Approvazione legge delega Protezione Civile

Protezione Civile: Senza risorse e progettualità specifiche è stata approvata dal Governo la legge delega alla revisione del sistema nazionale.

I lavori d’Aula di questa settimana sono iniziati con la votazione del disegno di legge delega alla revisione del sistema nazionale della PROTEZIONE CIVILE.

Una delega che prevede l’invarianza finanziaria, cioè una serie di disposizioni da attuare senza risorse. 

Le risorse, invece, sono più che mai necessarie per permettere agli uomini della protezione civile di avere a disposizione quegli strumenti necessari per intervenire in situazioni di emergenza e tutelare i cittadini. 

Servono, altresì, le risorse umane e strumentali, serve risolvere il problema del precariato.

I soldi ci sono ma vengono stanziati per infrastrutture inutili. Nel provvedimento si parla anche di deroghe, deroghe sulla gestione dei rifiuti, delle macerie, in barba alla tutela della salute e dell’ambiente.

Altro tema affrontato è quello dei piani comunali di protezione civile. Il M5S ha chiesto sanzioni per i Comuni inadempienti, invece nel provvedimento non se ne parla, ma è stato approvato nostro emendamento che riguarda la revisione e valutazione periodica di questi piani. 

Abbiamo fatto diverse altre proposte e chiesto agevolazioni e contributi. 

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Alberto Zolezzi, parlamentare M5S

Lo strumento della delega naturalmente non ci piace perché non ci permette di capire al momento come e quando il Governo interverrà. Serviva un intervento diverso e tempestivo del parlamento con disposizioni chiare ed efficaci a tutela dell’ambiente e della salute, degli insediamenti umani. Il sistema della protezione civile ha bisogno di una riforma strutturale che porti al superamento dei limiti di un impianto normativo che risale al 1992. 

Su questo provvedimento che prevede disposizioni che risalgono al lontano 2015, inadeguate quindi a fronteggiare quelle emergenze che ne frattempo il nostro Paese ha dovuto affrontare, abbiamo espresso voto di Astensione. 

Interrogazione della Dep. Marialucia lorefice al Ministro dell’Interno Minniti

Solidarietà della parlamentare Lorefice alla ditta Caair. Una nuova interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere maggiore impegno per la sicurezza del territorio ibleo

“Esprimo solidarietà e vicinanza alla ditta Caair e a tutti i lavoratori, direttamente e indirettamente, colpiti dalla drammatica vicenda che li ha visti protagonisti”: Cosi la parlamentare del M5S Marialucia Lorefice. “A far luce su quanto accaduto, ci penseranno certamente l’attività giudiziaria e delle forze dell’ordine -afferma la parlamentare Lorefice-, tuttavia, non possiamo  non evidenziare che è dal 2013 che sottoponiamo all’attenzione, invano, del Ministro dell’Interno i dati crescenti sulla criminalità e la delinquenza dilaganti in provincia di Ragusa. Il territorio ibleo ha bisogno di maggiore controllo, a questo proposito abbiamo deciso di inviare l’ennesima interrogazione parlamentare all’attuale Ministro dell’Interno Minniti. Nell’ultima interrogazione al Ministro Alfano avevamo chiesto il rafforzamento del sistema di polizia per un dispiegamento capillare sul territorio. Mille unità, da suddividere presumibilmente in base alle funzioni e ai turni di lavoro, devono tenere sotto controllo, al momento, 1614 kmq di territorio, e garantire la sicurezza di oltre 300 mila persone, distribuite in 12 Comuni, e relative frazioni, collegati da una rete di circa 1400 km di arterie extraurbane. Le stesse Forze dell’Ordine -sottolinea la Lorefice- hanno spesso manifestato la necessità di ulteriori forze in campo. L’allora Ministro dell’Interno Alfano ci aveva addirittura rassicurati sostenendo che i reati in provincia fossero diminuiti. Dati smentiti giornalmente dai comunicati delle Forze dell’Ordine, dalle notizie stampa. Torniamo a chiedere, questa volta al Ministro Minniti, di rafforzare le Forze dell’Ordine per colmare il gap nella dotazione organica che non consente il controllo di tutto il territorio. Le assegnazioni di nuove unità sono irrisorie rispetto ai trasferimenti, ai pensionamenti e alle crescenti esigenze del territorio ibleo anche alla luce del fatto che i clan mafiosi sono tornati a permeare l’economia, come evidenziato nella relazione 2012-2013 della Direzione Nazionale Antimafia, e come dimostrano i continui atti intimidatori ad artigiani ed esercizi commerciali. Il Ministro Alfano aveva promesso che per le future assegnazioni di personale sarebbero state tenute in evidenza le esigenze del territorio ibleo, anche queste parole sono state disattese. Questa volta il Ministero dell’Interno deve prendere le giuste precauzioni a tutela dei cittadini. E deve farlo ora dato che trattasi di problemi talmente gravi da non essere in alcun modo procrastinabili”.

 

L’addetto Stampa, Valentina Maci- Odg 153453