Europee, M5S: “Basta austerità, le priorità sono lavoro e occupazione”

#ContinuareXCambiare

Tra i 10 punti del nostro programma per le elezioni europee c’è lo #StopAusterity.

E’ ora di dire basta all’#austerità che negli ultimi dieci anni ha prodotto: più tasse, disoccupazione e povertà.

Le politiche fiscali e monetarie imposte dall’UE hanno peggiorato le condizioni di vita di milioni di cittadini, senza raggiungere nessuno degli obiettivi prefissati. Hanno creato più debito pubblico e inasprito i rapporti tra gli Stati membri.

La vera priorità dell’Italia e dell’Europa deve essere il #lavoro.

Il nostro obiettivo è investire miliardi per la crescita e la piena occupazione!

Green Economy: la sfida del futuro

#ContinuareXCambiare

Tra i 10 punti del nostro programma per le elezioni europee ci sono gli INCENTIVI ALLE IMPRESE PER INQUINARE MENO

Il M5S vuole un’Europa #plasticfree, l’abbandono graduale delle fonti fossili, lo stop alle trivelle e lo stop ai fondi europei per inceneritori e discariche.

Da sempre la lotta all’inquinamento contraddistingue il programma politico del Movimento 5 Stelle, con l’obiettivo di tutelare non solo l’ambiente, ma anche la #salute dei cittadini.

La #greeneconomy è il futuro dell’Europa anche da un punto di vista di posti di lavoro: già oggi in Italia l’economia verde contribuisce al 13% del PIL e assorbe il 66% delle nuove assunzioni in progettazione e ricerca.

Sosteniamo l’”economia circolare”, basata su prevenzione, riciclo e riuso dei rifiuti.

Sì alla diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni, sì agli incentivi per aziende innovative che si convertono alla green economy. In Italia abbiamo già fatto tanto in questa direzione: con l’introduzione di ecoincentivi per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi; l’investimento di 4 miliardi per nuove infrastrutture per mezzi pubblici; l’aumento dei canoni annuali per chi trivella in mare.

E in Europa, grazie al nostro impegno, dal 2021 è vietata la vendita di prodotti di plastica monouso.

Redistribuzione e rimpatri, M5S: “Le politiche Europee vanno riviste”

#ContinuareXCambiare

Tra i 10 punti del nostro programma per le elezioni europee ci sono REDISTRIBUZIONE E RIMPATRI

I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa, ma l’Italia non può essere lasciata sola a gestire l’emergenza #migranti. Come è accaduto fino ad oggi.

L’UE ha abbandonato il nostro Paese, assieme alla Grecia e a Malta al loro destino, permettendo a scafisti senza scrupoli e a trafficanti di uomini di gestire il fenomeno.

Le politiche migratorie della UE vanno riviste. Le leggi devono essere rispettate, così come i Trattati europei che prevedono la solidarietà fra gli Stati membri per la gestione delle emergenze.

Siamo stati i primi a denunciare il #RegolamentodiDublino che ha ridotto l’Italia nel Paese colabrodo dell’Europa. E continueremo a lottare affinchè venga modificato attraverso una riforma vera e non ipocrita.

La gestione dei flussi, l’accoglienza, le responsabilità e gli oneri devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati membri in base a parametri oggettivi come popolazione, Pil e tasso di disoccupazione.

Europee 2019, M5S: “Lotta alla grande evasione in Europa, meno tasse agli italiani”

#ContinuareXCambiare

Tra i 10 punti del nostro programma per le elezioni europee ci sono: LOTTA ALLA GRANDE EVASIONE IN EUROPA: MENO TASSE AGLI ITALIANI

Chi lavora in Italia deve pagare le tasse in Italia: basta con i paradisi fiscali e la concorrenza sleale delle grandi multinazionali. Se le grandi imprese pagano il giusto, gli italiani di conseguenza pagheranno meno imposte.

I paradisi fiscali europei tolgono all’Italia 6.5 miliardi. Fino ad oggi l’Europa non è stata in grado di contrastare le politiche messe in atto da alcuni Paesi UE, che abbassano volutamente le imposte attirando all’interno dei propri confini la sede legale di molte multinazionali. Il che ha conseguenze negative per gli Stati europei con fiscalità più alta e ripercussioni sul welfare di questi Paesi.

Ecco le proposte del #m5s per contrastare l’evasione europea👇

▪️abbandonare incentivi e pratiche fiscali dannose che favoriscono la concorrenza sleale tra i Paesi;

▫️obbligo per le multinazionali di rendicontare pubblicamente le imposte versate Paese per Paese;

▪️applicare la direttiva V sull’antiriciclaggio, per creare registri pubblici dei proprietari delle aziende, impedendo trasferimenti in forma anonima dei proventi dell’evasione ed elusione fiscale;

▫️introdurre una tassazione unitaria vincolante a livello europeo alle multinazionali affinchè paghino le tasse dove conducono la propria attività;

▪️introdurre la web tax per equiparare la tassazione delle imprese digitali e delle imprese tradizionali;

▫️varare a livello europeo una tassazione sulle transazioni finanziarie.

Oltre a ciò il Movimento 5 stelle propone di estendere agli altri Paesi europei la nostra legislazione #antimafia.

Lorefice: “Il 10 giugno andate a votare. La Sicilia merita l’impegno di ciascuno di noi”

LA #SICILIA MERITA IL #MoVimento5Stelle

Con una matita possiamo cambiare tutto!

Il 10 giugno andate a #votare: è l’unico modo per ridare dignità alla nostra Isola.

Incontro tra Corrao e Musumeci domani a Palermo: sul tavolo anche il trattato Ceta

Fonte: http://www.pachinonews.it/incontro-corrao-musumeci-domani-palermo-sul-tavolo-anche-trattato-ceta-cui-pachino-detto-no/

L’europarlamentare dei 5 Stelle ascolterà le proposte che il governo regionale intende mettere sul piatto in tema di crisi del comparto agricolo

L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao incontrerà domani a Palermo il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per ascoltare le proposte che il governo regionale intende mettere sul piatto in tema di crisi del comparto agricolo.

Ho già dato la mia personale disponibilità al presidente Musumeci – spiega Corrao – a collaborare per il bene del comparto. Dall’analisi della delibera dello Stato di Crisi per il settore, predisposta dalla Regione Siciliana, emerge però che la crisi del comparto è ascrivibile solamente all’ingresso dei prodotti stranieri in Italia. Come si sa, quelle sulla trasparenza e sui controlli alle frontiere, sono battaglie che il Movimento 5 Stelle sta portando in Europa sin dall’insediamento, ma quella delibera di Giunta è a mio avviso ancora poco completa. Servono proposte immediatamente applicabili per risolvere una crisi contingente e serve l’impegno degli attori istituzionali a livello regionale e nazionale per una riforma strutturale. Ho messo nero su bianco una serie di spunti immediatamente applicabili se Musumeci avrà volontà politica di metterli in pratica. Il Psr, ad esempio, deve dare risposte al piccolo agricoltore che vuole comprare il trattore e fare risparmio energetico, non deve essere uno strumento utile solo per la grande azienda o il grosso consorzio. La Regione Siciliana, deve snellire la propria struttura burocratica e rendere la macchina razionale ed efficiente“.

Il Comune di Pachino di recente si è schierato affianco a Coldiretti per dire no alla ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada. La Giunta municipale ha quindi deliberato di approvare l’iniziativa proposta da Coldiretti condividendo l’azione intrapresa dallaFederazione, finalizzata a non far ratificare all’Italia il trattato Ceta che penalizza le imprese agricole nazionali e non tutela la salute dei consumatori e di impegnarsi a intraprendere ogni iniziativa nelle competenti sedi, per arrestare il processo di ratifica dell’accordo Ceta e ad adottare ogni atto necessario a ostacolare l’applicazione del trattato.

Il Movimento 5 Stelle in Europa ha fatto della tutela del made – conclude Corrao – In una battaglia vitale: Dal voto contrario al Ceta alla guerra contro l’ingresso di olio tunisino senza dazi. A livello europeo spero anche tutti i miei colleghi siciliani vogliano fare fronte comune con queste proposte. Se vogliono il bene del proprio territorio dovranno non solo votare in dissenso rispetto ai loro gruppi politici ma dimostrare di potere incidere sulle scelte di questi gruppi, che come sappiamo, hanno prodotto normative che vanno contro il made-In. Devo dire che sino ad oggi così non è stato, ma occorre metterci una pietra sopra, tirare una linea e provare a ricominciare. Noi abbiamo già pronta una relazione che spero condividano i miei colleghi a Bruxelles”.

5 aprile 2018