Terremoto: un decreto senza soldi (tranne che per le poltrone)

Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2017/03/terremoto-un-decreto-senza-soldi-tranne-che-per-le-poltrone.html

Siamo arrivati al terzo decreto sul terremoto. E per la terza volta, il governo è riuscito a non aggredire in modo strutturale criticità e problemi. Soprattutto, il decreto tace un aspetto fondamentale: le risorse. Niente zone franche, niente misure a sostegno di imprese e lavoratori, e anche la nostra proposta di estendere il mirocredito alle aziende del Cratere è stata affossata. Gli unici soldi che sono riusciti a trovare, guarda un po’, sono quelli per il dipartimento “Casa Italia”: un regalo da 1,3 milioni nel 2017 e di 2,5 milioni dall’anno prossimo per pagare dirigenti e la nuova struttura.

Per le poltrone le risorse ci sono sempre. Per la ricostruzione, invece, nisba: Renzi è andato in Europa chiedendo flessibilità per il terremoto e ha ottenuto sulla carta lo 0,2 del Pil, 3,4mld, ma poi ci sono spese giustificate soltanto per 600 milioni. Sono sette mesi che si riempiono la bocca di promesse ma al terzo tentativo fallito gli italiani hanno definitivamente capito cosa c’è dietro a quelle parole: incompetenza e mancanza di volontà politica.

Anche il M5S ha fatto le sue proposte, con un occhio al risparmio ma soprattutto con attenzione alle soluzioni vere per i cittadini. Alcuni nostri emendamenti sono diventati legge: obbligo di indagini sulla vulnerabilità sismica di tutte le scuole nelle zone 1 e 2; trasparenza sugli immobili acquistati dalla Regione per emergenze abitative; corsi di formazione per nuovi tecnici della Protezione Civile; provvedimenti per la risistemazione dei parchi nelle zone terremotate; velocizzazione delle procedure per i progetti sui beni culturali colpiti; per gli imprenditori, riduzione della soglia per richiedere il risarcimento da danno indiretto.

Un’altra occasione sprecata, per il governo, per cercare di dare un aiuto concreto a chi è stato colpito. Ma teniamo duro: quando il governo toccherà a noi, le soluzioni arriveranno e le risorse anche.

VIDEO: Dichiarazione di voto di Laura Castelli, portavoce M5S

Misure a tutela del lavoro. Aggiornamenti dalla Camera

Alla Camera è approdato il provvedimento “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, rimasto fermo in Senato per bene 9 mesi. Il modo di lavorare sta cambiando rapidamente. E’ sempre più importante avere una visione a lungo termine e il M5S, non a caso, si è portato avanti con una corposa indagine, ‘Lavoro 2025’, che ci racconta di un mondo occupazionale in cui bisognerà essere sempre più autonomi, creativi e flessibili.

La legge sul lavoro autonomo e agile, approvata questa settimana alla Camera, è stata un’occasione per mettere in pratica quanto necessario per fronteggiare i cambiamenti dei prossimi anni. Il M5S lo ha fatto con alcuni importanti emendamenti che hanno riguardato, tanto per fare qualche esempio, misure di tipo fiscale e contributivo in favore degli autonomi e degli iscritti alla gestione separata Inps, congedi (previsti dalla legge 104) da estendere anche agli autonomi, il lavoro ‘agile’, rafforzamento della privacy del lavoratore e molto altro ancora, potete leggere qui http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2017/02/lavoro-autonomo-alla-camera-le-proposte-m5s-con-lo-sguardo-al-futuro.html ulteriori proposte elaborate dai colleghi della commissione Lavoro.

Quello dei lavoratori autonomi è un ambito troppo spesso dimenticato, tranne dal fisco e dalle tasse.

Prendetevi 10 minuti e ascoltate cosa ha da dire in merito Tiziana Ciprini.

Ecco la sua dichiarazione di voto:

Il M5S, viste le criticità rilevate, ha espresso voto d’astensione.

 

È stato approvato anche il provvedimento “Disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia”. Fondamentale era definire in maniera puntuale il “testimone di giustizia”, facendo proprio l’esito delle audizioni svolte sul tema in Commissione parlamentare antimafia, confluite il 21 ottobre 2014 nella Relazione sul sistema di protezione dei testimoni di giustizia.

 

Le innovazioni introdotte sono : la definizione del testimone di giustizia, ancorata a parametri più stringenti; la personalizzazione e gradualità delle misure; la possibilità per il testimone di godere di misure di sostegno economico anche nel luogo di residenza, in presenza di riduzione della capacità di reddito; l’introduzione di misure a salvaguardia dell’impresa del testimone; l’istituzione di una figura, il referente del testimone di giustizia, che garantisca a questi un riferimento certo nei rapporti con le istituzioni, assicurando una piena assistenza al testimone per tutte le sue necessità; l’introduzione di un termine di durata massima delle misure.

 

Questa legge è attesa fin dagli anni Novanta dato che, nel corso del tempo, le misure per tutelare i testimoni di giustizia sono state sostanzialmente equiparate a quelle per i collaboratori di giustizia (i cosiddetti “pentiti”) senza mai avere una disciplina organica solo per i testimoni.

 

Fin dai lavori nel comitato sui testimoni di giustizia istituito in Commissione Antimafia, il M5S si è sempre occupato della stesura di un testo che tenesse conto delle reali esigenze dei testimoni di giustizia. Siamo riusciti, anche nei lavori in Commissione, ad aver approvati quasi tutti i nostri emendamenti più importanti.

 

Il voto pertanto è stato Favorevole. Ascoltate Giulia Sarti in dichiarazione di voto:

 

Per saperne di più     http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2017/03/testimoni-di-giustizia-finalmente-una-buona-legge-dedicata-ai-cittadini-coraggiosi.html