Con Facciamo EcoScuola, 3 milioni di euro per portare la sostenibilità in classe

Gianroberto Casaleggio diceva “Una persona può credere alle parole, ma crederà sempre agli esempi”. Ed è proprio con i buoni esempi che in questi dieci anni il Movimento 5 Stelle è riuscito a fare la differenza e a modificare radicalmente le istituzioni e il Paese.

I nostri portavoce, insieme, hanno restituito oltre 103 milioni di euro, tutti soldi che in un modo o nell’altro sono tornati nelle tasche degli italiani. Tra i tanti progetti finanziati c’è Facciamo Scuola, che grazie a un milione messo a disposizione dai nostri portavoce regionali ha già sostenuto in pochi anni decine di interventi educativi e strutturali in tanti istituti scolastici italiani.

Dal successo di questo progetto nasce oggi una nuova iniziativa nazionale, Facciamo EcoScuola, finanziata con 3 milioni di euro di restituzioni dei portavoce del Movimento di Camera e Senato. Con Facciamo EcoScuola investiamo su un tema che alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi sta molto a cuore: l’ambiente e la salvaguardia del Pianeta.

Tutte le scuole pubbliche d’Italia potranno inviare entro il 15 gennaio il loro progetto orientato a raggiungere uno di questi obiettivi: riduzione dell’impronta ecologica, interventi di messa in sicurezza dei locali scolastici, promozione della mobilità sostenibile, educazione ambientale, rigenerazione degli spazi, organizzazione di giornate per la sostenibilità.

Saranno gli iscritti alla piattaforma Rousseau, poi, a votare il progetto che preferiscono nella loro regione di appartenenza. A quelli più votati andrà un contributo di 10.000 o 20.000 euro, in base alla tipologia di intervento, che consentirà di realizzare le attività.

I dettagli del progetto sono disponibili qui e nelle prossime settimane verrà presentata l’iniziativa nei territori, per continuare a piantare il seme del buon esempio e coltivare insieme ai nostri giovani la speranza di un futuro migliore.

Presentare i vostri progetti è semplicissimo: basta compilare questo form e allegare la documentazione richiesta.

Sei interessato? Parlane con il dirigente scolastico della tua scuola e insieme pensate a come migliorarla. Avete tempo fino al 15 di gennaio per presentare il vostro progetto.

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2019/10/con-facciamo-ecoscuola-3-milioni-di-euro-per-portare-la-sostenibilita-in-classe.html

SANITA’, LOREFICE (M5S): NOSTRA MOZIONE PER INVERTIRE TENDENZA DEI TAGLI

“Il lavoro del MoVimento 5 Stelle al Governo e in Parlamento per invertire la tendenza negativa dei tagli alla sanità è iniziata già da tempo e non abbiamo intenzione, ora, di portare in secondo piano il tema della salute, così fondamentale per tutti i cittadini: sia quelli che nella sanità pubblica ci lavorano, sia quelli che alla sanità pubblica si rivolgono.

La Fondazione Gimbe ancora una volta mette in luce dati allarmanti: 37 miliardi di tagli in 10 anni. Già consci di questa situazione desolante, a giugno scorso abbiamo depositato alla Camera una mozione, a mia prima firma, per chiedere che venga garantita la sostenibilità economica dei Livelli essenziali di assistenza attraverso un adeguato finanziamento del Fondo sanitario nazionale”.

Così, in una nota, la presidente del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali, Marialucia LOREFICE. “Il punto cruciale di questa mozione è che la pianificazione sanitaria non può dipendere dal Pil, perchè il diritto la salute deve venir prima dell’andamento positivo o negativo di un indicatore economico. La nostra Costituzione tutela questo diritto fondamentale, sta alle istituzioni competenti darne piena attuazione in tutto il Paese e applicare nel concreto questa tutela.

La nostra battaglia per una sanità pubblica dignitosa e all’altezza di questo nome prosegue oggi con ancora più determinazione”, conclude LOREFICE.

Grazie al Movimento 5 Stelle il Parlamento europeo taglia i vitalizi: adesso via la pensione-privilegio

Basta vitalizi anche in Europa. Il Parlamento europeo ha ricalcolato agli ex eurodeputati italiani eletti prima del 2009 l’assegno pensionistico, che sarà adesso basato sul metodo contributivo. Le prime mail che comunicano la decisione sarebbero state già inviate. Per i deputati eletti prima del 2009 il Parlamento europeo applica le regole stabilite dai Parlamenti nazionali e quindi adesso la delibera dell’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati che, a partire dal 12 luglio scorso, ha tagliato i vitalizi a circa 1300 ex parlamentari italiani. A questi vanno aggiunti almeno 120 ex europarlamentari eletti in Italia. Tolti i vitalizi a Roma, saltano anche a Bruxelles. Questa è una grandissima vittoria per il Movimento 5 Stelle e per tutti i cittadini che credono in un’Europa più equa e senza privilegi.

La battaglia tuttavia non è finita. Il sistema va riformato alla radice. In 18 Stati europei per poter ottenere la pensione i politici devono versare i contributi come tutti gli altri cittadini, questa regola di buon senso oggi non viene applicata a Bruxelles. Nel 2009, infatti, entra in vigore la riforma dello Statuto del Parlamento europeo approvata nel 2005 con il parere favorevole della Commissione europea. Era in carica il governo Berlusconi-Lega che approva la decisione in sede di Consiglio. Il provvedimento trasforma il vitalizio in pensione privilegio. Il Pd è all’opposizione ma non batte ciglio. Evidentemente tutti i partiti erano d’accordo.

La pensione privilegio, entrata in vigore nel 2009 e tuttora in carica, prevede per tutti gli ex eurodeputati che hanno compiuto 63 anni di età l’erogazione di una pensione di anzianità a vita pari al 3,5% della retribuzione per ciascun anno completo di esercizio di mandato. Questo privilegio scatta dopo appena un solo anno di lavoro. Con una sola legislatura (5 anni di mandato), ogni europarlamentare matura una pensione a vita pari a 1.484,70 euro al mese. Quanti lavoratori conoscete che dopo 5 anni di lavoro percepiscono quasi 1.500 euro al mese di pensione?

La pensione privilegio raddoppia se l’europarlamentare fa due legislature. È semplicemente una vergogna. Abbiamo denunciato questo scandalo al Parlamento europeo durante la scorsa legislatura e presentato un emendamento al bilancio 2019 per tagliare questo assurdo privilegio. Forza Italia, il Pd, Fratelli d’Italia e i loro amici dell’eurocasta lo hanno bocciato. Ecco i nomi degli europarlamentari italiani che hanno votato contro, se li incontrate durante la campagna elettorale chiedetegli il perché:

PPE – FORZA ITALIA: Cesa, Cicu, Cirio, Comi, Dorfmann, Gardini (oggi Fratelli d’Italia), La Via, Leontini, Martusciello, Matera, Patriciello, Salini.

S&D – PARTITO DEMOCRATICO: Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gentile, Giuffrida, Morgano, Mosca, Panzeri, Paolucci, Picierno, Sassoli, Viotti, Zanonato.

ECR – FRATELLI D’ITALIA: Fitto, Sernagiotto

La proposta del Movimento 5 Stelle è: pensione sì, privilegio no. Bisogna cambiare l’articolo 14 dello Statuto dei deputati del Parlamento europeo che disciplina il trattamento pensionistico degli eletti. Il diritto pensionistico dei membri del Parlamento europeo deve essere in linea con i sistemi previdenziali previsti per i cittadini, sia per il calcolo dell’ammontare sia per i requisiti anagrafici e contributivi che definiscono l’età pensionabile. La pacchia è finita per l’eurocasta di Bruxelles. Con il Movimento 5 Stelle l’Europa cambia. E i risultati già si vedono.

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/2019/04/grazie-al-movimento-5-stelle-il-parlamento-europeo-taglia-i-vitalizi-adesso-via-la-pensione-privilegio.html

VITTORIA E RAGUSA TRA I COMUNI DESTINATARI DEI FONDI “SCUOLE SICURE”. ENTRO IL 31 MAGGIO LE DOMANDE PER L’AMMISSIBILITÀ. PRES. LOREFICE: «UN ATTO CONCRETO PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO»  

“Scuole Sicure”, a Ragusa e Vittoria i fondi. Entro il 31 maggio si inviano le proposte progettuali per l’ammissibilità.

 

«Il Governo – rende noto la presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati, Marialucia Lorefice – ha stanziato 4,2 milioni di euro per 100 Comuni, nell’ambito dell’operazione “Scuole sicure”. 304 mila euro andranno alla Sicilia. Sono 8 i Comuni siciliani interessati dalla misura, tra cui Ragusa e Vittoria. A Ragusa  potranno andare 37.567,53 euro, a Vittoria 35.318,80 euro». 

 

Il contributo si compone della somma di due voci: una prima, identica per tutti i Comuni, pari a 20 mila euro, e una seconda commisurata alla popolazione residente alla data del 1° gennaio.  

 

«Con queste risorse – sottolinea la parlamentare iblea – sarà possibile realizzare sistemi di videosorveglianza, assumere a tempo determinato agenti di polizia locale, pagare prestazioni di lavoro straordinario del personale della polizia locale, acquistare mezzi e attrezzature, promuovere campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti».

 

Per usufruire delle risorse, i Comuni dovranno presentare entro il 31 maggio domanda presso la prefettura territorialmente competente che ne verificherà l’ammissibilità.  La domanda dovrà essere corredata da una scheda progettuale, riferita all’arco temporale del prossimo anno scolastico 2019/2020, nella quale andranno descritte tutte le iniziative che si intendono porre in essere, con le relative voci di spesa. Il finanziamento del progetto non potrà superare l’ammontare dello stanziamento riconosciuto.

 

«Un altro atto concreto – conclude la presidente Lorefice – a sostegno dei Comuni. Continuiamo a rispondere coi fatti alle esigenze e alla sicurezza di tutto il territorio».

SANITÀ, LOREFICE (M5S): “SBLOCCHIAMO ASSUNZIONI DEL PERSONALE MEDICO E SANITARIO”

“Sosteniamo con forza il grande impegno del ministro Giulia Grillo per superare il blocco delle assunzioni nella Sanità imposto dal 2009 a tutto il Servizio Sanitario Nazionale. E’ il primo ministro che si muove con determinazione per sbloccare una situazione stagnante e per assicurare i servizi sanitari in tutta Italia. Anche in Sicilia, medici e operatori sanitari buttano il cuore oltre l’ostacolo da anni, cercando di far fronte al blocco del turn over con tanti sacrifici e senso di responsabilità. Il nostro sistema sanitario regionale ha bisogno di forze fresche: sono sotto gli occhi di tutti disservizi e gravi difficoltà a causa della carenza di personale medico e sanitario nei reparti. Si pensi alle lunghe attese nei pronto soccorso o in generale alle lunghe liste d’attesa. Il blocco delle assunzioni ha costretto migliaia professionisti siciliani ad esercitare la loro professione in maniera precaria”– lo dichiara Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati.

“L’intervento normativo prevede che a decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale di ciascuna Regione non può superare il valore della spesa sostenuta nel 2018. La spesa potrà essere incrementata, a livello regionale, per un importo pari al 5% dell’incremento del Fondo sanitario rispetto all’esercizio precedente. Permettiamo finalmente lo sblocco del tetto spesa per il personale sanitario che ad oggi impone alle Regioni di rispettare i valori di spesa del 2004 ridotto dell’1,4%. Sono soddisfatta di questo importante risultato, ringrazio il ministro Grillo per questo obiettivo storico che sarà presto legge” – conclude

SANITÁ, LOREFICE – CAMPO (M5S): BASTA TEMPI D’ATTESA INFINITI. CON IL NUOVO PIANO AVVIAMO CAMBIAMENTO REALE 


     Roma, 22 feb – “I tempi d’attesa interminabili per una visita o un esame medico sono uno scandalo italiano che siamo intenzionati a risolvere. Dopo aver stanziato in legge di Bilancio 350 milioni in tre anni per ridurre le liste d’attesa, rendere trasparente lo scorrimento e digitalizzare i Cup, oggi, con l’approvazione del nuovo ‘Piano per la Gestione delle Liste d’Attesa’ (PNGLA), avviamo quel cambiamento nella nostra sanità che i cittadini chiedono da anni. In particolare, appunto, per l’odioso problema dei tempi biblici di attesa”. Così Marialucia Lorefice, presidente Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati e Stefania Campo, deputata Ars.  

    

“Entro 60 giorni le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano dovranno adottare il proprio piano. Da quel momento in poi –spiega l’on. Lorefice-, se i tempi d’attesa supereranno quelli previsti per legge, i pazienti saranno indirizzati in una struttura privata convenzionata senza costi aggiuntivi. I direttori generali delle Asp che non rispetteranno tali tempi massimi rischieranno la rimozione. Inoltre, prosegue Lorefice, i cittadini risparmieranno tempo prenotando solo la prima visita al Cup, mentre le successive saranno prenotate direttamente dal medico specialista. La vigilanza sui servizi sarà garantita da un Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa. Queste –conclude la Lorefice- sono solo alcune delle novità contenute nel PNGLA, che mancava da 10 anni. Ciò vuol dire dare agli italiani una sanità migliore e più efficiente, rispondendo in modo puntuale ai bisogni dei pazienti e superando le disuguaglianze territoriali”.


         “Il piano –evidenzia l’on. Campo- è un vero e proprio programma di abbattimento delle liste d’attesa che stabilisce il tempo massimo entro il quale dovranno essere garantite prestazioni e ricoveri. Chiediamo al Governo regionale siciliano e all’assessore Razza di attuare ogni iniziativa ed intervento per rendere efficace, il prima possibile, il piano nazionale senza sforare in alcun modo i tempi previsti di 60 giorni per l’elaborazione del piano regionale per la gestione delle liste di attesa. Si tratta di una svolta epocale che porta la firma di un Ministro del M5S. Già nel nostro programma di Governo alle scorse elezioni regionali, avevamo dichiarato guerra, con tanto di soluzione alle lunghe liste d’attesa che scoraggiano i pazienti siciliani ad usufruire del servizio sanitario siciliano. Il Governo nazionale ha fatto la sua parte determinante. Il testimone, adesso, passa alle Regioni e ai rispettivi esecutivi.”