Parlamento. In un primo momento, la commissione Affari Esteri del Senato aveva dato via libera al provvedimento, con il voto favorevole di Pd, Forza Italia e centristi. Poi però il ddl si era arenato: troppo rischiosa la votazione a pochi mesi dalle elezioni.

La palla ora passa al nuovo parlamento che dovrà esprimere il proprio parere sull’accordo.

Il no del governo al CETA: le reazioni

Reazioni positive dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo:

«La decisione di non ratificare il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) è una scelta giusta di fronte a un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia contro il quale si è sollevata una vera rivolta popolare. È inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale. All’estero – ricorda Moncalvo – sono falsi più di due prodotti alimentari di tipo italiano su tre».

Il Sole 24 Ore, invece, difende prevedibilmente il trattato CETA:

«Secondo i dati della Fondazione Qualivita, 5 grandi Dop italiane (Parmigiano reggiano, Aceto Balsamico di Modena, Pomodoro San Marzano, Pecorino Romano e Mozzarella di bufala campana) realizzano oltre il 95% dell’export di prodotti di qualità made in Italy in Canada e la stragrande maggioranza delle Dop e Igp medio piccole ha un mercato solo nazionale: viene da chiedersi se l’opposizione ai trattati internazionali sia davvero una misura di tutela del made in Italy e non si riveli invece controproducente».

Diverse le iniziative che da diversi anni si oppongono ad accordi internazionali come il CETA e il TTIP. Qui, è possibile firmare una petizione indirizzata al governo Conte, affinché l’Italia dica no ai due trattati internazionali: