Cyberbullismo, approvata finalmente la legge Dep. Lorefice: «Presenteremo un emendamento per aumentare i fondi per il contrasto al Cyberbullismo»

Cyberbullismo, c’è la legge ma non i fondi. Il contrasto è l’aspetto più importante a ci vogliono le risorse. Il M5S presenterà un emendamento per richiedere uno stanziamento maggiore di somme indirizzate a prevenzione e contrasto

 

«Adesso c’è la legge ma mancano i fondi adeguati per il contrasto al Cyberbullismo. Risorse indispensabili per prevedere all’interno delle scuole percorsi educativi specifici e di prevenzione, nonché per sostenere -sottolinea la parlamentare Marialucia Lorefice, membro XII Commissione Affari Sociali- le attività della polizia postale che pattuglia quotidianamente la rete, monitora e interviene laddove necessario, anche sulla base delle segnalazioni degli utenti, realizza iniziative nelle piazze e nelle scuole, insegnando ai ragazzi che è possibile denunciare e il modo in cui farlo. Ma i percorsi scolastici e le operazioni della polizia postale possono essere realizzati solo mettendo a disposizione risorse adeguate. Invece, queste ammontano a soli 203 mila euro: un investimento davvero troppo esiguo. Considerando che solo i plessi scolastici in Italia sono circa 40 mila significa che a ciascuno di questi andrebbero mediamente 5 euro».

A tal proposito, la parlamentare Marialucia Lorefice ha presentato un ordine del giorno col quale chiede maggiori stanziamenti, lo stesso è stato approvato con raccomandazione dal Governo. Si tratta comunque di un impegno: «Il M5S -dice la Lorefice- se ne ricorderà quando presenterà apposito emendamento, in sede di Bilancio».

La dep. Lorefice ha anche sottolineato come siano serviti quattro passaggi tra Camera e Senato e un anno e mezzo di lavori parlamentari affinché il provvedimento sul Cyberbullismo diventasse legge.

«Tuttavia, -evidenzia- dopo un lungo iter siamo giunti all’approvazione definitiva di questa legge in cui scuola, famiglia e servizi socio-assistenziali territoriali avranno un ruolo fondamentale. È un importantissimo passo avanti per il Paese. Il M5S -conclude- ha votato a favore della legge, atto doveroso nei confronti di tutti i bambini e ragazzi vittime di atti di Cyberbullismo e dei loro familiari».

 

L’addetto stampa Valentina Maci Odg 153453    

Cyberbullismo: finalmente è legge ma servono più risorse

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2017/05/cyberbullismo-finalmente-e-legge-ma-servono-piu-risorse.html

 

ROMA, 17 maggio – “Finalmente il provvedimento sul cyberbullismo è legge: sono stati necessari quattro passaggi tra Camera e Senato ma all’interno del Pd e della maggioranza, dopo un lungo tira e molla, hanno smesso di tirare il testo per la giacchetta. Dedichiamo questa legge a tutti i bambini e ragazzi vittime di atti di cyberbullismo e ai loro familiari. Oggi, finalmente, abbiamo dotato il Paese di uno strumento per contrastare questa piaga sociale e culturale ma, al contempo, non possiamo sottacere un aspetto molto critico. Si tratta del capitolo dei fondi destinati alle scuole italiane per le politiche di informazione e contrasto al fenomeno. Le risorse stanziate ammontano a soli 200 mila euro: un investimento davvero troppo eseguo. Considerando che i plessi scolastici in Italia sono 40 mila, significa che a ciascuno di questi andrebbero mediamente 5 euro. Francamente non è questo il segnale che andava dato: il contrasto al cyberbullismo deve partire dall’aspetto pedagogico e culturale e, dunque, le risorse da mettere in campo vanno al più presto aumentate sensibilmente”.
Così i deputati M5s commentano il parere favorevole espresso rispetto alla Pdl appena approvata alla Camera.

Marialucia Lorefice oggi ospite a Focus di E20 Sicilia e della giornalista Valentina Frasca

Marialucia Lorefice ospite di E20 Sicilia per la trasmissione Focus della giornalista Valentina Frasca

Questa mattina la deputata Marialucia Lorefice è stata ospite a Focus, trasmissione
Si è parlato del territorio ibleo, di agromafie e microcriminalità. Ma anche di hot spot e migranti minori non accompagnati. Tra i temi trattati anche quello del Cyberbullismo.

Rivedi la puntata di Focus con Marialucia Lorefice

 

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https://marialucialorefice.com/2017/02/24/criminalita-nel-ragusano-nuova-interrogazione-al-ministro-minniti-del-m5s-dep-lorefice-il-governo-non-puo-piu-attendere-che-la-situazione-sfugga-di-mano/

 

 

 

Prevenzione ed educazione: Queste le armi migliori contro bullismo e cyberbullismo 

Oggi è la Giornata nazionale contro il #bullismo e il #cyberbullismoBene! Ma serve di più, serve approvare definitivamente la proposta di legge approvata in seconda lettura al Senato, passaggio fondamentale per riportarla alla sua forma originaria che puntava su prevenzione ed educazione (come la nostra pdl), ma che durante il primo passaggio alla Camera era stata trasformata in qualcosa di molto diverso, una legge “bavaglio” a tutti gli effetti..

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«Il numero verde contro il Bullismo non solo non è gratuito non esiste proprio più. Il Ministero dell’Interno spieghi perché»

«Il numero verde contro il Bullismo non è gratuito e non funziona. Il Ministero dell’Interno spieghi perché»: Così la Capogruppo del M5S XII Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice, nell’interrogazione inviata allo stesso Ministero: «Nel 2014 -evidenzia la deputata- è stato attivato un numero verde gratuito (43002) per contrastare il Bullismo e la droga nelle scuole italiane, numero ancora presente nella pagina dedicata del suddetto Ministero, che permetteva, attraverso un sistema di smistamento, il coordinamento delle prefetture, il coinvolgimento dei commissariati e dei comandi territoriali dei carabinieri, per consentire alle forze dell’ordine interventi tempestivi.
Il Governo, come una moderna Penelope, così come crea distrugge e, dall’apertura dell’anno scolastico 2016-2017, il numero non funziona più. Già l’sms, che l’utenza poteva inviare, non era gratuito, adesso il numero proprio non funziona. Il problema della disattivazione del servizio è stato sollevato da oltre un mese al Ministero dell’Interno ma nulla è cambiato al riguardo. Vorremmo sapere il perché di questo disservizio alla luce del fatto che i casi di Bullismo sono in aumento esponenziale e se sia possibile conoscere quale fosse la spesa preventivata per l’erogazione del servizio. Inoltre, quello che ci preme maggiormente è sapere quali sono le strategie prossime e concrete che il Governo intende porre in essere per la prevenzione e il contrasto di Bullismo e Cyberbullismo e se è previsto un incremento della spesa in favore di tali iniziative».

Valentina Maci Odg 153453

 

 

Interrogazione Completa su

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/15020&ramo=CAMERA&leg=17

Lorefice: “La legge contro il Cyberbullismo non tutela i minori, ammazza il web e la libertà d’espressione”

« Ci sono sempre diverse sfaccettature per identificare e affrontare i problemi. Il Governo Renzi -afferma la Capogruppo Affari Sociali alla Camera Marialucia Lorefice-, come un abile mago, è imbattibile nel far passare una legge per un’altra. Ecco com’è nata la ‘Buona Scuola’, che è tutto tranne che una buona legge per la scuola. Ecco come si arriva al ‘Jobs Act’, che tutto protegge tranne il lavoro e i lavoratori. La lista è lunga. Mi soffermo sull’ultima di queste trovate: La ‘Legge sul Cyberbullismo’.

La questione è semplice: Il bullismo -dice la parlamentare- è un fenomeno che riguarda i minori, nel caso del Cyberbullismo parliamo di atti di bullismo che si manifestano attraverso web. Due fenomeni simili per certi aspetti, diversi per altri. Cobullismon un colpo di spugna maggioranza e Governo hanno stravolto, alla Camera, una proposta che al Senato aveva avuto l’approvazione unanime perché si concentrava sui minori e si fondava su concetti che crediamo essere gli unici strumenti per contrastare il bullismo e il Cyberbullismo: prevenzione, educazione, recupero della vittima e di colui che commette l’illecito, attraverso un lavoro sinergico tra famiglie, scuole, servizi socio-sanitari territoriali. Quella approvata è legge ‘travestita’ da provvedimento a tutela dei minori, in realtà sarà un provvedimento esteso anche ai maggiorenni in cui prevalente è l’aspetto repressivo e di oscuramento del web.  Ad esempio, chiunque si sentirà offeso o leso da un contenuto sulla rete che lo riguardi può chiederne la rimozione, senza che vi sia un criterio oggettivo nel definire la minaccia o l’offesa. Spetterà al Garante per la Privacy (che si ritroverà a seguire migliaia di richieste senza ulteriori risorse o potenziamento dell’organico) oppure ai gestori delle pagine web (che rischiano sanzioni salate) decidere se togliere o meno un contenuto. Questi ultimi, nel dubbio, magari preferiranno evitare a monte di pubblicare contenuti a rischio rimozione. Il bavaglio è servito.

           Tanto per fare un esempio, sarà così che i “poteri forti” potranno sbarazzarsi in fretta dei commenti che li ‘infastidiscono’, per buona pace dei cittadini che aspettavano una legge a tutela dei figli. Associazioni, genitori delle vittime, addetti ai lavori, hanno riscontrato le stesse criticità che abbiamo sollevato anche noi e che ci hanno indotto a esprimere voto contrario. Diversi nostri emendamenti sono stati approvati, ma non è bastato a scongiurare la stretta alla libertà di espressione sul web che ne deriverà. A questo punto, l’unico nostro auspicio, per non vanificare gli sforzi compiuti, è che al Senato il testo ritorni alla sua ratio originaria».

Valentina Maci Odg 153453