L’on. Lorefice incontra un delegato della Chiesi Farmaceutici di Parma, sul tavolo l’analisi di alcune delle problematiche che affliggono la sanità

Questa mattina ho ricevuto alla Camera dei deputati un rappresentante del Gruppo Chiesi Farmaceutici di Parma, un’eccellenza del settore.

Nata nel 1935 dal piccolo laboratorio di due fratelli farmacisti, oggi è divenuta una realtà internazionale con filiali sparse in 27 nazioni, presente in oltre 85 mercati mondiali, che ha saputo conservare il radicamento al nostro territorio. Oggi dà lavoro a 5.300 dipendenti, 720 ricercatori scientifici, che corrispondono al 20% di tutta la popolazione del mondo farmaceutico italiano.

La Chiesi ha creduto nella ricerca e nello sviluppo, implementando negli anni soluzioni terapeutiche innovative dell’area respiratoria, della neonatalogia e delle malattie rare.

La valorizzazione e il sostegno di queste realtà imprenditoriali che scelgono di continuare ad investire e a portare lavoro nel nostro Paese è una priorità del programma #M5S, come si evince dal #decretodignità.

Durante l’incontro di oggi, ci siamo soffermati in particolare su questi argomenti:

governance farmaceutica, liste di attesa, rete ospedaliera, Titolo V e valorizzazione del ruolo dei medici di famiglia.

Tanti temi, molto delicati, che anche in questa legislatura saranno al centro della nostra attività parlamentare e sui quali il Ministero della Salute si è già attivato, seguendo le linee fissate nel contratto di #Governo.

La Corte dei Conti dice sì al reddito di cittadinanza. Di Maio rilancia: “Entro il 2018”

Di Huffington Post

27 giugno 2018

La Corte dei Conti dice sì al reddito di cittadinanza, misura inserita nel Contratto di governo e cavallo di battaglia dei 5 Stelle. “Ogni volta che alla cittadinanza si associa un nuovo dritto non si può non esprimere soddisfazione” e così è anche “per il diritto al reddito di cittadinanza”, un diritto “importante a sostegno delle fasce maggiormente colpite della recente e prolungata crisi occupazionale”, si legge nella requisitoria del procuratore generale della Corte dei conti nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato. “Forse, però, sarebbe bene ricordare a tutti anche l’esistenza”, aggiunge, “dei doveri di cittadinanza”.

Dopo l’altolà del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, Luigi Di Maio rilancia: il reddito di cittadinanza va fatto entro il 2018. “Record di poveri in Italia! Il reddito di cittadinanza è un diritto da riconoscere subito!”, scrive su Facebook il vicepremier e ministro del Lavoro citando i dati dell’Istat ma anche il commento sul reddito di cittadinanza della Corte dei Conti, un “riconoscimento importante per la proposta che il M5S porta avanti fin dalla sua nascita e che ora sta per diventare legge dello Stato. Si tratta di una misura urgente, di primaria importanza anche alla luce” dei dati Istat.”Non è più possibile andare avanti così e non c’è più tempo da perdere”.

“Finalmente – aggiunge i Maio – il Reddito di Cittadinanza viene riconosciuto per quello che è: un diritto del cittadino. Non sono dei ‘grillini’ a dirlo. Leggete queste parole del Procuratore Generale della Corte dei Conti: ‘Il reddito di cittadinanza è un diritto importante a sostegno delle fasce maggiormente colpite dalla recente prolungata crisi occupazionale. Un diritto che il Def ha voluto scevro da inutile e deleterio assistenzialismo, ancorato invece al mondo del lavoro; dunque un arricchimento con un nuovo diritto della cittadinanza, un significativo contributo a renderne partecipi anche le fasce di popolazione maggiormente in difficoltà’. È un riconoscimento importante per la proposta che il MoVimento 5 Stelle porta avanti fin dalla sua nascita e che ora sta per diventare legge dello Stato”.

“Si tratta – prosegue – di una misura urgente, di primaria importanza anche alla luce dei dati diffusi oggi dall’Istat che parlano del record di povertà dal 2005: ci sono oltre 5 milioni di poveri assoluti in Italia. Per ‘poveri assoluti’, l’Istat intende coloro che non possono affrontare la spesa mensile sufficiente ad acquistare beni e servizi considerati essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile. Non è più possibile andare avanti così e non c’è più tempo da perdere. Il Reddito di Cittadinanza deve partire SUBITO!”.

Terremoto: è finita la gestione emergenziale, ora partiamo con la ricostruzione

di Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo

Mettere in sicurezza, ricostruire, restaurare e salvare il nostro patrimonio per rinascere. E’ questo il messaggio che ho voluto portare oggi durante la mia prima visita nelle zone terremotate del centro Italia.

Il prossimo 24 agosto cesserà la gestione emergenziale e tutte le attività riguardanti l’immenso patrimonio culturale di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo torneranno in capo alla gestione delle strutture ordinarie per avviare la ricostruzione degli edifici tutelati e la ricollocazione di tutti i beni mobili salvati dal Mibact e restaurati.

Dopo aver portato la mia solidarietà ai cittadini di Visso, Campi di Norcia, Norcia e Spoleto, ho preso atto sia degli effetti devastanti degli eventi sismici su chiese, monumenti, statue, musei, edifici storici, che di tutte le importanti attività portate avanti dal Ministero in queste zone.

Ho voluto ringraziare personalmente i funzionari del MiBACT – architetti, restauratori, storici dell’arte, archeologi, biologi, archivisti, bibliotecari – i vigili del fuoco, i carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, nonché il personale e i volontari di protezione civile che, con il loro straordinario impegno, hanno reso possibile il recupero e la messa in sicurezza di oltre 22.000 opere d’arte e reperti archeologici, 15.000 volumi di beni librari, 5.300 metri lineari di beni archivistici e 1.700 edifici tra chiese, monasteri, monumenti e palazzi storici.

Un ingente lavoro – di cui sono particolarmente orgoglioso – fondamentale e necessario per procedere al recupero di questo patrimonio e alla restituzione alle comunità di appartenenza delle opere custodite nei depositi temporanei.

Un orgoglio per queste terre e per l’Italia intera. Un messaggio di speranza per far ripartire il cuore del nostro Paese.

Fonte: https://www.ilblogdellestelle.it/m/2018/06/terremoto_e_finita_la_gestione_emergenziale_ora_partiamo_con_la_ricostruzione.html

Gig economy, ma con dignità

l mio obbiettivo come ministro è quello di garantire tutele e diritti ai nuovi lavoratori digitali della “gig economy”, di cui i riders sono una piccola, ma significativa parte

di Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

Oggi ho incontrato i rappresentanti di alcune aziende digitali che si occupano della consegna di cibo nelle nostre città: Foodora, Uber Eats, Just Eat, Deliveroo, Glovo, Domino’s Pizza, Mooveda e Social Food. Lo scopo di questo incontro è arrivare a un tavolo dove ci siano loro e i riders (i fattorini che a bordo delle loro bici consegnano pasti nelle nostre città) per favorire i lavoratori e anche lo sviluppo di queste realtà.

Sono contento perché tutti si sono dimostrati assolutamente disponibili al confronto. Ho spiegato loro che il mio obiettivo come ministro è quello di garantire tutele e diritti ai nuovi lavoratori digitali della “gig economy”, di cui i riders sono una piccola, ma significativa parte. Questo per me è il primo passo in questa direzione. Pensate che i lavoratori interessati in Italia sono milioni. Secondo una recente ricerca l’Italia è il Paese in Europa con la maggiore percentuale di “gig workers“. Oltre due milioni sono quelli che tramite questi lavori ricevono almeno il 50% del proprio reddito, ma se consideriamo quelli che ricevono una parte minore del reddito arriviamo a 5.310.000 persone interessate. Questi numeri e l’incidenza sul reddito sono destinati ad aumentare nei prossimi anni. Per questo è necessario intervenire subito e con i lavoratori, con gli imprenditori e con il supporto legislativo del Ministero stiamo cercando di trovare la soluzione migliore e che soddisfi tutti.

Per quanto riguarda i lavoratori ci sono dei punti che devono rimanere fermi:

– Obblighi e responsabilità precise tra le parti
– Requisiti di forma nel contratto per garantire la certezza del diritto
– Previsione di un compenso minimo inderogabile
– Rimborso spese forfettario per manutenzione del supporto tecnologico e meccanico (es. 50 euro al mese)
– Iscrizione obbligatoria Inps e Inail a carico del datore di lavoro
– Ferie, riposo e diritto alla disconnessione

La volontà di intraprendere questo percorso è forte da entrambi le parti. Sono fiducioso che lavorando insieme giungeremo a una soluzione che farà da apripista in Italia e nel mondo per i diritti dei nuovi lavoratori digitali e per la fine del precariato. Andiamo avanti, proseguiamo i lavori, fiduciosi che questo sia il primo passo per risolvere un problema più ampio, quello della dignità legata al lavoro. Viviamo in un paese in cui molti nostri giovani hanno rinunciato ad avere uno stipendio pur di lavorare. Finora, chi è venuto prima di noi, ha preferito girare la testa dall’altra parte, noi non lo faremo mai. Io non lo farò mai.