramente un quadro molto vasto per quanto concerne l’accoglienza dei migranti, in particolare dei minori. Da una parte c’è la città di Pozzallo che nonostante tutte le difficoltà dimostra di essere profondamente votata all’accoglienza e di non essersi mai sottratta al senso del dovere, con un senso di solidarietà dal quale tutti possiamo solo imparare. Dall’altra parte, però, troviamo gli inevitabili problemi legati alle emergenze e ai numeri consistenti dei migranti che periodicamente sbarcano sulle nostre coste. Durante la nostra ispezione abbiamo rilevato delle carenze strutturali di cui chi di competenza dovrà farsi rapidamente carico. Uno dei problemi principali è quello dei minori stranieri non accompagnati e delle difficoltà di riuscire a ricollocarli rapidamente in strutture idonee. Ritengo che compito delle istituzioni sia quello di farsi da tramite tra le realtà che vediamo, ad esempio durante le nostre ispezioni, ed il Parlamento che è chiamato a legiferare e trovare delle soluzioni che possano permettere a sindaci e prefetture di trovare subito delle risposte a situazioni di criticità per le quali c’è bisogno anche di interventi normativi”

Marialucia Lorefice

 

Per saperne di più

http://www.videomediterraneo.it/notizie/attualita/21034-ragusa-accoglienza-migranti-bocciato-hotspot.html

 

(Dal minuto 3.20) http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-f9fb1cb6-573a-4018-9d55-e41a181ae733.html