Mineo:”Il Centro va chiuso”

“Dopo la visita di ieri e le audizioni di questa mattina siamo ancora più convinti che il Centro d’accoglienza di Mineo debba essere immediatamente chiuso in quanto fucina di illegalità.

Si spazia dalla tratta allo spaccio, dai danni erariali alla turbativa d’asta, dalle infiltrazioni mafiose alla violazione dei diritti dei migranti. Reati che coinvolgerebbero a vario titolo soggetti di diverso genere, tra i quali vi sarebbero anche alcuni esponenti politici. Un vero e proprio vespaio che c’è stato ed è oggetto di indagini delle procure di Catania, Caltagirone e Palermo, ma che continuerà a proliferare qualora il centro continuasse ad insistere sul territorio.

Alla luce di tutto questo, preoccupa enormemente l’idea di trasformare una parte del centro in hotspot.

La situazione del centro di Mineo è forse la più emblematica rispetto alla incapacità o, in alternativa, alla malelafede da parte di alcuni soggetti governativi che probabilmente, in maniera diretta o indiretta, ne traggono vantaggio.

Proponiamo pertanto la predisposizione delle misure opportune al fine di dismettere il centro quanto prima e ripristinare una situazione di normalità nel territorio calatino”.

Vega Colonnese Giuseppe Brescia

“Augusta hot spot: Alfano mentiva!”

Subito dopo le audizioni in prefettura a Ragusa della Commissione d’Inchiesta Cara-Cie e la conferenza stampa Marialucia Lorefice, insieme a Gianluca Rizzo, è stata ad Augusta per assistere allo sbarco di quasi 1200 migranti e toccare con mano la realtà. “Il ministro Alfano mentiva quando ha detto che Augusta non sarebbe divenuto hot spot”

 

Clicca sul video per ascoltare le dichiarazioni di Gianluca e Marialucia cittadini a 5 stelle!

 

 

 

Foto dal sito Adn Kronos di uno sbarco avvenuto ad Augusta

Sicurezza territorio ibleo. Interrogazione parlamentare a prima firma Lorefice

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13406

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 634 del 08/06/2016
Firmatari
Primo firmatario: LOREFICE MARIALUCIA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 08/06/2016
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
GRILLO GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
GIORDANO SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
DI VITA GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
MANTERO MATTEO MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
COLONNESE VEGA MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
BARONI MASSIMO ENRICO MOVIMENTO 5 STELLE 08/06/2016
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL’INTERNO
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 08/06/2016
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13406

presentato da

LOREFICE Marialucia

testo di

Mercoledì 8 giugno 2016, seduta n. 634

LOREFICE, GRILLO, SILVIA GIORDANO, DI VITA, MANTERO, COLONNESE e BARONI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
in provincia di Ragusa si registra da tempo il proliferare della criminalità organizzata, con la consumazione di reati soprattutto contro il patrimonio ma anche contro la persona. I giornali ogni giorno raccontano di rapine a mano armata, di furti, di violenze private, di agromafie che approfittano delle vaste aree agricole e non controllate dalle forze dell’ordine;
difatti, da tempo, le forze dell’ordine registrano un deficit nella dotazione organica tale da non consentire nemmeno l’espletamento dell’attività ordinaria, con la conseguenza che si attinge con una certa regolarità al personale addetto ad altre mansioni pur di assicurare i normali servizi di controllo del territorio e di ordine pubblico;
le assegnazioni di nuove unità sono irrisorie rispetto ai trasferimenti, ai pensionamenti e alle crescenti esigenze derivanti dall’apertura dell’aeroporto «Pio La Torre» di Comiso, dalla continua operatività del centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo, dall’apertura di nuovi centri di accoglienza straordinaria e di centri legati allo S.P.R.A.R.;
tale situazione è già stata sottoposta all’attenzione del Ministro dell’interno attraverso le interrogazioni n. 4-01653 e n. 4-06386, nonché attraverso vari interventi in aula. All’interrogazione n. 4-01653 il vice ministro Bubbico ha risposto dichiarando, tra l’altro, che «Le complessive crescenti esigenze di servizio sono state, comunque, sempre affrontate mediante l’ottimizzazione dell’impiego del personale a disposizione, nonché attraverso la razionalizzazione delle attività di controllo del territorio. Si ricorda inoltre che, il dispositivo delle forze di polizia preposto al controllo del territorio della provincia può contare su 372 unità della Polizia di Stato supportati da 19 appartenenti ai ruoli tecnici, 378 militari dell’Arma dei Carabinieri e 224 della Guardia di Finanza»;
da tali informazioni si evince che circa 1000 unità, da suddividere presumibilmente in base alle funzioni e ai turni di lavoro, devono presidiare e controllare 1614 chilometri quadrati di territorio e garantire la sicurezza di oltre 300.000 persone, distribuite in 12 comuni e relative frazioni, collegati da una rete di circa 1400 chilometri di arterie extraurbane, con la conseguenza riscontrata che i centri minori rimangono spesso sprovvisti di personale che possa intervenire in caso di chiamata;
l’insufficienza del presidio territoriale è confermata dall’incremento esponenziale di furti e rapine che non di rado sfociano in reati contro la persona. Le frazioni e le campagne sono costantemente setacciate da ladri; le effrazioni nei centri abitati sono in continuo aumento, anche in ore diurne e in presenza di inquilini; criminali in trasferta portano a termine su commissione furti sempre più consistenti; le rapine a banche, farmacie, esercizi commerciali, ma anche a semplici cittadini, crescono nel numero e nell’efferatezza. I clan mafiosi sono tornati a permeare l’economia e le istituzioni iblee, come evidenziato nella relazione 2012-2013 della direzione nazionale antimafia, e come dimostrano i continui atti intimidatori ad artigiani ed esercizi commerciali;
la prima firmataria del presente atto ha altresì chiesto l’intervento dello Stato, tramite il Ministro dell’interno, in quanto nonostante l’eccellente lavoro espletato giornalmente dalle forze dell’ordine non è garantita appieno la sicurezza nel territorio, forse anche a causa della naturale vastità del territorio urbano ed extra urbano che non permette serrati controlli ovunque;
il Ministro interrogato ha risposto alla lettera inviata rassicurando che «l’intera provincia è costantemente monitorata dalle competenti articolazioni di questo Dicastero e che in occasione di future assegnazioni di personale saranno tenute in evidenza le esigenze di detto territorio»;
nonostante il Ministro interrogato abbia rassicurato che si è registrata una diminuzione dei reati commessi nella provincia di Ragusa, questi continuano a verificarsi con cadenza quasi giornaliera e la sfiducia della popolazione nelle istituzioni è sfociata a volte in allarmanti iniziative autonome di presidio e controllo territoriale –:
quali iniziative il Governo stia adottando a supporto del lavoro delle forze dell’ordine al fine di una più efficace e permeante azione di contrasto della dilagante criminalità nella provincia di Ragusa;
se il Governo stia valutando la possibilità di intervenire tempestivamente attraverso un rafforzamento del dispiegamento di forze dell’ordine nella provincia di Ragusa, anche in considerazione dell’alto livello di tensione presente nella popolazione locale. (4-13406)

 

 

 

 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/13406&ramo=CAMERA&leg=17

Interrogazione ad Alfano della Lorefice su sicurezza negli Iblei

«È dal 2013 che sottoponiamo all’attenzione del Ministro Alfano i dati crescenti sulla criminalità e la delinquenza dilaganti nella provincia di Ragusa»: Lo sottolinea la parlamentare Marialucia Lorefice secondo la quale si tratta di una situazione che sta creando preoccupazione nella popolazione. «Abbiamo già presentato -dice-, in passato, altre interrogazioni al Ministro oltre a quest’ennesimo atto, una nuova interrogazione con la quale chiediamo il rafforzamento del sistema di polizia per un dispiegamento capillare sul territorio. Mille unità, da suddividere presumibilmente in base alle funzioni e ai turni di lavoro, devono tenere sotto controllo, al momento, 1614 kmq di territorio, e garantire la sicurezza di oltre 300 mila persone, distribuite in 12 Comuni, e relative frazioni, collegati da una rete di circa 1400 km di arterie extraurbane. Sebbene il vice ministro ci abbia risposto in passato che è tutto sotto controllo, quotidianamente si evidenzia un’altra, più cruenta, realtà. Le stesse Forze dell’Ordine hanno spesso manifestato la necessità di ulteriori forze in campo. Ai cittadini, a chi si spende per il territorio per garantire sicurezza, dobbiamo delle risposte. Per questa motivazione abbiamo deciso di presentare questa nuova interrogazione al Ministro, che ci aveva rassicurati sostenendo addirittura che i reati in provincia fossero diminuiti. Dati smentiti giornalmente dai comunicati delle Forze dell’Ordine, dalle notizie stampa. Torniamo a chiedere ad Alfano di rafforzare le Forze dell’Ordine per colmare il gap nella dotazione organica che non consente il controllo di tutto il territorio. Le assegnazioni di nuove unità sono irrisorie rispetto ai trasferimenti, ai pensionamenti e alle crescenti esigenze derivanti dall’apertura dello scalo casmeneo, dalla continua operatività del Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Pozzallo, dall’apertura di nuovi Centri di Accoglienza Straordinaria e di centri legati allo SPRAR A questo si aggiunga che i clan mafiosi sono tornati a permeare l’economia, come evidenziato nella relazione 2012-2013 della Direzione Nazionale Antimafia, e come dimostrano i continui atti intimidatori ad artigiani ed esercizi commerciali. Il Ministro aveva, altresì promesso che per le future assegnazioni di personale sarebbero state tenute in evidenza le esigenze del territorio ibleo, anche queste parole sono state disattese, purtroppo, tanto che la sfiducia della popolazione nelle istituzioni è sfociata, a volte, in allarmanti iniziative autonome di presidio e controllo territoriale. Una situazione divenuta pericolosa ed insostenibile, relativamente alla quale non intendiamo creare inutili allarmismi ma pretendiamo risposte immediate ed efficaci».

L’addetto Stampa, Valentina Maci- Odg 153453