Bullismo, Cyberbullismo e minori non accompagnati: focus a Radio Sole con Marialucia Lorefice

Bullismo, Cyberbullismo: Ieri focus a Radio Sole con Marialucia Lorefice

“Bullismo e Cyberbullismo devono essere affrontati tramite la prevenzione e l’educazione ma non tramite l’istituzione di un nuovo reato. Le diverse forme, tra l’altro, sono già ascrivibili a reati che sono già esistenti, occorre lavorare sulla prevenzione e sull’educazione. In famiglia, a scuola. La scuola deve essere messa in condizione di fronteggiare questa grave problematica ma ha bisogno di risorse da investire in progetti e formare gli insegnanti in quest’ambito”.

M. Lorefice

Di bullismo, Cyberbullismo e minori stranieri non accompagnati si è parlato ieri a Radio sole nel dibattito tra la parlamentare Marialucia Lorefice, il giornalista Salvo Vassallo e il pedagogista Giuseppe Raffa che ha scritto un libro dal titolo: “Fermare i bullismi (scolastico, sociale, tecnologico)”
C’è ancora tanto da fare, le famiglie e le scuole sono in prima linea.

 

 

 

Minori migranti, Lorefice: “Necessario aiutare anche i Comuni”

«Continua l’emergenza sbarchi sulle nostre coste, uno dei problemi più difficili da gestire, per i nostri Comuni, rimane quello dei minori non accompagnati, per i quali sarebbe necessario intervenire tempestivamente trasferendoli in ambienti protetti subito dopo l’accertamento dell’età. Centri per minori dove possono essere assistiti adeguatamente. Invece, questo non avviene. Il Governo non si muove, sta a guardare. È inammissibile che i bambini, i ragazzi, che arrivano in Italia vengano ospitati a lungo in centri di accoglienza per adulti -evidenzia la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, membro della Commissione Cara-Cie-. Tergiversare con una burocrazia che invece di aiutare crea ulteriori barriere non è degno di una cultura basata sui diritti umani. La colpa non è certamente degli amministratori che sono i primi a dover fare i conti con la difficoltà di capire quali comunità per minori hanno posti disponibili e poter pertanto procedere al trasferimento. Dobbiamo fornire delle soluzioni che possano aiutare i Comuni che continuano, nonostante le evidenti difficoltà, a mostrarsi solidali. Noi del M5S stiamo elaborando una nostra proposta che, molto semplicemente, prevede l’istituzione di una cabina di regia nazionale ad hoc per i minori che individui subito le comunità che possano ospitarli, senza parcheggiarli dove capita. Proposta che è frutto del confronto con chi conosce tali realtà e quindi ha ben chiaro la portata del problema. Ritengo -conclude la parlamentare- che le parole non bastino più, occorre concretezza e un coordinamento nazionale come quello proposto potrebbe rivelarsi efficace, permetterebbe alle prefetture e ai Comuni, diretti responsabili dei minori, di capire subito dove trasferirli».

L’addetto Stampa, Valentina Maci- Odg 153453

Accoglienza migranti, M5S: “Serve legalità, non gestione affaristica”

“La recente inchiesta di Siracusa, dimostra come i tentacoli di Mafia Capitale siano ancora presenti nel business dell’accoglienza. Milioni di euro evasi da cooperative che guadagnano sulla pelle dei migranti. Manca una reale volontà politica di contrastare questi fenomeni e, allo stesso tempo, incentivare chi opera nella piena e trasparente legalità dell’accoglienza. Sembra quasi intenzionale, ancora una volta, creare caos ed allarmismo. Da una parte flussi non regolati, dall’altra parte accoglienza senza limiti e chi alla fine vince sono sempre gli affaristi, mentre chi perde sono i migranti e i cittadini lasciati in balia della confusione”.
Affermano i deputati M5S della commissione CIE-CARA, di cui fa parte anche la deputata Marialucia Lorefice. “Chiederemo l’audizione del Prefetto di Siracusa e dei vertici della Guardia di Finanza che hanno condotto l’inchiesta, – continuano- non possiamo sempre sorprenderci quando vengono alla luce queste situazioni. Audire chi conduce le indagini, chi cerca di porre un freno al malaffare serve anche a togliere qualsiasi alibi a questa classe politica che predica soltanto buone intenzioni. Mafia Capitale aveva decretato che con i migranti si guadagna più che con la droga. Ad oggi nulla è cambiato, ed è indegno quanto sta accadendo, davanti alla disperazione. Ci sono sciacalli pronti a tutto pur di lucrare e la classe politica italiana non può essere complice con il suo silenzio e la sua astenia”.
“L’evasione di 4 milioni di euro scoperta dalla guardia di finanza – aggiunge la deputata Maria Marzana – dimostra che anche a Siracusa le cooperative hanno fiutato l’affare nella gestione dell’accoglienza dei migranti, mascherandosi da Onlus, ma che in realtà hanno il volto di imprese commerciali. Negli ultimi 3 anni sono sbarcati sulle coste siracusane circa 87 mila migranti e sono stati stanziati quasi 14 milioni per l’assistenza. Il ministro Alfano comprenda, una volta per tutte, che siamo dinnanzi ad un vero fenomeno e non più ad un’emergenza. Occorre garantire procedure regolari per l’affidamento dei servizi d’accoglienza e bilanci trasparenti nella gestione. A trarne benefici saranno i migranti, l’occupazione cittadina e le casse pubbliche”.
“Il sistema non funziona. Quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Siracusa – conclude il deputato Stefano Zito – potrebbe essere solo la punta dell’iceberg perché, in Italia siamo bravi a trasformare le emergenze in “affari”. In alcune zone del Medio Oriente i paesi “civilizzati” hanno portato indirettamente una instabilità con l’idea di esportare la “democrazia” invece, stiamo importando disperati che fuggono dalle guerre generate da lucrosi interessi economici. Serve un’azione concreta per combattere il business degli immigrati altrimenti, vedremo sempre gente scappare dai loro paesi bombardati per approdare in un paese che sta implodendo.

 

Fonte: http://www.srlive.it/accoglienza-migranti-m5s-serve-legalita-non-gestione-affaristica/

Lorefice: «Il Cara di Mineo va chiuso, altro che farne un hotspot!»

 

«L’accoglienza dei migranti non può essere organizzata per ragioni di puro interesse -lo dice la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice, prima firmataria dell’interrogazione al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, concernente la possibilità che il Cara di Mineo possa divenire hotspot-. Non si può decidere la creazione di un hotspot che non abbia alcun requisito per dirsi tale, ancorché gli hotspot non sono neanche pensati nell’ordinamento giuridico italiano. Premesso che la natura stessa dei centri hotspot -afferma la parlamentare- li vedrebbe creati per adempiere a funzioni identificative dei migranti appena giunti in territorio italiano, quindi, immaginabili vicino alle coste dove si verificano gli sbarchi, non certo in una posizione territorialmente internata. Gli hotspot dovrebbero essere propedeutici alle operazioni di ricollocamento che, di fatto, ad oggi, neppure funzionano. Per entrare nel merito del Cara di Mineo, a nostro parere, andrebbe chiuso e non riorganizzato in altra veste, dati i pregressi per i quali risultano indagati esponenti politici locali e membri del Governo, e dato che dalle ispezioni effettuate non risulta adatto a garantire un’accoglienza dignitosa. Già durante un Question Time -sottolinea la Lorefice- il M5S si era detto contrario all’istituzione di un hotspot presso il porto di Augusta, circondato da siti sensibili, come l’arsenale della Marina militare, una base Nato, uno degli impianti petrolchimici più grandi d’Europa. Ecco la new entry: l’hotspot potrebbe essere realizzato a Mineo. Tre filoni d’indagine in corso, l’inchiesta Mafia capitale, fenomeni di ‘caporalato’, dovrebbero bastare a chiudere definitivamente quel centro. E invece no, anzi, si fanno ancora progetti su di esso. Per questi motivi abbiamo ritenuto fondamentale depositare l’ennesima interrogazione al ministro Alfano con la quale chiediamo spiegazioni su queste scelte inaccettabili, con l’auspicio che quel centro venga definitivamente chiuso al più presto».

 

L’addetto Stampa, Valentina Maci –Odg 153453

 

Il prefetto Librizzi ed il questore Gammino auditi in Commissione Cara e Cie

Migranti

Nella giornata di oggi, in Commissione Cara e Cie, abbiamo audito il nuovo prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi ed il Questore Giuseppe Gammino. Un incontro proficuo dal quale abbiamo avuto molte delle risposte che attendevamo e grazie al quale sono stati chiariti alcuni punti di rilevante importanza, relativi alla condizione dei migranti nel ragusano. Già dal 19 gennaio quello di Pozzallo è divenuto un centro hotspot. La struttura è stata ritinteggiata, sono stati ripristinati i servizi igienici ed è stata fatta la disinfestazione. Il dialogo con i soggetti che proseguiranno l’attività di supporto medico-psicologico, e che lavoreranno al fianco delle organizzazioni già presenti all’interno del centro, è ancora aperto. Al fine di rendere più dignitose le condizioni di permanenza dei migranti il centro potrebbe essere ampliato, il che servirebbe anche a snellire le procedure di identificazione. C’è ancora tanto da fare. Se questo è un momento di relativa calma, per i numeri di presenze al centro, lo specchio sono i dati che hanno spinto Medici Senza Frontiere ad andare via, relativi a particolari momenti di criticità che si può ipotizzare si ripeteranno. Nel mio intervento ho posto le problematiche evidenziatemi da MSF, durante i contatti avuti con una delle responsabili, ed ho chiesto se Emergency, che potrebbe sostituire MSF presso l’hotspot, sarebbe disposta a restare nonostante le ragioni per le quali MSF ha scelto di andare via. L’auspicio è che proprio quelle problematiche non abbiano a ripetersi in situazioni critiche, che il dialogo resti aperto anche con MSF al fine di poter valutare al meglio tutte le opzioni possibili. Ho chiesto informazioni sul respingimento dello scorso ottobre dei 14 migranti, evidenziando che forse in quel caso qualcosa nella procedura non avesse funzionato. Pare abbiano essi stessi prima rifiutato le procedure per la richiesta dello status e, successivamente, ritrattato. Ne è emerso l’impegno lodevole delle istituzioni per dirimere questioni particolarmente delicate. Quella dell’hotspot di Pozzallo resta, tuttavia, una situazione da monitorare e sulla quale manterremo accesi i riflettori.

 

Cpsa di Pozzallo: «Situazione poco chiara»

medici senza frontiere

«Esprimo la mia vicinanza a quanti tra operatori, volontari e forze dell’ordine si trovano quotidianamente a fronteggiare le situazioni più o meno complesse dei centri d’accoglienza e degli sbarchi. Le ragioni che hanno portato Medici Senza Frontiere ad andare via dal Cpsa di Pozzallo vanno analizzate punto per punto al fine di trovare il nodo che al momento sembra attanagliare uno dei centri più importanti in Sicilia e di venire incontro a quanti vi lavorano e agli ospiti»: Così la parlamentare del M5S, Marialucia Lorefice che ha scritto una nota al nuovo prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi dando la propria disponibilità ad un incontro a seguito della decisione di MSF di lasciare il Cpsa di Pozzallo. Le ragioni, il 17 novembre scorso, il capo missione Italia di MSF, Stefano Di Carlo, le aveva già anticipate durante l’audizione, alla quale era presente la Lorefice, in ‘Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e identificazione nonché sulle condizioni di trattamento dei migranti nei centri d’accoglienza, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione’. Nella nota al prefetto di Ragusa la parlamentare del M5S afferma: “Credo nessuno possa mettere in dubbio il ruolo determinante della suddetta organizzazione all’interno del Cpsa, così come credo che la comunità pozzallese si sia rivelata sempre molto ospitale e accogliente anche quando le condizioni non erano propriamente favorevoli, motivo per il quale penso andrebbero individuate le cause e responsabilità che hanno portato ad una tale decisione, nella speranza di poter trovare una soluzione”.

L’addetto Stampa- Valentina Maci, odg 153453